Videocracy

3 09 2009

Presentato al Festival del Cinema di Venezia il documentario “Videocracy”

Il regista, Erik Gandini, vive in Svezia ma è nato e cresciuto in Italia. Con Videocracy, torna nel suo paese d’origine per raccontare dall’interno le conseguenze di un esperimento televisivo che gli italiani subiscono da trenta anni. E riesce a ottenere l’accesso esclusivo alle sfere più potenti, rivelando una storia significativa, derivata dalla spaventosa realtà della televisione italiana, un paese in cui il passaggio da showgirl a Ministro per le Pari Opportunità è puramente naturale. Un lavoro lungo e paziente, che alla fine però ha fatto centro: la tv in Italia ha preso il posto della democrazia! Una denuncia al potere che la tv ha sulla nostra società e sulla nostra cultura. Quel che produce nella gente, come ne condiziona i comportamenti. Edito da Soderberg, e distribuito in Italia dalla Fandango di Procacci, vede la partecipazione, tra gli altri, di Lele Mora e Fabrizio Corona.

In una videocrazia la chiave del potere è l’immagine – sostiene il cineasta – . In Italia solo un uomo ha dominato le immagini per tre decenni. Prima magnate della tv, poi Presidente, Silvio Berlusconi ha creato un binomio perfetto, caratterizzato da politica e intrattenimento televisivo, influenzando come nessun altro il contenuto della tv commerciale nel Paese. I suoi canali televisivi, noti per l’eccessiva esposizione di ragazze seminude, sono considerati da molti uno specchio dei suoi gusti e della sua personalità“. (e ultimamente ne abbiamo avuto numerose prove…) “Chi avrebbe mai pensato – ha detto stamani presentando il film- che quegli spogliarelli casarecci delle prime tv commerciali fossero l’inizio di un impero?“.

Il film, non ancora nelle sale (esce domani 4 settembre), ha gia’ creato un polverone: difatti il trailer è stato bloccato sulla televisione pubblica (e ovviamente su Mediaset), nonostante al tg1 Mollica gli abbia dedicato una trentina di secondi di servizio (la chiusa del buon Vincenzo e’ stata “un film che fara’ discutere”).

L’accusa del Daily Telegraph, molto attento ultimamente ai vuoti/blocchi di informazione in Italia, non si fa attendere: “La tv di stato italiana si è rifiutata di promuovere il film Videocracy, che accusa Silvio Berlusconi di aver creato una cultura televisiva frivola, che propone stereotipi sciovinisti. Ma la scelta della Rai ha avuto un effetto controproducente perché il documentario, presentato al festival di Venezia, sta suscitando un enorme interesse”.

…beh, speriamo! intanto guardate il trailer!

(fonti: youtube, Internazionale, Apcom, Fandango]

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