Controesodo

30 08 2009

(da Repubblica.it)

L’ennesima tragedia dell’immigrazione si sarebbe consumata nei giorni scorsi nel Canale di Sicilia. A raccontarlo sono stati i cinque immigrati clandestini soccorsi a circa 12 miglia a sud dell’isola di Lampedusa da una motovedetta della Guardia di Finanza. Gli immigrati, tutti eritrei, fra i quali anche una donna e due ragazzi minorenni, sono stati notati a bordo di un gommone e hanno raccontato ai finanzieri che una settantina di persone partite con loro dalle coste africane sarebbero morte durante la traversata. “Siamo partiti oltre venti giorni fa dalla Libia, eravamo in 78. Noi siamo gli unici sopravvissuti. I nostri compagni morivano e noi gettavamo in mare i loro cadaveri“, hanno raccontato. Il racconto dei superstiti viene ritenuto attendibile dalle organizzazioni umanitarie mentre il Viminale esprime dubbi e perplessità, tanto che il ministro Roberto Maroni ha chiesto al prefetto di Agrigento una relazione sulla vicenda. Le autorità maltesi in serata hanno comunque comunicato di aver avvistato negli ultimi giorni sette cadaveri in mare, in acque libiche, che potrebbero appartenere al gruppo di migranti che erano sul gommone con gli eritrei soccorsi.

Se le testimonianze verranno confermate risulta molte allarmante che per oltre 20 giorni queste persone abbiano vagato nel Mediterraneo senza che nessuna imbarcazione le abbia soccorse. E’ un triste primato che preoccupa e fa riflettere e come se stesse prevalendo la paura sul dovere di soccorrere chi è in difficoltà in mare, come se fosse passato il messaggio che chi arriva via mare sia una sorta di vuoto a perdere”. Lo dice Laura Boldrini, portavoce dell’Unhcr commentando le dichiarazioni dei 5 eritrei soccorsi questa mattina a Lampedusa e secondo i quali una settantina di compagni di viaggio sarebbero morti. “Dalle prime testimonianze – dice Boldrini – dei sopravvissuti sembra si tratti di una tragedia che coinvolge una ottantina di persone partiti alla fine di luglio dalla Libia e la maggior parte sarebbero stati eritrei. Gli eritrei che arrivano in Italia sono tutti richiedenti asilo. L’Italia a loro riconosce il diritto alla protezione. L’Unhcr  fa un appello a chi opera nel mediterraneo affinchè prevalgano la legge del mare e il rispetto della vita umana come è stato fatto con generosità in questi anni”.

renzo e umberto bossiE mentre l’ennesima strage di migranti in mare suscita sdegno e sgomento, su Facebook gli internauti leghisti si divertono a far sparire con un clic le barche con gli immigrati a bordo. Vince chi riesce a rimandare indietro più extracomunitari. Ogni volta che un barcone viene respinto, si viene avvisati con il suono di una campanellina. Si chiama “Rimbalza il clandestino“, ed è un’applicazione sviluppata all’inizio di questa estate e disponibile sulla pagina ufficiale su Facebook della Lega Nord. Da qui può essere condivisa e pubblicizzata su ogni profilo. Ad amministrare la pagina del Carroccio è il figlio di Umberto Bossi, Renzo, classe 1988, affiancato nell’opera da Fabio Betti, un altro leghista doc, definito come l’uomo-facebook del Carroccio. “L’obiettivo di questo gioco è mantenere il controllo dei clandestini che arrivano in Italia“. Su una schermata viene raffigurata la nostra penisola, insieme a delle boe e dei salvagenti. Ovviamente nessuno riceverà mai alcun salvagente, perché l’unico scopo del giocatore è quello di far sparire la barca apparsa all’improvviso, cliccandoci sopra con il mouse, da una fino a cinque volte. I punti che si ricevono per ogni imbarcazione colpita dipendono dalle sue dimensioni. Più si va avanti, e più i “nemici” da respingere si moltiplicano. Perde chi non riesce a far sparire abbastanza barconi. In questo caso si riceve il classico messaggio di “game over”, accompagnato da un invito a ritentare la fortuna: “Prova ancora. Vedrai che la prossima volta riuscirai a dimostrare di essere un vero leghista“.

Affido il mio pensiero alla satira cruda e graffiante di Spinoza.it… e riguardo a Renzo Bossi, ricordando che e’ stato bocciato 3 volte alla maturita’: vai a studiare, e tagliati i capelli che sembri Allevi…

Lampedusa: 73 immigrati clandestini sfuggono all’arresto.

Partiti in 78, ne arrivano 5. Renzo Bossi può venire alla lavagna a dirci quanti sono i morti.

(Su Facebook fa discutere il videogioco ispirato alla cultura leghista: Pet society)

Le persone morivano, poi venivano gettate in mare. Maroni: “Non è certo questo che vogliamo. Semmai è vero il contrario”.

I cinque sopravvissuti: “Nessuno ci ha aiutato”. Pensa agli altri settantatré.

“Solo un peschereccio ci ha dato una mano”. Gettandogli del doposole.

(Sono rimasti talmente tanto in mare che li trovate anche su Google Maps)

Il Viminale frena“Ci sono elementi contrastanti”. I negri e il ministro dell’Interno.

Dubbi sugli eritrei arrivati a Lampedusa: le loro condizioni definite “non compatibili” con un viaggio così lungo. Sono vivi.

Vacilla l’accordo Berlusconi-Gheddafi sui flussi migratori. Tra il dire e il fare c’è di mezzo il mare.

La Chiesa accusa“È come ai tempi della Shoah. Ma stavolta noi non c’entriamo”.

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