Macerie

13 04 2009

GLI SCIACALLI DELL’INFORMAZIONE

di Marco Travaglio (11 aprile 2009)

 

ANNOZERO “RESURREZIONE”

di Michele Santoro (9 aprile 2009)

La puntata (che potete guardare sul sito di AnnoZero) e’ intitolata “Resurrezione”, molto pasquale, ed e’ andata in onda su Raidue giovedì 9 aprile: affronta il tema responsabilita’, rischi, regole urbanistiche e di costruzione violate ecc… Perche’ e’ vero che le vittime e il dolore dei sopravvissuti vanno rispettati, ma non si deve perdere l’occasione di sottolineare ancora una volta e fare luce senza pieta’ sulle ennesime mancanze, imbrogli, affari loschi, che hanno nuovamente arricchito chi questo nostro Paese lo sta portando alla distruzione, e piegato chi in questo Paese invece cerca di vivere con onesta’ e che con il proprio lavoro, i propri valori, i propri sogni e la propria passione cerca di costruirsi una vita, che 20 secondi di scossa violenta hanno drammaticamente compromesso, se non inesorabilmente spezzato. Ospiti in studio sono Guido Crosetto del PDL, l’ex magistrato Luigi De Magistris, candidato alle europee con L’Italia dei Valori, l’esponente di Sinistra e Libertà Claudio Fava, il direttore del Giornale Mario Giordano e il Presidente dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia Enzo Boschi.

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One response

13 04 2009
iloveusb

ecco una cosa sul terremoto, anche questa molto “pasquale”

In principio Dio creò il cielo e la terra. Ora la terra brulicava di esseri viventi secondo la loro specie.
Dio disse: “Sia il buio!”. E il buio fu. La terra tremò e separò le case dalla case, le pietre dalle pietre. E fu notte e fu mattina: primo giorno.
Dio disse: “Sia la luce!”. E la luce fu. L’uomo vide quello che aveva creato e trovò che era polvere. Allora diede in alte grida di dolore e di lamento e chiamò le case macerie e i vivi morti. E fu notte e fu mattina: secondo giorno.
L’uomo disse: “Siano le mani in mezzo alle pietre per separare le pietre dalle pietre”. E separarono le pietre, che sono sotto i tetti e le travi, dalle pietre, che son sopra i corpi. Così avvenne. E fu notte e fu mattina: terzo giorno.
L’uomo disse: “Il nostro rifugio è stato distrutto. Dove possiamo andare?” Furono innalzate le tende e lì il supersite trovò riposo. Di quanto possedeva, di ogni veste, portò con sé un oggetto di ogni specie, per conservarlo in vita con sè. E fu notte e fu mattina: quarto giorno.
L’uomo disse: “I corpi che sono sotto le pietre, si raccolgano in un solo luogo e ci siano i nomi per distinguere il morto dal morto”. E così avvenne. Furono sistemate duecentocinque feretri su quattro file, e i feretri dei bambini furono posti sopra i feretri delle madri. E l’uomo chiamò il feretro più piccolo simbolo e quel giorno calvario. E fu notte e fu mattina: quinto giorno.
L’uomo disse: “Osservate, guardate, se c’è dolore simile al dolore che mi tormenta”. E chiamò i salvatori angeli e il suo dolore dignità. La madre non potè dimenticare il figlio delle sue viscere, in cui era alito di vita. Il marito non potè dimenticare la moglie, il fratello il fratello. E fu notte e fu mattina: sesto giorno.
Il settimo giorno l’uomo cessò da ogni suo scavo, perché Dio aveva benedetto il settimo giorno e in esso aveva cessato da ogni lavoro che egli creando aveva fatto. Fu sacrificato l’agnello, perché l’angelo del Signore, quando distrusse i primogeniti degli egiziani, salvò le case segnate dal sangue dell’agnello. L’uomo mangiò e bevve, poi dischiuse un uovo pasquale e vide che era cosa buona.

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