Contro Frattini

11 03 2009

L’Italia non parteciperà alla conferenza dell’Onu sul razzismo “Durban II”, prevista a Ginevra dal 20 al 25 aprile, ”in nome della credibilita’ delle Nazioni Unite”: lo ha dichiarato il ministro degli Esteri nel corso di un’audizione davanti alle commissioni Esteri riunite di Camera e Senato. ”Siccome noi crediamo fortissimamente nella dignita’ dell’Onu, non pensiamo che da un documento con l’intestazione Nazioni Unite possa uscire un paragrafo in cui si definisce Israele una minaccia alla pace internazionale o in cui si stabilisce che il diritto di libera espressione non si puo’ estendere alle critiche ad una qualsivoglia confessione religiosa”.

Queste le dichiarazioni del rappresentante della Farnesina, che ha giudicato alcune frasi della bozza di dichiarazione finale “aggressive e antisemite”. Il documento esprime infatti una critica durissima nei confronti della politica israeliana nei territori palestinesi occupati. Nella dichiarazione, pubblicata dal quotidiano israeliano Haaretz, si legge che la condotta tenuta da Tel Aviv costituisce “una violazione dei diritti umani internazionali, un crimine contro l’umanità e una forma contemporanea di apartheid”. In altri stralci del testo viene espressa “profonda preoccupazione per le discriminazioni razziali compiute da Israele contro i palestinesi e i cittadini siriani nel Golan occupato”, mentre Tel Aviv viene accusata di “tortura, blocco economico, gravi restrizioni di movimento e chiusura arbitraria dei territori” oltre che di costituire “una minaccia per la pace internazionale e la sicurezza”. 
Alla decisione italiana dovrebbe aggiungersi anche quella di Danimarca, Francia, Canada e Belgio, mentre Stati Uniti e Olanda hanno già comunicato la loro assenza. 
La conferenza è il seguito di quella che si svolse nel 2001 a Durban, in Sudafrica, quando la richiesta di un risarcimento per la schiavitù negli Stati Uniti e l’equiparazione di sionismo e razzismo provocarono l’abbandono dei lavori da parte di Washington e Tel Aviv. 

Questo “la dice lunga su che valore hanno i diritti umani per l’attuale governo italiano” dice Vittorio Arrigoni sul suo blog guerrillaradio. E aggiunge che questo documento dice semplicemente “le stesse cose che ripetono instancabillmente da anni, i premi Nobel  Desmond Tutu, Nelson Mandela e Jimmy Carter, Wole Soyinka e José Saramago”. 

fonti: Agenzia Asca, PeaceReporter, GuerrillaRadio

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