Sardegna, quando il cemento e’ incostituzionale

17 10 2009

sardegna

Il consiglio regionale annulla i vincoli: si potrà edificare a meno di 300 metri dal mare. Sì all’ampliamento fino al 25% di ville e alberghi, non sarà risparmiata nemmeno la costa…

CAGLIARI – Via libera a nuove colate di cemento sui litorali sardi. Sotto attacco la fascia di 300 metri dal mare. Almeno per possibili ampliamenti di alberghi, residence e strutture turistiche (sino al 25% delle volumetrie esistenti). Secondo il centrosinistra e gli ambientalisti, l’inversione di tendenza rappresenta un primo, durissimo colpo alla legge salvacoste varata nel 2004 dall’ex governatore Renato Soru. A dare il disco verde è stato il consiglio regionale. Il testo sull’edilizia, che in qualche misura comincia ad attuare il piano casa nazionale su scala isolana, è stato approvato ieri mattina: 39 i favorevoli, 20 i contrari, 1 astenuto. Ha votato sì l’intero schieramento di centrodestra che sostiene il presidente, Ugo Cappellacci, a suo tempo fortemente voluto da Silvio Berlusconi come candidato alla guida della giunta sarda.

L’iter del provvedimento è stato contrassegnato da un forte scontro in aula tra maggioranza e opposizione. La minoranza ha presentato oltre 400 emendamenti contro quello che ha più volte chiamato “Progetto cemento”. Il centrosinistra, che nella scorsa legislatura approvò il Piano paesaggistico sardo e confermò il vincolo dell’inedificabilità nei 300 metri dal mare, ha criticato pesantemente le deroghe. Gli aumenti di cubatura potranno riguardare solo fabbricati a uso residenziale. Ma senza sopraelevazioni. E a condizione che gli ampliamenti migliorino la qualità architettonica dell’immobile, secondo quanto vagliato da una Commissione regionale ad hoc istituita con l’articolo 7 del provvedimento.

Sul patrimonio delle costruzioni in aree urbane gli indici massimi di edificabilità potranno essere superati fino al 20%. Ma solamente nel caso di fabbricati per uso residenziale uni-bifamiliare. Con una premialità fino al 30% di fronte a miglioramenti per il risparmio energetico. Gli incrementi potranno interessare anche le zone agricole. Per i centri storici dell’isola saranno invece subordinati a delibera da parte dei consigli comunali. Previsto infine il recupero a fini abitativi di sottotetti e seminterrati, tranne in aree a rischio idrogeologico.

“Profonda soddisfazione” viene espressa dal capogruppo del Pdl, Mario Diana. Mentre secondo Ance e Confindustria sarde è “un’opportunità per la ripresa dell’economia dell’isola”. “È iniziata l’operazione verità: che la nostra legge sia un Piano cemento è una menzogna, semmai i cementificatori erano gli esponenti della precedente giunta”: così Ugo Cappellacci, che ieri sera ha rimandato al mittente le accuse di “deregulation selvaggia”. “È una legge semplicemente vergognosa – ha invece commentato senza mezzi termini l’ecologista Stefano Deliperi, presidente sardo del Gruppo d’intervento giuridico – Riapre le coste al cemento selvaggio. Minaccia l’ambiente. Crea pericoli in zone dove già si sono verificate calamità “innaturali”. Come a Capoterra, vicino a Cagliari, quando sono morte sei persone e ci sono stati danni per decine di milioni. Presenteremo perciò ricorso: le nuove disposizioni hanno profili d’incostituzionalità perché violano il codice del paesaggio”.

[da Repubblica]

ERGO ANCHE IL MURO A COMO E’ INCOSTITUZIONALE (OLTRE CHE ESSERE OVVIAMENTE IL FRUTTO DEL LAVORO SPORCO DI PERSONAGGI DI SPICCATA DISONESTA’ E IGNORANZA)

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2 responses

4 12 2009
Vacanze Sardegna

il nuovo piano paesaggistico non è così catastrofico, ad esempio le strutture ricettive posso aumentare la volumetria ma esclusivamente per realizzare servizi , occorre inoltre procurare un tot di area percheggio entro 300 mt per ogni mc di aumento volumetrico, pertanto in aree già densamente edficate sarà impossibile costruire

4 12 2009
Vacanze Sardegna

il nuovo ppr non è così catastrofico come può sembrare, ad esempio le volumetrie possono essere aumentate dalle strutture ricettive ma solo per la realizzazione di servizi, la dove ci sia necessità.
non solo, per ogni mc di aumento volumetrico occorre procurare un tot di mq adibiti a parcheggio nell’arco di 300mt , pertanto in aree già densamente edificate sarà impossibile il tanto temuto aumento

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