Lotta nel fango

20 01 2013

imagesAlessio De Giorgi, direttore di Gay.it, e collaboratore di Renzi durante le primarie sui temi dei diritti civili, rinuncia alla candidatura con la lista Monti. Sul suo sito comunica “la decisione sofferta di voler rinunciare alla candidatura al Senato nella lista unitaria ‘Con Monti per l’Italia’ in Toscana. Una decisione presa non senza molte difficoltà di coscienza, vista la denigratoria campagna mediatica portata avanti in questi giorni ai miei danni soprattutto da Libero e da altri giornali ed emittenti”.

Infatti appena la candidatura di De Giorgi è stata ufficializzata, la “macchina del fango” ha iniziato a far funzionare i suoi ben oliati meccanismi: Il Giornale e Libero (nb. quotidiani di proprietà della famiglia Berlusconi, avversario numero 1 di Mario Monti) hanno subito pubblicato articoli in cui il candidato al Senato compariva socio di alcune discoteche omosessuali e di un sito di incontri gay. Che a quanto ne so sono attività “ancora” lecite nel nostro Paese. In realtà Libero ci va ancora più pesante: “siti internet di escort gay e incontri hot, in uno dei quali i ragazzi si offrono a pagamento”. Invece il sito Dagospia pubblica articoli su articoli e diverse foto in cui De Giorgi viene ritratto con Drag Queens, il tutto condito con epiteti non proprio edificanti (“lesso”, “pornofrocio”)…

Conclusione: la macchina del fango vince ancora e De Giorgi rinuncia a candidarsi denunciando un trattamento “utilizzato per nessun altro candidato”, e di essere stato “vittima di un tritacarne vero e proprio, che ha cercato ed è riuscito a scandagliare in profondità ogni mia attività imprenditoriale, con una intensità inaudita e non applicata a nessun altro candidato della prossima competizione elettorale…Tutto questo con il disegno di mettere in difficoltà il senatore Monti e la sua lista, tentando di mettere in evidenza presunte contraddizioni, in base ad un non meglio specificato senso comune, sia all’interno della lista Scelta Civica sia all’interno della coalizione, attuata forse per coprire mediaticamente ben altre contraddizioni in liste vicine ai giornali che hanno portato avanti questa campagna”.

La guerra elettorale entra nel vivo, non c’è che dire! E secondo l’opinionista francese Philippe Ridet questo caso, esploso sulle pagine dei giornali di Berlusconi, saprebbe un po’ di ricatto. Siamo alle solite, lo criticate per la sua vita privata? (nb. Berlusconi è sotto processo a Milano per il caso Ruby, in parole povere per prostituzione minorile e concussione) …beh, attenzione! questo è quello a cui potreste andare incontro!

 

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Fabrizio Corona latitante nella foresta di Sherwood?

19 01 2013

imagesLa Cassazione conferma le sentenze di primo e secondo grado contro il paparazzo. Aveva ricattato per 25mila euro David Trezueguet per non pubblicare foto che ritraevano lo juventino in compagnia di una donna. Ordine di arresto della procura di Torino. La Digos lo cerca… ma lui non si trova!

La condanna? cinque anni di reclusione. La motivazione? estorsione aggravata e trattamento illecito di dati personali. Conseguenza? L’arresto immediato, dato che Corona non può più usufruire di benefici per evitare il carcere avendo sulle spalle una pena complessiva superiore ai tre anni entro i quali si possono ottenere le misure alternative.

Ma Corona non si trova, è irreperibile, è un ricercato. Il suo sogno di emulare Robin Hood (in maniera molto personale) si è finalmente avverato: celebre la sua frase di qualche anno fa “Sono una sorta di Robin Hood: prendo ai ricchi per dare a me stesso”. Un eroe dei giorni nostri insomma! Si considerava uno che si “è tolto la vita”, rinunciando ad andare a giocare al pallone, al cinema, in discoteca, per pensare a costruire, a lavorare e a rimboccarsi le maniche. Insomma un vero esempio per i giovani. (“L’esempio che do io è quello di impegnarsi al lavoro perché io, a differenza di tanti giovani italiani che non sono figli di papà, anziché uscire tutta la vita e pensare a divertirmi, a venticinque anni ho smesso di vivere e ho lavorato venti ore al giorno per creare quella che era la mia società e il mio futuro”).

imagesQuindi l’arciere di Locksley si è dato alla macchia! In sue precedenti interviste aveva fornito versioni discordanti sulle sue reali intenzioni, un vecchio trucco per seminare lo Sceriffo di Nottingham… A Dagospia aveva detto: “Mi sento un leone in gabbia. Questa cosa non terminerà. Ho il pensiero di finire in carcere a lungo, cinque o sei anni. Paura? No, ho paura solo dell’anestesia totale perchè non ho il controllo della mia testa e del mio corpo. Non ho mai pensato alla via di fuga perchè il passaporto ce l’ho sequestrato. Se mi mettessero in carcere sarebbe scandaloso. Schettino è fuori, io devo andare dentro per 5 anni per delle foto…”.  Alla D’Urso invece: “Io sono convinto che la vita vada presa in modo positivo. Alla fine me la caverò, non farò il carcere, la mia vita si sistemerà.”

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Qualche indicazione per catturare il ricercato le forze dell’ordine ce l’hanno. Cosa farebbe l’eroe in calzamaglia in una situazione come questa?

little john

Potrebbe cercare l’aiuto di un Little John, di un collega…

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Oppure potrebbe aver bisogno del potere spirituale e amicale di un Fra Tuck…

Lele Tuck

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Oppure dell’amore incondizionato di una Lady Marion…

ma quale delle tre???

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Oppure cercare strane alleanze…

con lo Sceriffo di Nottingham? (per esempio il carabiniere Enrico Guastini, che per l’amicizia con Corona, che suscitò scandalo qualche tempo fa, fu spostato da Milano a Pavia)

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images-1oppure direttamente col (ex) Principe Giovanni in persona!!!

…e qui una traccia ci sarebbe! “Ogni tanto vedo Berlusconi. Ci siamo incontrati ed è una persona che stimo molto. Quando ci vediamo parliamo di lavoro, di politica, mai di donne, lui sa quali sono le persone giuste. Ora deve risolvere i problemi che ha nelle sue imprese, ma tornerà in politica da protagonista e vincerà. Quando lo sento parlare non mi stufo mai e anche se ha 70 anni ne ha passate troppe per stufarsi. Lui è un genio imprenditoriale, io sono un genio artistico. Ci prendiamo, poi siamo gli unici due che sono andati contro la magistratura”.





Io speriamo che me la cavo

17 01 2013

Dall’articolo “Italia Francia 5 a 1” di Tullio De Mauro, linguista italiano, comparso su Internazionale.

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UnknownI livelli di alfabetizzazione delle popolazioni sono stati a lungo stimati con i dati sulla scolarità incrociati, come fa l’Istat, con autocertificazioni (ma pochi dichiarano volentieri analfabeti se stessi o propri familiari). La dealfabetizzazione però colpisce anche adulti scolarizzati, come è apparso dalle indagini internazionali (2000, 2005) promosse da Statistics Canada.

L’Ocse ha così deciso di realizzare con cadenza triennale in tutti i paesi aderenti e associati il Programme for the international assessment of adult competencies (Piaac) e quest’anno si attendono i primi risultati. La Francia, vincendo una lunga riluttanza ad ammettere di ospitare analfabeti, si è mossa per suo conto in anticipo, creando un’agenzia ad hoc con poteri misti di rilevazione e intervento, e promuovendo indagini attraverso l’Institut national de la statistique et des études économiques, information et vie quotidienne.

I risultati dell’ultima indagine sono stati pubblicati a dicembre. Su testi di comunicazione quotidiana si verifica la totale incapacità di decifrare singole parole o cifre (alfabetizzazione strumentale elementare) per l’1 per cento di adulti nativi o immigrati tra i 16 e i 65 anni (in Italia per il 5 per cento dei nativi). Il 7 per cento non capisce o non sa scrivere una breve frase (in Italia il 33) e percentuali maggiori hanno difficoltà anche nella comprensione di testi orali (l’accertamento di ciò è una novità importante). Le discussioni sul da farsi saranno al centro della campagna elettorale italiana?





Esercizio di buona informazione

14 01 2013

Badate bene, questo non vuole essere un post pro o contro nessun movimento politico. E’ soltanto un piccolo esercizio che ho fatto oggi. Mi sono andato a vedere il video tagliato di Grillo che “si allea” con Casa Pound (su Repubblica.it), e poi sono andato a cercarmi il video senza manipolazioni (vedi sotto). Beh, il senso delle parole del comico/politico è molto diverso! Ma immediatamente tutti i quotidiani italiani lo tacciano come Fascista! (il Giornale utilizza nell’articolo una foto in cui non a caso “sembra” fare il saluto romano). Ridicolo. Che democrazia può esistere, con un servizio stampa e di informazione tali? Come andrebbero lette ed analizzate le notizie che ci vengono proposte? Un argomento che EyesOnTheRailRoad considera tra i fondanti del blog. Provate a fare anche voi questo piccolo compitino ogni tanto…

“Grillo apre a Casa Pound. E scoppia la rivolta tra i 5 stelle” L’Unità

“Grillo ai fascisti di Casapound: <Se volete benvenuti nel M5S>” La Repubblica

“Grillo ci ripensa: vade retro Casapound (e il fascismo)” Il Secolo d’Italia

“Grillo apre a Ingroia e fa la corte a Casa Pound: Siete i benvenuti nel M5S” Il Giornale

“Grillo strizza l’occhio ai militanti di estrema destra” Il Giornale

“Grillo apre a Casapound” Il Fatto Quotidiano

“Il leader M5S davanti al Viminale con il candidato del movimento di estrema destra: “Io antifascista? Non è un problema che mi compete. Alcune delle loro idee condivisibili” La Stampa

“Grillo ha aperto a Casa Pound, vuole allearsi con i fascisti… chi lo ha scritto è in totale malafede, un leccaculo del Sistema. Io non ho aperto a nessun partito e non sono fascista né simpatizzante del fascismo. Ma chi credete di prendere per il culo? Invece ho detto e ribadisco che il M5S non è un movimento ideologico, ma vuole ottenere la democrazia diretta. E’ un movimento al quale chiunque non sia iscritto a un partito e accetti il suo programma, può iscriversi. E’ ecumenico.” La risposta di Grillo

da Il Giornale

La notizia secondo Vauro

La notizia secondo Vauro





Berlusconi-Santoro: uno a zero

12 01 2013

di PHILIPPE RIDET, corrispondente di Le Monde a Roma

ImmagineGira e rigira, il risultato non cambia: il vincitore dello scontro mediatico tra Silvio Berlusconi e il giornalista Michele Santoro, in occasione della puntata del 10 gennaio di Servizio pubblico su La7, è il primo. È sufficiente il fatto che Berlusconi abbia partecipato a un programma che gli è ostile per mostrare di non temere nessuno, e che Santoro abbia accettato di riceverlo anche se niente – a parte l’audience – lo obbligava. Che piaccia o no, il giornalista ha offerto una tribuna e ulteriori minuti di esposizione mediatica a colui che rimane il suo miglior nemico.Non sarà Granada, aveva avvertito Santoro, qui non ci sono “né toro né torero”. Una precauzione verbale sorprendente, visto che la rete aveva promosso il loro incontro con degli spot incentrati sullo scontro. Tutti gli italiani sanno bene che questi due personaggi non si amano e che il Cavaliere ha fatto di tutto, riuscendoci, per cacciare il conduttore dalla tv pubblica.

In queste condizioni ci si aspettava, e forse lo si sperava, un duello all’ultimo sangue. C’erano scommesse su quale sarebbe stato il minuto del ko, sull’ora in cui Berlusconi avrebbe lasciato lo studio (come ha più volte minacciato di fare in occasione di altre trasmissioni, quando le domande del presentatore non gli piacevano). Ma il Caimano è rimasto fino alla fine della trasmissione, verso mezzanotte, inchiodato sulla scomoda sedia di plastica degli studi di Cinecittà. Come un pugile che non ha più la potenza di un tempo, sapeva che la sua vittoria sarebbe dipesa dalla capacità di incassare e di tenere per tutte le riprese. Ed è quello che ha fatto.

Ma nonostante i suoi 76 anni, Berlusconi non sembra aver perso la sua forza. Non è uno spadaccino con il braccio moscio. Di conseguenza ha mentito (come sempre), ha promesso (come sempre), ha detto tutto e il contrario di tutto (come sempre) e ha denunciato “i comunisti” (come sempre). Sono ormai vent’anni che pratica questa arte, e di certo non ci avrebbe rinunciato in questa occasione. Santoro è sembrato offendersi, come se si aspettasse sinceramente un mea culpa da parte del suo invitato, un atto di contrizione, cioè un miracolo.

Si è addirittura adirato quando Berlusconi, per rispondere all’impeccabile requisitoria del giornalista Marco Travaglio che gli ricordava con tono monocorde l’impressionante lista di amicizie ambigue, ha letto a sua volta una lunga lista delle condanne per diffamazione che lo stesso Travaglio ha ricevuto. “Ha tradito i patti! Avevamo detto che non si sarebbe parlato di condanne”, ha urlato il presentatore a un Berlusconi divertito. Ma chi credeva di avere in studio, padre Pio?

Ps: Giovedì sera Servizio pubblico ha battuto tutti i record di ascolti della rete, raccogliendo 8,6 milioni di spettatori, cioè il 33,5 per cento di share.

FONTE: Internazionale





National Geographic Photo Contest 2012

12 01 2013

Sono stati annunciati i vincitori dell’ultima edizione del Photo contest 2012, il concorso fotografico organizzato dal National Geographic. La società statunitense ha ricevuto più di 22mila iscrizioni al concorso, provenienti da oltre 150 paesi. Le foto sono state divise in tre categorie: Persone, Luoghi e Natura. Da non perdere! Qui un piccolo assaggio, le mie preferite…

Hardangervidda, Norvegia

Hardangervidda, Norvegia

Khao Kheow Open Zoo, Chonburi, Thailandia

Khao Kheow Open Zoo, Chonburi, Thailandia

Squaw Creek, Park Country, Wyoming U.S.A.

Squaw Creek, Park Country, Wyoming U.S.A.

Midigama, Sri Lanka

Midigama, Sri Lanka

Zermatt, Svizzera

Zermatt, Svizzera





Specchio riflesso, buttati nel cesso

11 01 2013

“Mi votano 11 mln di italiani. Coglioni?”. Al coro di sì: “Chi lo dice sa di esserlo”.

La tiritera del Berluska dopo 20 anni continua ad essere la stessa. E anche la sua tattica non cambia di una virgola, difesa, attacco, sproloquio, promessa, inganno, linguaggio aggressivo, superficiale, menzognero, esagerato, sopra le righe… Difende a spada tratta il suo operato (“La crisi? Non ho colpe”), scarica tutto sui soliti noti, i comunisti, i giudici della consulta di sinistra, Fini, Casini, quelli della Lega; l’Imu lui non la voleva, è stato costretto a votarla per colpa di Monti&Co, li chiama “i Professori”, “che si sono montati la testa”. Difende le Letteronze che ha portato al Parlamento Europeo, difende Dell’Utri (“Persona perbenissimo”). Si vanta di aver combattuto se non sconfitto la mafia, continua a sostenere che la crisi non esiste, giustifica l’economia sommersa come fosse un plausibile sostegno del Paese, quando invece bisognerebbe affrontarla e punirla visto che “aggrava il fardello della fiscalità per i contribuenti onesti” [cit. Mario Draghi]; si bulla di aver giostrato i destini della Nato, dell’Euro… Attacca tutti, attacca in maniera un po’ subdola e anacronistica (vedi la saga di Sallusti) Travaglio leggendo una letterina preparata ad hoc dal fido Bonaiuti, attacca il pubblico in studio, l’Europa, varie ed eventuali banche tedesche colpevoli a suo dire di aver complottato alle spalle sue e del Paese, attacca la Costituzione e la struttura stessa dello Stato… E poi promette! questa volta controllerà il feedback dei suoi candidati, niente condanne, niente processi sul groppone, tutta gente pulita… Questa volta riformerà lo Stato, lo snellirà, lo porterà al passo con le democrazie europee… Questa volta non sarà Primo Ministro, quello non ha potere… questa volta sarà Ministro dell’Economia, perchè quello sì che decide tutto…

con la sola imposizione delle mani

Il succo non cambia, il Berluska neanche. Invecchia, ma il lifting aiuta. Almeno adesso ammette di essere vecchio. Povero, lui era destinato ad un progetto molto attraente, aprire ospedali, scuole di politica con Aznar e Clinton come docenti. Probabilmente, se non fosse stato per questa crisi e per questa pessima gestione da parte dei “professori”, lo avremmo visto madido di sudore, sporco di terra, con la bandana in testa sotto il sole cocente, e le maniche della camicia risvoltate sopra il gomito, a portare medicine, cibo e acqua in un villaggio africano, o nei quartieri malfamati del sudamerica. Oppure con occhialetti appoggiati sulla punta del naso, seduto ad una cattedra, a spiegare con tanto di lavagna e gessetto la storia e la politica del mondo, svelando ai giovani studenti la magia della politica vincente per trasformarli nei super-governanti del futuro. Insieme a Clinton, Blair, Aznar, Chirac, Putin, Bush (!!!)… lui sopra gli altri, visto che a suo dire “ne sa più di tutti”. Insomma una via di mezzo tra Madre Teresa di Calcutta e Albus Silente di Harry Potter. E invece no. Stoicamente, alla veneranda età di 76 anni, abbandona il suo progetto umanitario e torna al suo passato, per salvare di nuovo l’Italia, per salvarci tutti, forse anche i comunisti.

Sembra una favola. Italiani e/o coglioni permettendo questa volta non deve essere la realtà.








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