Italia: un paese alla deriva

11 07 2009

 

Italia, Italiani, Berlusconi, scandali, vertici mondiali…

The Guardian centra il problema! 


totò

“Io sono fatto cosí” ha detto il padrone di casa del vertice del G8, mentre si moltiplicavano le rivelazioni secondo cui avrebbe ricevuto escort di lusso nelle sue residenze di Roma e Sardegna. “Gli italiani mi vogliono cosí” dice Silvio Berlusconi. In effetti ha ragione: il suo indice di popolarita’ e’ sceso di appena 6 punti da quando la moglie ha annunciato di aver chiesto il divorzio (accusandolo di voler candidare alcune soubrette alle elezioni e frequentare ragazze molto giovani).

A questo punto sorge un interrogativo: se l’Italia vuole Berlusconi come primo ministro, il G8 e’ obbligato a volere l’Italia tra i suoi membri?

La cosa piu’ difficile da capire e’ se l’Italia, dopo un decennio di difficolta’ economiche, abbia oggi i requisiti per sedere a un qualsiasi tavolo internazionale. Nel suo indice di liberta’ economica, che misura la liberta’ di lavorare, consumare e investire senza limitazioni imposte dallo stato, la Heritage Foundation mette l’Italia al posto #76, dietro Kirghizistan, Mongolia e Madagascar. La classifica della corruzione mondiale di Transparency International mette l’Italia al posto #55 nell’elenco dei paesi piu’ onesti del mondo. I politici italiani sono considerati meno affidabili di quelli del Pakistan, Bielorussia, Azerbaigian, Senegal e Sierra Leone.

I leader delle principali economie mondiali, riunite all’Aquila, non avrebbero tutti i torti a chiedersi se sono capitati in un paese del primo o del terzo mondo. La risposta e’ tutt’altro che scontata se dobbiamo giudicare l’Italia in base a parametri come la liberta’ economica, la corruzione e la liberta’ di stampa.

Silvio Berlusconi e’ il sintomo, ma non necessariamente la sola causa della deriva del suo paese. Gli italiani non lo giudicano scandaloso. Sono molto dispiaciuti perche’ la stampa estera li critica a causa delle sue pagliacciate, ma non chiedono le sue dimissioni.

Fino a quando gli Italiani non cominceranno a pretendere maggiore serieta’ dai loro politici, forse questo paese non sara’ la sede ideale per dei vertici mondiali seri.

 

(editoriale del Guardian, Gran Bretagna, tratto da Internazionale)

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2 responses

11 07 2009
Fiore Potenza

l’Italia non merita di essere tra gli otto piu’ grandi. Ma questo e’ il Paese dei ” vizi privati pubbliche virtu’, o meglio facciate; da cittadina italiana ho vergogna, per come si possa nascondere e manipolare la verita’ delle cose, anche fraintendendo quello che viene definito ” Orgoglio Nazionale”. Mi sembra che oltre a un gioco al massacro di diritti e civilta’ imperi fra noi italiani un alto indice di ipocrisia e di menzogna. Un grande Paese si riconosce ( si propone) come tale quando ha come obbiettivo costante e reale la costruzione di un bene collettivo che non oltraggia ne’ dignita’, ne’ liberta’, ne’ diritto, ne’ giustizia ne’ legalita’ ne’ uguaglianza ne’ vero progresso e soprattutto non oltraggia ne’ fa frode di verita’ storiche e oggettive dei fatti. Percio’ condivido la preoccupazione di Di Pietro e di Altri, anche a livello internazionale. Ma l’aspetto che piu’ di ogni altro mi fa soffrire e temere e’ il decadimento generale del pensiero, dello spirito e del comportamento dei miei connazionali: gli italiani devono decidere di voler crescere( nel senso piu’ alto del termine ) devono iniziare a interrogarsi e riprendere con forza la loro vita in mano, essere protagonisti attivi e leader autentici della societa’ civile, democratica. Questo non avverra’ se continueranno a delegare piu’ o meno consapevolmente il loro futuro, la loro piena realizzazione a chi desidera e attua attraverso il Potere una continua, costante e troppo profonda coercizione. Mi auguro davvero che noi italiani possiamo recuperare, risvegliare in noi il meglio delle nostre coscienze storiche, civili culturali. Per essere veramente ” grandi nel mondo”.

14 10 2012
Alison

Thanks for sharing your thoughts. I truly appreciate your efforts
and I am waiting for your next write ups thank you once again.

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