16/6 strade diverse

ci svegliamo presto, al canto del muezzin. abbiamo dormito pochissimo, siamo rimasti fino a tardi a studiare la guida turistica e a prendere decisioni, ad organizzare l’indomani. e poi i cani stanotte latravano come impazziti, inveivano contro la luna, in una loro personale intifada…

oggi le nostre strade si dividono, dario e pierre vanno a tel aviv un paio di giorni, vogliono giustamente vedere anche israele, andare un po’ in spiaggia, perdersi nelle celebri notti della capitale. peppe e alexis optano invece per un’avventura piu’ audace, hebron e bethlem, nel cuore del conflitto, dove tutto ha avuto inizio. io rimango a ramallah, oggi e domani faccio lezione alle mie 4 allieve. ci salutiamo: ci incontriamo domani a gerusalemme, 7 p.m., porta di damasco. un appuntamento che sa di avventure antiche, epiche. nel profondo ci sentiamo tutti un po’ indiana jones alla ricerca dell’arca perduta, non lo vogliamo ammettere ma purtroppo e’ cosi…

henry e muntasser [henry]

insegno dalle 11 alle 16. ma gia’ alle 9 arrivo col solito taxi in centro, voglio fare colazione e magari studiare un po’ per conto mio prima dell’insegnamento. la colazione si rivela eccezionale: al primo fornaio compro un po’ di pane arabo, caldo, appena sfornato, e poi mi catapulto a un angolo della piazza, dove ieri ci ha portato bridget a bere le spremute e i frullati piu’ buoni del mondo. il titolare e’ un simpatico signore, che parla un buonissimo inglese, che ha imparato “a orecchio” quando da giovane emigro’ negli states, a brooklin. ci ha raccontato della seconda intifada, di quando i soldati israeliani entrarono in citta’ con i tank, colpivano, ferivano, uccidevano, e sequestravano anche i bambini direttamente dalle loro abitazioni (sa’ed mi ha poi raccontato che successe anche vicino a casa nostra) per portarli chissa’ dove. ci mostra i fori dei proiettili negli stipiti delle porte del negozio. e poi ci ha ringraziato, per essere li, per essere testimoni oculari di una condizione taciuta e celata. infine ci ha preparato una bevanda squisita, un miscuglio perfettamente dosato dei nettari di vari frutti. ieri arancia e carota. oggi provo carota e pera, con un pizzico di ginger che da’ un retrogusto allo stesso tempo piccante e mieloso.

ramzi

qualche nota lunga, poi alle 11 arriva puntualissima la prima allieva, bushra. poi rasha, arahf e amira. tutte molto timide, con piu’ o meno talento, ma con tanta voglia di imparare e estrema gioia nel poter suonare. cerco di farle divertire il piu’ possibile, ovviamente  mi esprimo in inglese, tutte capiscono perfettamente e reagiscono con prontezza. rasha e bushra hanno circa 15anni, sono piu’ avanti tecnicamente e possono gia’ eseguire dei brani piu’ complessi (una sonata di mozart o di haendel). mi hanno categoricamente costretto ad imparare l’arabo (come fosse facile…) e ogni giorno mi insegneranno qualcosa di nuovo. oggi imparo i nomi di alcuni animali, come “gallina” (gegia –mi serve per le prossime lezioni), qualche sostantivo fondamentale (shukran e’ “grazie”), e i numeri dall’1 al 10. arahf invece ha iniziato da poco, ma si diverte a cercare un bel suono, una respirazione profonda (come un orango tango), e una posizione piu’ stabile cercando appunto di imitare quella di una gegia. ha uno strumento davvero devastato: provo a sistemarlo, senza successo. allora vado da celine, pedina fondamentale dello staff di alk, che mi apre un armadio colmo di clarinetti, flauti, trombe, … tutti inutilizzati, che scuole e privati hanno donato all’associazione. ne provo circa una ventina, nessuno funziona purtroppo. l’ultima lezione e’ con amira. ha solo 9 anni, e’ una bambina bellissima, con i capelli lunghi e neri, e due occhietti svegli ed espressivi. e’ molto minuta e a malapena riesce a tener su il flauto, sembra quasi aggrapparvisi. ma e’ bravissima, ha talento, un’impostazione molto naturale, senso del ritmo e anche musicalita’ (nonostante possa suonare per ora melodie molto elementari).

simon e ramzi ramzi

[simon & ramzi]

alk

sfinito impugno la macchina fotografica e raccolgo un po’ di facce, e qualche veduta della citta’ vecchia. in assenza degli altri 4 colgo l’occasione per approfondire i rapporti con gli altri amici, vado a trovare gianluca in liuteria, vado a prendermi il succo “d’aperitivo” a lion’s square con dario g. e assisto alle prove di musica d’insieme dirette da henry. faccio amicizia con altri studenti: trovo mahmoud e benasser in un’aula che provano dei duetti improvvisati per violino e clarinetto, e gioco con ale, bambina tarantolata con un talento straordinario per il violino.

poi con i miei nuovi compagni di appartamento si va a fare un po’ di spesa, a comprare frutta e verdura, quella vera, degli orti, senza ormoni o silicone… menu : pasta con le zucchine, pane arabo e humus. poi a dormire, sperando che i cani abbiano trovato un osso per la notte.

 richard insegna ad ale in modo alternativo ale  

[richard (insegnante di violino) e ale]

dario g. [dario g.]

old town

veduta

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