Il Piano Pier-Marshall

4 02 2010

Berlusconi parla al Parlamento Israeliano e incontra Abu Mazen nei Territori: un tutt’uno di contraddizioni e messaggi pericolosi!

Alla Knesset. Sono onorato, il mio Paese e’ onorato di essere qui e di parlare in questo parlamento, che è il simbolo stesso della democrazia“. Peccato che nessuno abbia spiegato al nostro Premier che il tanto democratico Stato d’Israele non abbia ancora una Costituzione riconosciuta, ma di questi tempi questo sembra non essere poi tanto discriminante…Il Premier rincara la dose affermando che Israele rappresenta “il più grande esempio di democrazia e di libertà nel Medio Oriente. Per noi, come hanno detto sia il Papa Giovanni Paolo II che il Rabbino Elio Toaff, il popolo ebraico è un ‘fratello maggiore e noi, liberali di tutto il mondo, vi ringraziamo per il fatto stesso di esistere“.

Arriva pronta e benevola la risposta di Benyamin Netanyahu: “Italia è diventata paese di punta contro l’antisemistismo e il negazionismo. Silvio, tu sei un grande leader coraggioso, Israele ha un grande amico in Europa“. Apprezzamenti davanti ai quali  il Cavaliere rilancia l’auspicio che Israele diventi “membro a pieno titolo dell’Unione Europea“. Tale e’ l’appoggio del presidente del Consiglio ad Israele che arriva addirittura a definire “una reazione giusta” ai missili di Hamas da Gaza, l’attacco israeliano (Operazione Piombo Fuso) che provocò morti, polemiche, e la condanna dell’Onu!  “Israele è davvero il simbolo di questa possibilità di essere liberi e di far vivere la democrazia anche al di fuori dei confini dell’Occidente, ed è proprio per questo che risulta una presenza intollerabile per i fanatici di tutto il mondo“. In questo modo l’Italia riconosce in Israele un faro di democrazia e liberta’ nel mondo incivilizzato, un avamposto di liberalita‘ (e buoni affari?)… Invece, caro Premier, “avamposti” in quelle terre sono da considerarsi le colonie… anche queste un faro di democrazia? di liberta’? o forse di ingiustizia, ineguaglianza, disequita’..?

Il Premier insiste: “Mi sento davvero uno di voi. Mi sono sentito davvero uno di voi il giorno in cui ho visitato Auschwitz – e qui Berlusconi viene interrotto da 12 applausi – Viva Israele, Viva l’Italia, Viva la pace e la libertà!“. Sembra inneggiare ai cori da stadio che i suoi adepti gli dedicano ai comizi… “Uno di noi, Silvio uno di noi, uno di noooooiiii”… Viva Israele, Viva l’Italia, Viva gli slogan cretini, Viva la guerra e il fascismo del nuovo millennio!

Dopo il discorso, il premier si è recato nei Territori per incontrare il leader dell’Anp, Abu Mazen. E proprio da uno dei più stretti consiglieri politici del presidente palestinese Abu Mazen, Nemer Hammad, manda un secco messaggio al premier. “Quella degli israeliani a Gaza fu un’aggressione: c’è un rapporto che si chiama Goldstone sui crimini israeliani e qualunque cosa dica il premier Berlusconi non cambia la realtà“. Per fortuna.

Nei Territori. Nel corso della conferenza stampa con Abu Mazen, Berlusconi è tornato a offrire la disponibilità dell’Italia per la promozione di un “piano Marshall” per i territori occupati: “Non c’è pace senza benessere” afferma Berlusconi (e mi piace pensare che in sovrimpressione scorresse il sito di MediaShopping): beh, non vorrei peccare di arroganza, non e’ certo la mia materia, ma mi sembrerebbe semmai corretto dire che prima del “benessere” servirebbero giustizia, equita’, aiuti politici veri e fermi, w quindi la “pace” stessa! E poi cosa si intende con benessere, avere la televisione?! Comunque, a parte questi “dettagli”, a un giornalista che gli chiede di confermare il giudizio positivo sulla rappresaglia di Gaza, risponde in tono meno netto: “Come è stato giusto piangere le vittime della Shoah così è giusto manifestare dolore  per quanto che è successo a Gaza. Sempre, quando alla pace si sostituisce la guerra, alla ragionevolezza si sostituisce la violenza, viene meno l’umanità ed il rapporto tra gli uomini“. Chissa’ che pensavano alla Knesset in questo momento…

Comprendiamo l’esigenza di un fermo all’espansione degli insediamenti di Israele“, che è una “condizione necessaria per avviare i negoziati in modo proficuo“, ha detto ancora Berlusconi. E qui sono d’accordo! Ma perche’ dirlo ai Palestinesi? forse che non lo sappiano gia’? forse bisogna avere il coraggio e l’onesta’ di dirlo dall’altra parte, o al proprio deputato Fiamma Nirenstein, unico parlamentare nel mondo a possedere una proprieta’ all’interno di una colonia!

Dopo aver dichiarato in apertura di conferenza stampa di aver “fotografato” la situazione, a un giornalista che gli chiedeva che impressione gli avesse fatto il muro costruito da Israele in Cisgiordania ha risposto: “Non me ne sono accorto, stavo prendendo appunti e riordinando le idee sulle cose che dovevo dire al presidente Abu Mazen. So di deluderla, me ne scuso“. Vi assicuro che il muro e’ spropositato, e inevitabilmente ci si passa in mezzo, come ha fatto a non vederlo?! e poi stento a credere che chi fosse in macchina con lui non glielo abbia fatto “notare”. E’ una risposta offensiva, ingiusta, incoerente e connivente… inevitabile apice di una visita di Stato che sa piu’ di propaganda e di viaggio d’affari.

[dichiarazioni tratte da Repubblica]

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