Diciamo la verità…

27 10 2010

EyesOnTheRailroad risponde ad un “commento” comparso il 27 ottobre 2010 sul giornale “La Provincia di Como”, pagina 65 della sezione Spettacoli. L’autore dell’articolo e’ il regista Gianni Musa.

Egregio Sig. Musa

trovo il suo “commento” profondamente pericoloso: affermazioni e soluzioni campate per aria e superficiali.

Prima considerazione: il Conservatorio NON permette ai giovani di “salire i primi gradini della scala professionale”, e questo purtroppo e’ un problema a livello nazionale: i piu’ fortunati, trovano un insegnante valido, e dopo il diploma possono ambire ai Conservatori in Germania, Svizzera etc, oppure alle Accademie private (la Chigiana a Siena, la Stauffer a Cremona, la Mahler a Bolzano, l’Orchestra Giovanile Italiana a Firenze, etc). Il sistema italiano purtroppo non consente l’accesso diretto al livello professionale richiesto dalle orchestre di medio/alta fascia, e forse a Como siamo piu’ fortunati che in altre citta’ perche’ esiste una concentrazione oltre la media di bravi professori, ma cio’ non basta… Il motivo di tale arretratezza va probabilmente cercato a monte: la quota F.U.S. (Fondo Unico per lo spettacolo) a livello nazionale per la musica che il Ministero eroga, è inferiore ai finanziamenti che investe la sola città di Berlino. Inoltre i fondi per le attività integrative dei Conservatori, indispensabili per i nuovi ordinamenti, sono stati tagliati fino ad oggi dell’80%; lo stesso FUS rispetto al 1990 si è assotigliato del 75%. Abbiamo una “onorevolissima” parlamentare (la Carlucci) che voleva proporre di affidare l’alta formazione musicale alla De Filippi (purtroppo non è una battuta).

Inoltre, come si puo’ sorvolare sulla situazione disastrosa in cui annaspa il Carducci?! questo e’ l’anno del centenario, che verra’ celebrato il prossimo 4 novembre al Teatro Sociale: sara’ un concerto paradossale, in cui i solisti si esibiranno in maniera gratuita, per sostenere l’amata e agonizzante Associazione, privata dalle Istituzioni dei fondi necessari. Suoneranno Mozart e Beethoven, e probabilmente non saranno note di augurio per un felice e glorioso compleanno, bensì per il funerale ormai prossimo di un cadavere (sul quale Lei sta stendendo un omertoso lenzuolo bianco), sul cui palco si sono esibiti i piu’ grandi nomi della Storia della Musica, ma che da troppi anni, e’ quasi esclusivamente “rampa di lancio” per i giovani lariani. E questo non e’ sufficiente! Quando il Carducci morirà, nella nostra citta’ sprofonderà sotto terra la possibilità di ascoltare “musica da camera”, visto che anche l’Autunno Musicale, altra storica realtà, ha dovuto chiudere i battenti pochi mesi fa. Rimane solo l’Aslico, e qualche santo mecenate. Ma cosa offre oggi il Teatro Sociale, unico “polo musicale” comasco? Salvo l’Orchestra 1813: e’ una bellissima realtà, una compagine giovane, con tanta energia ed entusiasmo, che puo’ e deve crescere ancora, a cui pero’ si dovrebbe concedere piu’ spazio! i concerti in stagione sono troppo pochi, andrebbero aumentati, magari a scapito dei “surrogati” di scarso profilo che ci arrivano da Milano…

Ha ragione, non esistono generi musicali di Serie A, Serie B o Serie C, il jazz o la banda devono godere “degli stessi diritti” dell’opera o della sinfonica! (In verità non sono sicuro che la preparazione e l’iter necessari possono dirsi paragonabili). Pero’ esiste la “Qualità”, unico criterio a cui si deve sottostare, con onestà, perizia, umiltà e coerenza. Unico criterio con il quale si debba costruire una stagione musicale. Non basta creare un polo in cui convivono Lirica, jazz e orchestre a plettro, e’ troppo facile e superficiale: bisogna invece garantire la bonta’ di un progetto, proporre spettacoli e concerti di tanti generi musicali, ma che possano ambire alla Serie A, o almeno alla Serie B… In questo momento Como e’ in Serie C, e per di piu’ in zona retrocessione, e glielo dice uno che lotta, studia e “macina chilometri” ogni giorno per poter “giocare” con quelli di Serie A… In questo Paese ormai alla deriva si continua a pensare che con “l’Arte non si mangia”, peccato che senza la Bellezza (che solo Musica, Teatro, Architettura etc. possono evocare) questa nostra città, e l’Italia tutta, sono destinate a sprofondare negli abissi culturali e sociali piu’ torbidi.

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2 responses

30 03 2011
Roberto Casnati

Sono del parere che se un’attività umana, qualsiasi attività, non produce alcunchè di utile o quantomeno di richiesto, ciò significa che quell’attività non serve alla società nella quale è stata proposta, quindi è giusto che l’inutile orpello muoia di morte naturale, venga sepolto e dimenticato. Trovo mostruoso che tutto il popolo italiano debba forzatamente pagare una sovrtassa sulla benzina più costosa del mondo per finanziare attività “culturali” assolutamente di sinistra che non servono alla società ma solo ad una banda di sè dicenti “intellettuali” che ci propinano a cadenza regolare orrende idiozie.

31 03 2011
mattiafl

io trovo mostruoso immaginare uno stato senza cultura. ma sono punti di vista…

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