Tiziano Terzani

27 04 2009

 

<… seduto a poppa, mi chiedevo quanto ancora potra’ durare un mondo cosí, retto esclusivamente dai criteri incolti, disumani e immorali dell’economia. scorgendo l’ombra di isole lontane me ne immaginavo una ancora abitata da una tribú di poeti, tenuti in serbo per quando, dopo il medioevo del materialismo, l’umanita’ dovra’ ricominciare a mettere altri valori nella propria esistenza …> 

[Tiziano Terzani, tratto da Un indovino mi disse]

 

Tiziano Terzani nasce a Firenze nel 1938. Si laurea in giurisprudenza presso il prestigioso Collegio medico-giuridico di Pisa nel 1961, anno in cui sposa Angela Staude, fiorentina di genitori tedeschi (suo padre era il pittore Hans-Joachim Staude). Trascorsi sei mesi per un Master in Inghilterra, nel 1962 iniziò a lavorare per la Olivetti dapprima come venditore e successivamente occupandosi del personale estero. Nel 1965, l’azienda lo inviò a tenere corsi di formazione in molte aree del mondo (fra cui il Giappone ed il Sud Africa), dove entrò in contatto con le problematiche dell’apartheid e dello sfruttamento sociale del continente africano: tema dei suoi primi scritti giornalistici che l’Astrolabio, rivista diretta da Ferruccio Parri, gli pubblicò in Italia contribuendo a maturargli la decisione di cambiare radicalmente vita ed esplorare il mondo scrivendone. Una borsa di studio offertagli dalla Columbia University di New York per dedicarsi allo studio della lingua e della cultura cinese gli fornì la motivazione e la possibilità di licenziarsi dall’Olivetti (1969) per investire sulla professione giornalistica attrezzandosi di conoscenze sul paese asiatico. Dopo qualche collaborazione, prima per L’Astrolabio e poi per Il Giorno, Terzani finalmente ebbe l’opportunità, grazie al settimanale tedesco Der Spiegel di recarsi in Asia come corrispondente. Nel 1971 si trasferisce in Singapore da dove ha modo di seguire da vicino la Guerra del Vietnam, e scrivere i primi 2 libri. In seguito collaborò anche con i quotidiani italiani Corriere della Sera e La Repubblica, diventando uno dei più importanti giornalisti italiani a livello internazionale. Le esperienze di Terzani in Asia sono confluite, oltre che negli articoli per i giornali, anche in numerosi libri, a cominciare da Pelle di leopardo (1973), che racconta le ultime fasi dellaGuerra del Vietnam, e per finire con il suo ultimo lavoro: Un altro giro di giostra. Tra i libri più interessanti di Terzani si ricorda Un indovino mi disse, cronaca di un viaggio di un anno attraverso numerosi paesi dell’Asia, compiuto senza mai prendere un aereo, per seguire l’avvertimento datogli da un indovino. Dopo gli attentati dell’11 settembre 2001 diede una sua risposta alle invettive anti-islamiche della scrittricefiorentina Oriana Fallaci nel libro Lettere contro la guerra. Il libro “Un altro giro di giostra” tratta del suo modo di reagire alla malattia, un tumore all’intestino, viaggiando per il mondo e osservando con lo stesso spirito giornalistico di sempre le tecniche della più moderna medicina occidentale e le medicine alternative. Terzani si ritirò a trascorrere i suoi ultimi giorni ad Orsigna, il rifugio di una vita, sull’Appennino tosco-emiliano (Pistoia), spegnendosi il 28 luglio 2004. Le sue ultime memorie sono registrate nel libro postumo La fine è il mio inizio, in cui Terzani riferisce al figlio Folco le proprie riflessioni di tutta una vita.

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