L’esercito israeliano si auto-assolve

13 05 2009

 

Osservatori per i diritti umani hanno accusato ieri l’esercito israeliano di utilizzare le proprie indagini interne per coprire le dichiarazioni che rivelerebbero i crimini di guerra commessi dai soldati durante la recente offensiva contro la Striscia di Gaza. “I risultati delle investigazioni rendono chiaro che l’esercito israeliano non monitorerà se stesso (…) tentativo di mascherare le violazioni delle leggi di guerra da parte delle forze israeliane a Gaza. Solo un’indagine al di sopra delle parti fornirebbe una parziale riparazione dei torti ai civili uccisi”– ha commentato Joe Stork, rappresentante regionale di Human Rights Watch, una delle organizzazioni che hanno risposto alla pubblicazione, avvenuta mercoledì, dei risultati dell’inchiesta sotto accusa.

Human Rights Watch, in collaborazione con organizzazioni israeliane e palestinesi, ha invitato Israele ad accettare un’inchiesta Onu guidata dal giudice Richard Goldstone: invito respinto dallo stato ebraico.

L’esercito attualmente ha portato a termine cinque indagini separate, concludendo che durante i combattimenti di Gaza, le forze di difesa israeliane hanno operato in accordo con le leggi internazionali”. Gli episodi nei quali hanno perso la vita palestinesi innocenti sono stati definiti “incidenti operativi”.

In un rifiuto unanime di queste dichiarazioni, dieci organizzazioni israeliane per i diritti umani (B’Tselem, Gisha, Adalah, l’Associazione per i Diritti civili in Israele, Yesh Din, Hamoked, il Comitato pubblico contro le torture, Bimkom e Rabbini per i Diritti umani) hanno scritto: “I dati raccolti dalle organizzazioni umanitarie che lavorano in Israele dimostrano che molti civili di Gaza sono stati uccisi non a causa di ‘incidenti’, ma come conseguenza diretta della politica scelta dalle forze militari e realizzata attraverso i combattimenti”. Le stesse organizzazioni hanno anche fatto notare che, se l’esercito è convinto di non aver commesso alcun torto, non dovrebbe opporsi all’inchiesta indipendente di Goldstone. Inoltre che l’esercito israeliano “ha violato i codici etici per aver attaccato personale medico, aver danneggiato strutture sanitarie e aver colpito indiscriminatamente civili non coinvolti nelle operazioni“. 

Human Rights Watch ha anche citato la propria indagine, effettuata durante la guerra a Gaza, la quale ha riportato che “le forze israeliane si sono rese responsabili di serie violazioni delle leggi di guerra, ivi compresi l’uso di artiglieria pesante e di fosforo bianco in aree densamente popolate, l’evidente scelta di colpire individui che cercavano d’identificarsi come civili e la distruzione di obiettivi civili in una misura che superava le necessità militari. (…) Alcuni casi di uso del fosforo bianco rappresentano un’evidente prova di crimini di guerra”.

Secondo Amnesty International “è responsabilità di coloro che hanno effettuato bombardamenti, attacchi di artiglieria e di altro tipo, provare che queste aggressioni erano veramente rivolte a obiettivi militari legittimi; non è compito delle vittime provare che non erano coinvolte in attività di combattimento. Ad oggi le informazioni fornite dall’esercito non hanno dimostrato niente. L’indagine dell’esercito israeliano non sostituisce l’inchiesta completa, indipendente e imparziale di cui c’è bisogno”.

(fonti: infopal , guerrillaradio )

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