2 agosto 1980: strage di Bologna

2 08 2009

Alle 10.25, nella sala d’aspetto di 2° Classe della Stazione di Bologna Centrale, un ordigno a tempo, contenuto in una valigia abbandonata, esplode uccidendo ottantacinque persone e ferendone oltre duecento. Subito dopo l’attentato, il governo presieduto da Francesco Cossiga, e le forze di polizia attribuirono lo scoppio a cause fortuite, ovvero all’esplosione di una caldaia nel sotterraneo della stazione. Non appena apparvero più chiare le dinamiche e fu palese una matrice terrorista, attribuirono la responsabilità della strage al terrorismo nero. Già il 26 agosto dello stesso anno la Procura della Repubblica di Bologna emise ventotto ordini di cattura nei confronti di militanti di estrema destra dei Nuclei Armati Rivoluzionari (tra cui Roberto Fiore di Forza Nuova, Fioravanti, Mambro…), ma verranno tutti scarcerati nel 1981. In seguito a depistaggi, ripensamenti, disinformazione, attraverso una complicata e discussa vicenda politica e giudiziaria, e grazie alla spinta civile dell’Associazione tra i familiari delle vittime della strage alla stazione di Bologna del 2 agosto 1980 si giunse ad una sentenza definitiva di Cassazione il 23 novembre 1995: vennero condannati all’ergastolo, quali esecutori dell’attentato, i neofascisti dei NAR Giuseppe Valerio Fioravanti e Francesca Mambro, che si sono sempre dichiarati innocenti, mentre l’ex capo della P2 Licio Gelli, l’ex agente del SISMI Francesco Pazienza e gli ufficiali del servizio segreto militare Pietro Musumeci e Giuseppe Belmonte vennero condannati per il depistaggio delle indagini. Il 9 giugno 2000 la Corte d’Assise di Bologna emise nuove condanne per depistaggio: estremisti di destra, e legati alla destra extraparlamentare. Ultimo imputato per la strage è Luigi Ciavardini, con condanna a 30 anni confermata nel 2007. Eventuali mandanti della strage non sono mai stati scoperti. Diverse le ipotesi alternative: Cossiga, in una lettera scritta al capogruppo di Alleanza Nazionale nella commissione Mitrokhin, ipotizza un coinvolgimento palestinese e dei gruppi separatisti operanti in Italia; secondo altri la commissione Mitrokhin non e’ altro che un tentativo di disturbare le verita’ storiche, e che invece la bomba di Bologna sia opera di Cia e Mossad, per punire l’Italia del suo rapporto privilegiato con l’Olp palestinese…

Tante chiacchiere, molte verita’ nascoste, poche conclusioni certe… ma se i morti potessero parlare…

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