Muri di gomma e falli fosforescenti

21 09 2010

Finalmente a Como il muro cade. Il mostro di cemento voluto dal sindaco Bruni e dall’allora vice sindaco Caradonna, viene abbattuto. Ha provocato imbarazzo e disgusto in tutto il globo. Ai piu’ sembrava uno scherzo: ma come??? un lungo lago da cartolina, che porta turismo, ricchezza, lustro, fama (e soprattutto BELLEZZA) a una citta’ che altrimenti si ricorda per il suo ospite d’eccezione (non ricordo piu’ se George Clooney o Dell’Utri…) e per gli efferati delitti che il paesaggio lacustre sembra ispirare, nascosto da un muro??? Como ringrazia un vecchietto che porta il cane a pisciare e che si accorge del delitto architettonico, Innocente Proverbio, un nome un perche’, eroe cittadino. I tecnici che hanno costruito e poi abbattuto il muro ringraziano Como perche’ sulla loro parcella compare una voce in piu’ di circa 15.000 euro a testa. Ma tanto paga la Regione… (se fossi un contribuente di Lecco o Varese mi incazzerei non poco).

Ma per un muro che viene abbattuto, a Como ne vengono edificati altri 100. La mia citta’ deve sempre sapersi distinguere per superficialita’ e cattiva amministrazione. Como, dovrebbe essere una citta’ a misura d’uomo, potrebbe davvero essere fatta su misura per il cittadino. la sua struttura, la sua natura lo consentirebbero… purtroppo pero’ il sarto e’ cieco.

Prendiamo il nuovo Ospedale S.Anna. dovra’ servire 150.000 comaschi. e’ il vanto dell’amministrazione Bruni. ma leggo sulla Provincia che c’e’ un “muro invisibile che impedisce a tremila operatori della sanità (medici, infermieri, tecnici, amministrativi) di entrare nel nuovo Sant’Anna per mettere in moto un ospedale che rappresenta il fiore all’occhiello della cittàStanno tutti aspettando, medici e pazienti, che i politici smettano di litigare o almeno si spostino. A una settimana dal trasloco, per sindaci e assessori il problema numero uno non è aiutare i cittadini a compiere un cambio epocale, ma definire quanto far pagare loro quando dovranno parcheggiare l’auto all’ospedale”. Ci sono poi leggende mica poi tanto metropolitane che narrano di epiche “porte” che non consentono alle barelle di passare. hanno sbagliato le misure. la porta si apre, ma il muro gira, e la barella si incastra. Ma poi, domanda da un milione di dollari, siamo proprio sicuri che sia la posizione piu’ comoda e accessibile per mettere un Ospedale? facciamo un’ipotesi futuristica (e mi tocco): metti che mi taglio un dito preparando del buon sushi, con uno di quei coltellacci giapponesi di ceramica, che non lasciano scampo. sanguino copiosamente. chiamo l’ambulanza perche’ il sangue non vuole smetterla di uscire. mi caricano sull’ambulanza che gia’ sono palliduccio. si parte, e si prende la circonvallazione. poi si sale per la Napoleona. sulla destra posso ammirare il vecchio Sant’Anna. diroccato. il sindaco ha detto che lo tira giu’ e poi fa i fuochi d’artificio e siamo tutti invitati (ricordo che e’ una storiella di fantasia, ambientata nel futuro). eccoci in Piazza Camerlata. fino a qui traffico abbastanza fluente. poi stop. in coda. perche’ si sa che si fa la coda ogni giorno a qualsiasi ora da Camerlata a San Fermo, sede del nuovo ospedale. per farla breve ora che arrivo al nuovo Sant’Anna sono gia’ bello che andato. spero di sbagliarmi e che abbiano calcolato tutto quanto.

Leggo un altro articolo della Provincia: “Il fascicolo sul presunto traffico di rifiuti proibiti verso il cantiere del nuovo ospedale Sant’Anna finisce sul tavolo del procuratore antimafia Ilda Bocassini”. In pratica la Societa’ di Costruzioni Achille Perego, tra uno scavo e l’altro, ci ha infilato qualche rifiuto tossico, qualche bel gruzzolo di amianto, tanto per gradire. sotto un ospedale. che stile. Vado sul loro sito: “L’IMPRESA ACHILLE PEREGO S.R.L. SI E’ AFFERMATA NEL CAMPO DELLE COSTRUZIONI, OFFRENDO AL CLIENTE ESPERIENZACOMPETENZA…HA SAPUTO CREARE UN’ORGANIZZAZIONE IMPRENDITORIALE DINAMICASERIA ED AFFIDABILE“…

Sono confuso. Torno alla mia storiella futurista. o ci sono gia’ dentro? tuttavia mi concedo un cambio di finale. arrivo all’ospedale appena in tempo. ma l’ambulanza non riesce ad entrare. il parcheggio e’ bloccato perche’ Bruni si rifiuta di pagare il biglietto di sosta (era al Sant’Anna per fare un controllo all’udito, per controllare che i troppi decibel della vita notturna comasca non gli avessero rovinato i timpani). nonostante tutto passo il blocco di macchine. entro bianco come un cencio al pronto soccorso. un altro impedimento. la barella non passa per il corridoio. grande sforzo degli infermieri, mi fanno passare di traverso. a stento arrivo in sala operatoria. che strano, i medici indossano tutti lo scafandro…mah. in ogni caso, zac! punturina, e mi addormento… riapro gli occhi dopo qualche ora. mi risveglio in una camera color verde acqua, con la tv accesa a palla. chiudo le palpebre. silenzio. la tv si e’ spenta. apro gli occhi. la tv si riaccende all’improvviso. strano. sono solo nella stanza. mi volto verso la finestra, e la tapparella scende in uno scatto. la indico. su! sale in un lampo. dico “beh” e trac! di nuovo giu’. l’oscurita’. accendo la luce. esplodono le lampadine. buio pesto. tranne che… non e’ possibile. da sotto le coperte si espande una luce verde e intensa. mi scopro. e mi ritrovo in mezzo alle gambe due enormi falli fosforescenti… Il pool antimafia deve aver fallito…

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22 09 2010
Gisella

sei fantastico, Mattia!

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