Non toccate Bonatti

20 03 2013

UnknownLunedi e Martedi sono andate in onda su Rai Uno le due puntate della Fiction “K2: La Montagna degli Italiani”. L’intenzione era ricostruire l’impresa che la squadra di Ardito Desio portò a termine nel ’54, secondo la versione, appurata e ufficializzata solo da pochi anni dal Cai, di Walter Bonatti. In breve, il giorno prima che Lacedelli e Compagnoni raggiungano la vetta, Walter Bonatti scende dall’ottavo (e penultimo) campo verso il settimo per recuperare le bombole d’ossigeno (necessarie alla salita in vetta): con questo carico sulle spalle, insieme ad Amir Mahdi, risale fino all’ottavo campo e di lì fino al luogo in cui Compagnoni e Lacedelli avrebbero dovuto allestire il nono e ultimo campo. I due però non allestiscono il campo dov’era stato previsto la sera prima di comune accordo con Bonatti, bensì circa 250 metri di dislivello più in alto. Bonatti e Mahdi riescono ad arrivare nei pressi del luogo concordato poco prima del tramonto, ma non vengono aiutati da Compagnoni e Lacedelli, che invece d’indicar loro la strada per la tenda si limitano a suggerire da lontano di lasciare l’ossigeno e tornare indietro; cosa impossibile, visto il buio che incombe e l’enorme sforzo che i due hanno già sostenuto. I due si ritrovano così a dover affrontare una notte all’addiaccio nella “zona della morte” con temperature stimate intorno ai -50 °C, senza tenda, sacco a pelo o altro mezzo per potersi riparare. Sopravvivono miracolosamente, mentre Compagnoni e Lacedelli, recuperate le bombole, salgono in vetta e conquistano per la prima volta il K2. Ma secondo la versione dei fatti di Desio, e quindi ufficiale, Bonatti avrebbe prima convinto Mahdi a seguirlo ventilandogli la possibilità di salire in vetta in maniera indipendente; poi avrebbe forzato la permanenza a 8.000 metri nella speranza di sostituire, il giorno seguente, uno dei due alpinisti designati alla salita nel tentativo alla vetta; ed infine, durante la notte avrebbe utilizzato l’ossigeno delle bombole per sostentarsi, intaccandone la scorta, e mettendo a repentaglio il tentativo di vetta stesso. Da quel momento Bonatti inizia a battersi affinché venga pubblicata tutta la verità su quella notte, anche perché la spedizione era stata finanziata con soldi pubblici e pertanto, secondo Bonatti, agli italiani andava fornita la verità sull’impresa. La verità di Bonatti verrà ufficializzata soltanto nel 2004, 50 anni dopo.

Torniamo alla fiction. Una delusione enorme. Per chi ama la montagna, per chi la frequenta, per chi ne conosce la storia.

La regia è improbabile, la sceneggiatura è imbarazzante, il cast è costruito malissimo (l’attore che interpreta il brianzolo Bonatti è siciliano) e le capacità attoriali e di doppiaggio sono ai limiti del ridicolo. Inoltre vengono aggiunti alla storia, tesa a rivelare al mondo una volta per tutte la verità su quella vicenda, elementi “di fantasia” (come specificato nei titoli di coda) assolutamente vergognosi! La moglie di Compagnoni arrabbiata perchè il marito alpinista se ne va per tre mesi, il giovane Bonatti che ama leggiadre donzelle nei fienili, un bambino pakistano che in un bazar ruba l’orologio a Puchoz (l’unico della spedizione che non torna a casa), lo stesso bambino pakistano che poi viene adottato da nientepocodimenoche Riccardo Cassin, la ragazza di Lacedelli che mentre lui è via si sposa con un altro, e poi ovviamente non manca il prete, perchè un po di sano cattolicesimo in una fiction Rai non può mai mancare…

Insomma il trionfo del cliche, del perbenismo, del radicalchic che imperversa nella cultura italiana. In montagna i valori sono altri: non c’è stato alcun tentativo per ricostruire una psicologia complessa e affascinante come quella dell’alpinista. E il soggetto era Bonatti! bastava leggere un suo libro per “capire”!

E vi assicuro che per rendere una storia “alpinistica” interessante e appetibile ad un pubblico poco avvezzo alle grandi altitudini non servono mezzucci tanto subdoli.

Basti pensare al film tedesco “Nord Wand”, che racconta la tragica morte di Toni Kurz nel tentativo di scalare la parte Nord del famigerato Eiger, con tanto di storia d’amore, questa volta trattata con delicatezza e intelligenza. Oppure “Nanga Parbat”, molto simile alla questione K2: anche la verità di Messner (sulla morte del fratello e sul raggiungimento stesso della cima) non era stata accettata per decenni! Un film impeccabile, senza fronzoli o invenzioni superflue: la vicenda è talmente coinvolgente e affascinante che è bastato raccontarla. Basandosi ovviamente e fedelmente sui libri e i resoconti del grande Reinhold.

Invece la Rai, con la scusa di rendere omaggio a Walter Bonatti, un uomo i cui valori e la cui essenza dovrebbero essere di ispirazione per tutti, hanno soltanto saputo usare la sua tragedia personale, una ferita che lo ha dilaniato per 50 anni, per costruirci sopra una favoletta da casalinghe, nè più nè meno come avrebbero reso Don Matteo o Un medico in Famiglia. Walter Bonatti merita rispetto, oppure il silenzio. Come in Montagna.





Salva il tuo Quelo

9 01 2013
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A:
AIART – Associazione Spettatori Onlus
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Medioevo Italia. Corrado Guzzanti denunciato per vilipendio alla
religione. L’accusa viene dall’associazione telespettatori cattolici Aiart che ha deciso di denunciare il comico e attore romano reo di “aver offeso con battute da caserma il sentimento religioso degli italiani, vomitando insulti e falsità per oltre un’ora di spettacolo”. La trasmissione sul banco degli imputati è “Recital”, di e con Corrado Guzzanti andata in onda venerdì 4 gennaio su La7 in prima serata seguita
tra l’altro da quasi un milione e mezzo di spettatori. Ma la reprimenda mediatica è andata oltre la querela con la richiesta della sospensione del programma.Corrado Guzzanti è uno dei più stimati comici italiani e la sua è sempre stata una satira intelligente, corrosiva ma mai volgare, acuta e mai becera. E la satira sin dall’Antica Grecia ha avuto fra i propri bersagli preferiti proprio la religione, e in particolare gli esponenti pubblici del culto ed il ruolo politico e sociale svolto dalla religione.Con questa petizione intendiamo chiedere all’Aiart di ritirare la denuncia e la richiesta di cancellazione del programma. Lo chiediamo in nome dell’articolo21 della Costituzione, della libertà di espressione e di satira, anche quando l’ironia si abbatte sui potenti di ogni ordine e grado, politici, economici e religiosi. 

Cordiali saluti,
[Il tuo nome]

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FIRMA LA PETIZIONE

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Diciamo la verità…

27 10 2010

EyesOnTheRailroad risponde ad un “commento” comparso il 27 ottobre 2010 sul giornale “La Provincia di Como”, pagina 65 della sezione Spettacoli. L’autore dell’articolo e’ il regista Gianni Musa.

Egregio Sig. Musa

trovo il suo “commento” profondamente pericoloso: affermazioni e soluzioni campate per aria e superficiali.

Prima considerazione: il Conservatorio NON permette ai giovani di “salire i primi gradini della scala professionale”, e questo purtroppo e’ un problema a livello nazionale: i piu’ fortunati, trovano un insegnante valido, e dopo il diploma possono ambire ai Conservatori in Germania, Svizzera etc, oppure alle Accademie private (la Chigiana a Siena, la Stauffer a Cremona, la Mahler a Bolzano, l’Orchestra Giovanile Italiana a Firenze, etc). Il sistema italiano purtroppo non consente l’accesso diretto al livello professionale richiesto dalle orchestre di medio/alta fascia, e forse a Como siamo piu’ fortunati che in altre citta’ perche’ esiste una concentrazione oltre la media di bravi professori, ma cio’ non basta… Il motivo di tale arretratezza va probabilmente cercato a monte: la quota F.U.S. (Fondo Unico per lo spettacolo) a livello nazionale per la musica che il Ministero eroga, è inferiore ai finanziamenti che investe la sola città di Berlino. Inoltre i fondi per le attività integrative dei Conservatori, indispensabili per i nuovi ordinamenti, sono stati tagliati fino ad oggi dell’80%; lo stesso FUS rispetto al 1990 si è assotigliato del 75%. Abbiamo una “onorevolissima” parlamentare (la Carlucci) che voleva proporre di affidare l’alta formazione musicale alla De Filippi (purtroppo non è una battuta).

Inoltre, come si puo’ sorvolare sulla situazione disastrosa in cui annaspa il Carducci?! questo e’ l’anno del centenario, che verra’ celebrato il prossimo 4 novembre al Teatro Sociale: sara’ un concerto paradossale, in cui i solisti si esibiranno in maniera gratuita, per sostenere l’amata e agonizzante Associazione, privata dalle Istituzioni dei fondi necessari. Suoneranno Mozart e Beethoven, e probabilmente non saranno note di augurio per un felice e glorioso compleanno, bensì per il funerale ormai prossimo di un cadavere (sul quale Lei sta stendendo un omertoso lenzuolo bianco), sul cui palco si sono esibiti i piu’ grandi nomi della Storia della Musica, ma che da troppi anni, e’ quasi esclusivamente “rampa di lancio” per i giovani lariani. E questo non e’ sufficiente! Quando il Carducci morirà, nella nostra citta’ sprofonderà sotto terra la possibilità di ascoltare “musica da camera”, visto che anche l’Autunno Musicale, altra storica realtà, ha dovuto chiudere i battenti pochi mesi fa. Rimane solo l’Aslico, e qualche santo mecenate. Ma cosa offre oggi il Teatro Sociale, unico “polo musicale” comasco? Salvo l’Orchestra 1813: e’ una bellissima realtà, una compagine giovane, con tanta energia ed entusiasmo, che puo’ e deve crescere ancora, a cui pero’ si dovrebbe concedere piu’ spazio! i concerti in stagione sono troppo pochi, andrebbero aumentati, magari a scapito dei “surrogati” di scarso profilo che ci arrivano da Milano…

Ha ragione, non esistono generi musicali di Serie A, Serie B o Serie C, il jazz o la banda devono godere “degli stessi diritti” dell’opera o della sinfonica! (In verità non sono sicuro che la preparazione e l’iter necessari possono dirsi paragonabili). Pero’ esiste la “Qualità”, unico criterio a cui si deve sottostare, con onestà, perizia, umiltà e coerenza. Unico criterio con il quale si debba costruire una stagione musicale. Non basta creare un polo in cui convivono Lirica, jazz e orchestre a plettro, e’ troppo facile e superficiale: bisogna invece garantire la bonta’ di un progetto, proporre spettacoli e concerti di tanti generi musicali, ma che possano ambire alla Serie A, o almeno alla Serie B… In questo momento Como e’ in Serie C, e per di piu’ in zona retrocessione, e glielo dice uno che lotta, studia e “macina chilometri” ogni giorno per poter “giocare” con quelli di Serie A… In questo Paese ormai alla deriva si continua a pensare che con “l’Arte non si mangia”, peccato che senza la Bellezza (che solo Musica, Teatro, Architettura etc. possono evocare) questa nostra città, e l’Italia tutta, sono destinate a sprofondare negli abissi culturali e sociali piu’ torbidi.





Musica classica in svendita

9 03 2010

Ennesimo tentativo di “avvicinare i giovani alla musica classica”. Dopo Amici di Maria de Filippi e Mettiamoci all’Opera con Fabrizio Frizzi, ecco il Concorso Lirico su YouTube, il That’s Opera Talent – il casting che ti porta in scena! guarda il video!

Per la prima edizione del concorso, l’opera scelta dalla direzione artistica, una commissione di esperti, è Madama Butterfly di Giacomo Puccini. Per i tenori, l’aria scelta è “Addio fiorito asil” e per i soprani “Un bel dì vedremo”. Ed è proprio su questi due capolavori artistici che i partecipanti dovranno mettersi alla prova.  I 10 vincitori – un soprano, un tenore, quattro violini, due viole, un violoncello e un contrabbasso – avranno l’opportunità di esibirsi per quattro serate al Festival Puccini di Torre del Lago. I vincitori verranno selezionati sulla base delle qualità artistiche certo, ma – assicura Massimiliano Simoni, presidente della Fondazione Festival Pucciniano – “la direzione artistica terrà certamente conto del giudizio e delle votazioni della community di YouTube. Perché a contare non è solo l’aspetto musicale ma anche l’apparenza. L’artista di oggi  è un artista a tutto tondo che sappia coniugare la qualità con molte altre caratteristiche proprie degli attori o dei cantanti. Il soprano grassone non è più di moda“…

Beh, su questo non avevamo dubbi, la copertina del cd e’ “sicuramente” molto piu’ importante del contenuto! Affermazioni del genere, andrebbero punite con l’ergastolo!

L’organizzatore continua: “Crediamo nei giovani e nelle loro capacità. Crediamo anche che la musica classica debba andare sul web. I giovani usano YouTube e la musica classica deve seguire questo trend, pur conservando la sua qualità. Questo perché sono i giovani il pubblico del futuro”. “Lo scopo è quello di avvicinare i giovani alla musica classica e alla lirica, valorizzando la cultura operistica italiana. In modo che Chopin, Listz, Haydn, Mozart, Beethoven, Schubert, non siano più degli sconosciuti.”

Chopin & Co non sarebbero degli sconosciuti se si insegnassero nelle scuole: perche’ nelle Scuole Medie e nei Licei c’e’ Storia dell’Arte e non c’e’ Storia della Musica? Haydn o Wagner hanno avuto “almeno” lo stesso impatto, sulla nostra societa’ e sulla storia degli uomini, di famosi artisti o letterati. Perche’ non vengono minimamente affrontati? Gia’ questo sarebbe un primo passo per “portare la musica ai giovani”, senza doversi inventare giochini di basso rango su internet, oppure show televisivi in cui imperversano ignoranza e scarsissima qualita’… semplicemente nelle scuole! Senza Internet o iPhone, ma semplicemente sui libri!

Capisco che il mondo procede spedito, che internet galoppa, e allora vi porto un esperimento analogo, questa volta condivisibile. L’anno scorso alla Carnegie Hall di New York ha avuto luogo il concerto della YouTube Symphony Orchestra. Migliaia di “amatori” hanno inviato i loro video da tutto il mondo, e i migliori, selezionati dalle prime parti della London Symphony Orchestra, hanno suonato insieme, si sono divertiti… l’esperimento ha avuto successo, i vincitori hanno avuto un’esperienza gratificante, molto probabilmente fine a se stessa, ma molti hanno coronato il loro sogno, ovvero suonare in un’orchestra…e questo e’ quanto! i video dei concorrenti erano molto scadenti, e il risultato e’ stato mediocre, un’orchestra di dilettanti: ma cio’ non importa granche’! Ci hanno messo tutti passione ed entusiasmo, magri o grassi che fossero… e questa puo’ essere musica!

Ma a Torre del Lago, sede del Festival Pucciniano, uno dei piu’ importanti appuntamenti con la Lirica nel mondo, sembrano far confusione…

[fonte: Repubblica]

Maria de Filippi:"Tu sei soprano, giusto?" Concorrente: "Soprano leggero per essere esatti" Maria: "Ah perche' ci sono anche i soprani pesanti?"





Il panino ossimorico

5 02 2010

Ossimoro= l’accostamento dei contrasti, es. “Attenzione bambini, da McDonald’s arriva il primo panino sano e genuino, fatto con prodotti 100% italiani, che portera’ gloria al Made in Italy in tutto il mondo!”. Zanichelli prendi nota.

Mentre il mondo ingrassa, e i bambini obesi dilagano, il Ministro delle Politiche Agricole Luca Zaia (di Lega Nord) pensa bene di allearsi con il colosso del fast-junk-food americano McDonald’s per creare il panino del millennio, che segnerebbe una svolta “salutista”, e darebbe “sfoggio” del Made in Italy in tutto il mondo… un hamburger composto da alimenti 100% italiani, come farina, insalata e carne, formaggio Asiago Dop, Bresaola della Valtellina, crema di carciofi italiani, pane all’olio extravergine d’oliva dei Monti Iblei Dop.

Quindi, in uno dei luoghi più tipici del mangiar “giovane”, il McDonald’s, che annovera circa il 50% della clientela under 30, arriva un panino con sapori, ingredienti, e tipicità tutte italiane. Si chiama McItaly, ed e’ gia’ in vendita nei 392 punti vendita italiani.

Il Ministro Zaia afferma: “Abbiamo chiesto a McDonald’s di farne un marchio internazionale che arrivi ai consumatori di Parigi come a Shanghai. Vogliamo globalizzare il gusto italiano, dando una svolta identitaria alla nostra agricoltura. Ma è soprattutto un messaggio alle nuove generazioni che potranno così avere una memoria gustativa di impronta italiana”.9

E’ ovviamente subito bufera! Altroconsumo attacca: “Contiene troppe calorie e troppo sale”. Inoltre denuncia anche il connubio tra il Governo e “il colosso del cibo spazzatura, che vuole convincerci che si è redento ed ha trovato come spalla un rappresentante del nostro Stato“.

Matthew Fort, critico gastronomico del Guardian e amante dei sapori e della cucina italiana (nel 2009 per il suo libro «Sweet Honey – Bitter lemons» ha vinto il premio «Sicilia Madre Mediterranea») ha scritto sulle pagine online del quotidiano britannico un articolo al vetriolo contro il ministro Zaia, colpevole, secondo Fort, di aver esaltato e pubblicizzato il McItaly. Fort ha definito il nuovo prodotto di McDonald’s «un miscuglio diabolico di crema di carciofi, formaggio asiago e lattuga» e ha affermato che la decisione di promuovere questo prodotto da parte del ministro italiano è stato «un atto mostruoso e un tradimento nazionale…».

La risposta di Zaia non si è fatta attendere: dopo aver dichiarato alla stampa “Sono grato a McDonald’s che si è prestata a questa grande operazione culturale”, scrive in una lettera inviata al direttore del quotidiano inglese, il ministro dell’Agricoltura, dichiara: «La sinistra e i suoi megafoni continuano ad abbaiare alla luna, sempre più lontani dai reali problemi e chiusi nella loro sterile ortodossia mentale, che danneggia ogni tipo di sviluppo e ostacola una visione chiara della realtà. Con rammarico, vogliamo dare una brutta notizia a questa sinistra: Stalin è morto. E siamo certi che non si è mai seduto in un McDonald’s, cosa che invece fanno migliaia di ragazzi europei tutti i giorni». Il ministro poi ha elencato le difficoltà che gli agricoltori europei stanno vivendo in questo periodo e afferma che «l’operazione McItaly porterà ogni mese nelle tasche dei contadini italiani 3.488.000 euro di nuove entrate». Inoltre, continua Zaia, «ciò consentirà ai clienti di McDonald’s di mangiare un panino sano fatto con soli prodotti italiani». Il ministro si augura inoltre che l’operazione McItaly «convinca le persone ad abbandonare il cibo spazzatura in favore di un’alimentazione più sana». Infine l’ultimo attacco ai critici: «Siamo certi di convincerli. Diverremo dei moderni gesuiti e cercheremo di convertire gli infedeli di sinistra, che non si sono mai sporcati le mani lavorando nei campi». Dopo aver letto la dura lettera del ministro, il critico britannico Fort si dichiara ancora più convinto delle sue invettive contro il ministro e afferma che la vicenda ha avuto ripercussioni internazionali: «Ritengo sbagliata la risposta di Zaia perché con il suo attacco alla gente di sinistra, agli ex compagni e ai vecchi stalinisti non affronta il vero problema: il fallimento del governo nel proteggere il patrimonio unico del prodotto artigianale italiano». Infine il critico gastronomico conclude: «È un’immagine deprimente del divario che esiste tra la vita politica italiana e quella dei cittadini del Belpaese».

EyesOnTheRailroad ovviamente boicotta! …e gia’ da tempo…

[fonti: Corriere e Ansa]





EyesOnTheRailroad compie un anno

2 02 2010

esattamente un anno fa (2 febbraio/2009) iniziava questa nuova avventura, dalle ceneri di Gaza, per divulgare la mia splendida esperienza in Medio Oriente. piano piano il blog si e’ sviluppato e ha raccontato tante storie, evidenziato tante notizie, affrontato tantissime tematiche… il medio oriente, il terremoto in Abruzzo, il caso Englaro, la politica interna fatta di scandali e contraddizioni, le misfatte del nostro Premier, le furbate dei nostri politici, l’inefficienza dei nostri servizi (Trenitalia, i teatri, la cultura, le paratie sul Lago di Como), il razzismo, l’eco-sostenibilita’… con un occhio particolare verso le lezioni del passato (le guerre, le stragi…), e i suoi grandi interpreti (Falcone, Borsellino, Montanelli…), e molta attenzione per chi cerca di migliorare la nostra societa’!

212 articoli, suddivisi in 20 categorie, con quasi 25000 visitatori in un anno (il record il 6 gennaio/2010 con 250 visite) e un centinaio di commenti… EyesOnTheRailroad ringrazia!





Boicottiamo Giovanni Allevi!

3 08 2009

…se ancora non siete convinti, ne ho per tutti! dall’Osservatore Romano al Sole24Ore e Classica, passando per un’intervista da brivido!

”Verdi, Wagner, Mozart, Puccini: Allevi li cita uno dopo l’altro ogni volta che
qualcuno gli sottopone le critiche provenienti da ogni musicista
minimamente avvertito delle cose dell’arte. Il problema non e’ tanto
la musica che il giovane pianista compone, ognuno e’ pure libero di
utilizzare il proprio tempo come crede, ma il tentativo di spacciarla
come ‘classica contemporanea’. E allora giu’ a ricordare
all’accondiscendente intervistatore del quotidiano ‘La Stampa’ che
tutti i grandi del passato si sono trovati nelle sue condizioni,
vessati e criticati perche’ c’e’ ‘un mondo accademico che vive come
un’offesa personale il fatto che la musica colta possa diventare
popolare senza passare attraverso loro”’.

”’Strambo e’ strambo’, chiosa l’intervistatore Giancarlo Dotto
sorvolando proprio sul dato essenziale del fenomeno. Perche’ di questo
e solo di questo si tratta. Giovanni Allevi non e’ affatto ‘strambo’,
e’ costruito con una cura assoluta ed e’ la rappresentazione
oleografica del compositore, cosi’ come se l’aspetta chi non ha molta
consuetudine con le sale da concerto: genio, sregolatezza, aria da
eterno bambino, tutto talento e niente regole, noncuranza per i
guadagni – prosegue l’Osservatore romano – E’ un po’ come gli
spaghetti alla bolognese serviti nei ristoranti del centro con le
fotografie appese fuori: in realta’ non esistono, non propongono un
esempio di antico manicaretto rivisto in chiave industriale, ma
replicano all’infinito la visione di una cucina italiana da cartolina
venduta sui depliant delle agenzie turistiche”.

”In un Paese come l’Italia, dove c’e’ chi, come Alessandro
Baricco, arriva a scrivere e dirigere film per spiegare che Beethoven
e’ sopravvalutato, e’ abbastanza frequente che si cada nel tranello
dell’artista svagato – continua il quotidiano della Santa Sede – Certo
non e’ colpa dell’artista in questione, ma di un sistema scolastico
fatto di flauti dolci e Fra Martino campanaro che spesso non fornisce
gli strumenti per distinguere Arisa da Billie Holiday, figuriamoci
Puccini da Allevi”.

[L’Osservatore Romano, Marcello Filotei]

Meglio il Vaticano che lo Stato Italiano! ricordo con grande “emozione” il concerto in Senato, dove per altro Allevi ha anche diretto (dopo aver dichiarato di aver studiato i grandi maestri su Youtube… non è uno scherzo, l’ha detto sul serio). Altra critica efficace e’ quella di Piero Maranghi, direttore di Classica, «considero Allevi un’operazione di marketing. Non credo a quanti affermano che lui sia la risposta alla crisi della classica. Se così fosse, sarei preoccupato. Lui gioca molto sull’immagine di elfo, dell’artistoide e ingenuo, in realtà è un uomo molto concreto». Il Sole 24 Ore ha sostenuto, spiegandone il meccanismo, come il pianista marchigiano sia un fenomeno mediatico costruito a tavolino. Oppure il musicologo Stefano Biosa, presidente del Centro di Documentazione “Arturo Benedetti Michelangeli” di Brescia, che ha definito Allevi “inesistente” come direttore d’orchestra e la sua musica “nè classica nè nuova”. Della diatriba con Ughi ne abbiamo gia’ parlato abbastanza…

GUARDATE QUESTO VIDEO!!!

Alla luce di questa “confessione” in video di Allevi, EyesOnTheRailRoad non ha davvero piu’ peli sulla lingua. Basta! Che disgusto! ce n’e’ per tutti i gusti: dal pop, alla “musica nuova”, dal “genio” alla “riforma dei conservatori”, la break dance, i suoi progetti “visionari”, ma un paio di concetti mi hanno particolarmente colpito: 1) “la musica di Giovanni Allevi e’ tecnicamente musica classica contemporanea, perche’ scritta e perche’ scritta oggi, ma di fatto nella sostanza e’ un grido d’amore, ecco, e’ il mio modo di amare l’umanita’ intera”, e 2) la musica non ha bisogno della manualita’ del pianoforte perche’ il mio procdimento compositivo avviene per deduzione, dal generale al particolare, la musica viene a trovarmi, bussa alla mia testa gia’ perfettamente strutturata, poi la scrivo lentamente, la plasmo sul pentagramma, e solo infine la eseguo al piano o la faccio eseguire ad un’orchestra”, 3) quando c’e’ un successo di pubblico molto importante e’ perche si ha detto qualcosa di spessore… credo che in tutti i generi musicali ci sia il Genio, per esempio IO fin da piccolo dentro casa avevo pochissimi dischi di musica pop…”, 4) parlando dell’evento da lui organizzato all’Arena di Verona, sostiene che la citta’ sara’ quella sera il “cuore della musica contemporanea nel mondo”… ah, scomoda anche Hegel! da non perdere!

Invito tutti gli amanti della Musica, e  tutti gli accaniti degrinatori del “genialoide”, di entrare nei negozi di musica e nascondere i suoi dischi dietro a quelli di altri Direttori (Abbado, Celibidache, Maazel, Kleiber…), altri Pianisti (Brendel, Lupu, Bronfman…), altri Compositori…

BOICOTTIAMO LA SPAZZATURA! EVVIVA LA QUALITA’ e L’ARTE VERA!








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