La strage di Via D’Amelio, 17 anni dopo

19 07 2009

Il 19 luglio 1992, dopo aver pranzato a Villagrazia con la moglie e i figli, Paolo Borsellino si reca insieme alla sua scorta in via D’Amelio, dove vive sua madre. Una Fiat 126 parcheggiata nei pressi dell’abitazione della madre con circa 100 kg di tritolo a bordo esplode, uccidendo oltre a Paolo Borsellino anche i cinque agenti di scorta. Pochi giorni prima di essere ucciso, durante un incontro organizzato dalla rivista MicroMega, Borsellino parlò della sua condizione di “morto che cammina”…

via d'amelio 5

17 anni dopo parla il fratello del giudice, Salvatore Borsellino:

«Mio fratello sapeva della trattativa tra la mafia e lo Stato. Era stato informato. E per questo è stato ucciso. La strage di via D’Amelio è una strage di Stato. Pezzi delle istituzioni hanno lavorato per prepararla ed eseguirla. Adesso che la verità sulla strage si avvicina, spero solo che non siano gli storici a doverla scrivere. Bensì i giornalisti. Io tra non molti anni raggiungerò mio fratello Paolo e non so se riuscirò a leggerla sui giornali».

Vi propongo l’ultima intervista fatta al magistrato, solo 48 ore prima della strage di Capaci che uccise l’amico Giovanni Falcone

Per approfondire ulteriormente guardate questi video, sul sito di La Storia Siamo Noi

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