La pena di morte e’ uguale per tutti

23 09 2010

Teresa Lewis, una donna a cui è stata diagnosticata una “disabilità mentale borderline”, rischia l’esecuzione della condanna a morte in Virginia, Usa, oggi, 23 settembre, perché si ritiene abbia pianificato e diretto l’omicidio di suo marito e del suo figliastro. Gli uomini, uno dei quali “dovrebbe” essere l’amante della donna, che hanno materialmente portato a termine l’omicidio sono stati condannati all’ergastolo. Per altro la condanna capitale e’ stata emessa con un giudizio del giudice, e non della giuria, e diversi elementi delle indagini e del processo risultano ambigui e incompleti (per ulteriori approfondimenti in merito consultate il sito di Amnesty International).

Sakineh Mohammadi Ashtiani è stata condannata nel maggio 2006 per aver avuto una “relazione illecita” con due uomini ed è stata sottoposta a 99 frustate, come disposto dalla sentenza. Successivamente è stata condannata alla lapidazione per “adulterio durante il matrimonio”, accusa che lei ha negato, e per complicita’ nell’omicidio del marito. Anche in questo caso il reale coinvolgimento di Sakineh nell’assassinio del marito e’ quanto mai dubbio. Per il momento, grazie alla mobilitazione internazionale, la sentenza e’ sospesa.

Teheran in questi giorni ha accusato Washington di essersi mobilitata contro l’esecuzione di Sakineh, fingendo invece di ignorare il caso tutto americano della disabile mentale Teresa, polemizzando coi i media americani di aver “fatto del loro meglio per trasformare Sakineh in un simbolo dei diritti umani nel contesto delle atrocità che riversano sull’Iran, ma in questi sette anni le organizzazioni dei diritti umani sono rimaste in silenzio su Teresa. E tutto ciò dimostra i loro doppi standard nei confronti degli altri paesi”…

Colpevoli, innocenti, in fondo non conta. Ovviamente va accertato con dovizia di particolari, per giudicare onestamente le imputate, e nel caso punirle. Ma qui si parla di PENA DI MORTE. A prescindere, un atto barbaro, ingiusto, disumano e incivile. Ancora piu’ vergognoso se effettuato in nome di Dio, qualsiasi esso sia. In ogni caso vergognoso perche’ effettuato in nome della Legge, della Giustizia, e quindi della Civilta’ e dell’Umanita’. Dovremmo ribellarci tutti. Ma contro chi? Contro l’Iran, certamente. E tanto si sta facendo: si scende in piazza, si firmano appelli, si denigrano i leader politici, tutti dietro ai nostri paladini, da Carla Bruni a Hilary Clinton. E in prima linea gli States, Obama, gli americani tutti! Indignati per quello che succede in Iran, indignati per la drammatica vicenda di Sakineh. Desiderosi di portare al piu’ presto giustizia, civilta’, democrazia in un Paese tiranno, pericoloso e disumano.

Bene.

Ma facciamo due conti: Iran e Stati Uniti sono uno dei 76 stati del mondo in cui a oggi è prevista l’applicazione della pena capitale (gli altri sono: praticamente tutta l’Asia, tra cui Cina, Taiwan, India, Giappone, Korea del Sud e Korea del Nord, Malesia… il Medio Oriente, tra cui Israele, ma “solo” per i crimini contro l’umanita’, Cisgiordania, Arabia Saudita, Giordania, Iraq, ecc… diversi stati africani e alcuni oceanici; in Europa solo Russia e Bielorussia.. consultate questa interessante tabella su wikipedia).

Gli Usa sono formati da 50 stati. Ebbene faccio prima a dirvi in quali NON e’ prevista: Alaska, Hawai, Iowa, Maine, Massachusetts, Michigan, Minnesota, New York, Nord Dakota, Rhode Island, Vermont, West Virginia, Wisconsin, New Jersey, New Mexico, Columbia District. Inoltre in Illinois e’ in corso una moratoria, e in Kansas e New Hampshire da tempo non si eseguono condanne. Considerando che anche Washington DC e’ da considerarsi uno stato… beh in totale abbiamo “circa” 18/19 stati su 50 che NON applicano la Pena Capitale.

E quindi mi chiedo, e chiedo a tutti voi: dov’e’ la differenza tra il Texas e l’Iran? e non ditemi che la lapidazione e’ piu’ barbara della sedia elettrica. E dove sta la differenza tra Israele e Cisgiordania? dove tra la Korea del Nord e quella del Sud? Ma soprattutto, quale democrazia e quale civilta’ devono “esportare” gli Stati Uniti, nelle cui sacre e venerate Corti di Giustizia si pronunciano ancora le parole “Condannato a Morte”?

A questo mondo vita e morte sono come un gioco, con l’unica differenza che per giocare hai bisogno delle regole. Un gioco senza regole quindi, a cui evidentemente puoi anche barare… in definitiva, una “lotta senza quartiere, in cui spetta a chi vince decidere se gli altri dovranno vivere o morire” [Pirata Long John Silver]

Annunci

Azioni

Information

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...




%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: