Furbetti alla riscossa

24 02 2010

Speculazioni sulla ricostruzione dell’Aquila, appalti truccati a Firenze, tangenti alla Maddalena, mazzette dappertutto. Coinvolti imprenditori (gli ormai arci-noti Balducci, Anemone…) e politici (forse il capo della Protezione Civile Bertolaso, addirittura si fa il nome del braccio destro del Primo Ministro, Letta). Per i mondiali di Nuoto a Roma del 2009, vengono banditi gli appalti per la costruzione delle piscine nel 2008, 365 giorni prima (la citta’ era stata scelta per ospitare la manifestazione nel 2005): per far lievitare i costi di costruzione, ovvio! E i lavori non vengono portati a termine, la nuova scadenza e’ il 2011. Un film gia’ visto. Una piscina viene a onor del vero completata, gli atleti vanno ad allenarsi… ma soltanto per un giorno! perche’ scoprono essere lunga 51,5 metri, avanza un metro e mezzo dalla lunghezza olimpionica. E’ come costruire un campo da basket con un canestro piu’ piccolo della palla. Ergo un impianto da buttare, e viene abbandonato. Tutto questo a Roma, non nella periferia del Mondo…

A tutto questo si aggiunge lo scandalo Fastweb, che puzza dalla testa ai piedi: vi dice niente la Waldorf Investment? forse no, ma e’ bene iniziare a masticarl0, ne sentiremo parlare… Un conto corrente instestato a questa societa’ viene trovato dai Carabinieri alla Barclays Bank, Isole Seychelles: dietro la società, secondo gli investigatori, ci sono due dei pezzi grossi finiti nella rete dei pm di Roma: il senatore Nicola Di Girolamo e Marco Toseroni, entrambi indagati, insieme al altre 54 persone, nella mega operazione su riciclaggio di denaro sporco. Il conto corrente è di quelli pesanti: in pochi mesi ci finiscono dentro 36 milioni di euro. Tutti illeciti profitti guadagnati dalla banda capeggiata da Gennaro Mokbel, che dal 2003 al 2007 grazie alla falsa compravendita di schede prepagate e alla fittizia compravendita di traffico telefonico mai effettuato, ha generato operazioni per 2,2 miliardi di euro. Un riciclaggio spaventoso pari al debito dell’Alitalia, un’affare in cui sono coinvolti tutti: imprenditori, mafiosi, piccole aziende, rappresentanti delle forze dell’ordine, aziende come Telecom, Sparckle, Fastweb (è stato spiccato un mandato di arresto per l’ex aministratore Silvio Scaglia, l’attuale amministratore Parisi è indagato), politici di spicco.
Il senatore Di Girolamo – di cui oggi la procura ha chiesto l’arresto – è uno dei perni dell’inchiesta: dalle intercettazioni e dalle indagini economiche sembra che il suo ruolo sia più che rilevante. La ‘ndrangheta avrebbe messo il nome del senatore Di Girolamo sulle schede bianche usate per i seggi destinati agli italiani all’estero per farlo eleggere… (per approfondire l’argomento, con tanto di intercettazioni cliccate sul sito dell’Espresso).

Tangentopoli arrossisce, i furbetti sono tornati alla carica, e intanto l’Italia sprofonda…

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