Bach Prelude from Cello Suite n.2 (for flute)

27 10 2014





Quintetto Papageno on the road!

13 09 2014

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Il Quintetto Papageno è prossimo a pubblicare la prima opera discografica!

Sulla rivista Amadeus di Ottobre ci potrete trovare con uno splendido cd e ascoltare nei bellissimi quintetti di Taffanel, Respighi e Nielsen!

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Intanto un piccolo assaggio del disco….. buon ascolto e buona visione!





Vado o Resto?

9 11 2010
Finalmente una trasmissione intelligente, “Vieni via con me” di Fabio Fazio e Roberto Saviano, con ospiti davvero eccezionali: Benigni, Abbado, Vendola, e in qualche modo Falcone. Hanno dimostrato coraggio, hanno detto le cose come stanno, con convinzione e passione, con irriverenza e grazia, con profondita’ e rabbia!
Fili conduttori del programma, gli ELENCHI, e una domanda, “vado via, o resto qui?”.
Ripropongo gli elenchi piu’ siginificativi, in quanto alla risposta… mah…
e intanto rifletto sulla frase che piu’ mi ha colpito, e che, riferendosi a Gomorra di Saviano, piu’ o meno diceva cosi:
“Le favole non insegnano  ai bambini che i draghi esistono, quello lo sanno gia’…le favole insegnano che i draghi possono essere sconfitti” [Roberto Benigni]
.
Alcune definizioni del popolo italiano
  • L’italiano ha un tale culto per la furbizia che arriva persino ad ammirare chi se ne serve a suo danno (Giuseppe Prezzolini)
  • Gli Italiani perdono le guerre come se fossero partite di calcio e le partite di calcio come se fossero guerre (Winston Churchill)
  • Un popolo di eroi di santi di poeti di artisti di navigatori di colonizzatori di trasmigratori (Benito Mussolini)
  • Questo popolo di santi, di poeti, di navigatori, di nipoti, di cognati… (Ennio Flaiano)
  • Popolo di navigatori che sbarca il lunario (Leo Longanesi)
  • Gli italiani guadagnano netto, ma vivono lordo (Giuseppe Saragat)
  • Gli italiani sono fatti così: vogliono che qualcuno pensi per loro. E poi, se va bene va bene. Se va male, ecco che lo impiccano a testa sotto” (Mario Monicelli)

Finanziamenti pubblici ad alcuni istituti di cultura europei nel 2010

  • British Council (Gran Bretagna): 220 milioni di euro;
  • Goethe Institut (Germania): 218 milioni di euro;
  • Instituto Cervantes (Spagna): 90 milioni di euro;
  • Instituto Camoes (Portogallo): 13 milioni di euro;
  • Alliance Française (Francia): 10,6 milioni di euro;
  • Società Dante Alighieri (Italia): 1,2 milioni euro…che l’anno prossimo diventeranno probabilmente 600 mila euro.

Dichiarazioni dei ministri della cultura europei in merito ai tagli alla cultura

  • Bernd Neumann, Germania: “è proprio in tempi di crisi che si deve lottare per non fare tagli alla cultura perché è il valore e il fondamento che dobbiamo mantenere”
  • Frédéric Mitterrand, Francia: “…La cultura è una risorsa, un aiuto all’orientamento. E io lavoro perché lo sia sempre di più.”
  • Angeles Gonzales-Sinde, Spagna: “Lo stimolo alle industrie culturali è cruciale per l’uscita dalla crisi se si tiene conto che la cultura fornisce il 4 per cento del pil spagnolo e dà lavoro a più di 800 mila persone”
  • Sandro Bondi, ministro italiano della Cultura: “Non vado a chiedere l’elemosina a Tremonti”.
  • Giulio Tremonti, ministro dell’economia: “Fatevi un bel panino con la Divina Commedia”.

Motivi per cui è sbagliato fare tagli alla cultura (legge Claudio Abbado)

  • La cultura arricchisce sempre
  • La cultura permette di superare tutti i limiti
  • chi ama la cultura desidera conoscere tutte le culture e quindi è contro il razzismo
  • la cultura, quindi anche la musica, è ascolto, che è la base del vivere civile e del pluralismo. (Nelle orchestre con cui faccio musica, come ad esempio nell’Orchestra Mozart a Bologna, i musicisti vengono da tutta l’Europa. Alle prove parliamo diverse lingue, ma spesso bastano solo degli sguardi e il sapersi ascoltare l’uno con l’altro)
  • la cultura rende anche economicamente
  • la cultura è contro la volgarità e permette di distinguere tra bene e male
  • la cultura permette di smascherare sempre i bugiardi
  • la cultura è lo strumento per giudicare chi ci governa
  • la cultura è libertà di espressione e di parola
  • la cultura salva (sono stati la musica e i miei figli che mi hanno aiutato a guarire dalla malattia)
  • la cultura porta valori sempre e comunque positivi, soprattutto ai giovani
  • con la cultura si sconfigge il disagio sociale delle persone, soprattutto dei giovani, il loro  sentirsi persi e disorientati
  • la cultura è riscatto dalla povertà (in Venezuela, non certo un paese ricco come l’Italia, José Antonio Abreu ha organizzato un sistema che in trent’anni ha insegnato la musica a 400.000 bambini e ragazzi, spesso salvandoli dalla droga, dalla violenza e dando loro un’opportunità di vita)
  • cultura è far sì che i nostri figli possano andare un giorno a teatro per poter vivere la magia della musica (come feci quando avevo sette anni e una sera alla Scala decisi di riprodurre un giorno quella magia…)
  • la cultura è un bene comune e primario, come l’acqua: i teatri, le biblioteche, i musei, i cinema sono come tanti acquedotti.
  • la cultura è come la vita, e la vita è bella!




Abbado porta “el Sistema” in Italia

12 02 2010

Abbado a Caracas

Si parte. Che l’utopia diventi realtà capita raramente, ma se c’è di mezzo Claudio Abbado meno raramente che con altri. Sta di fatto che è fissato per venerdì 19, a Fiesole, un gran raduno di soprintendenti, direttori artistici e musicisti per discutere su come importare in Italia «el Sistema» venezuelano di José Antonio Abreu, il più completo, innovativo e soprattutto riuscito meccanismo di educazione musicale di massa del mondo. Del «Sistema» di Abreu, 70 anni, economista e musicista, nipote del solito emigrato italiano (dall’Elba), ex ministro della Cultura, pluripremito e in odor di Nobel, si è molto parlato dopo che se ne sono innamorati personaggi come appunto Abbado, Simon Rattle o Placido Domingo. Riassumendo: in 32 anni, «el Sistema» ha portato alla creazione di 150 orchestre giovanili e 140 infantili, insegnando a suonare uno strumento a 250 mila under 18. Il tutto in un Paese povero, strappando i giovani musicisti alla violenza dei barrios. Spiega Abreu: «Il progetto nacque con una finalità prevalentemente sociale: attraverso la musica, togliere dalla strada e riscattare dalla povertà bambini e ragazzi». Con una spesa, tutto sommato, contenuta: attualmente, circa 40 milioni di euro l’anno, meno di quel che costa un teatro d’opera. E con fiori all’occhiello che un teatro italiano si sogna, come l’Orchestra giovanile Simon Bolivar che va in tournée per tutto il mondo. O Gustavo Dudamel, il direttore star prodotto dal Sistema, attualmente a capo della Los Angeles Philharmonic e, si dice, dal 2013 alla Scala. O Edicson Ruiz, nato in un barrio di Caracas dov’è sconsigliato girare da soli, a 19 anni primo contrabbasso dei Berliner. L’idea di Abbado è quella di applicare all’Italia la lezione venezuelana. L’aveva già annunciato in tivù, nell’ormai celebre Che tempo che fa con Barenboim & Pollini. Fra il dire e il fare ci sono di mezzo infiniti problemi ma, insomma, si parte. E si parte da Fiesole, sede della più antica e radicata Scuola di musica italiana. «Hanno aderito molte istituzioni, come il Massimo di Palermo, l’Accademia di Santa Cecilia, la Società del Quartetto di Milano – spiega il pianista Andrea Lucchesini, direttore artistico a Fiesole -. A maggio faremo un convegno con Abbado e lo stesso Abreu. Qualche politico è avvisato e ci assicura il suo sostegno». In effetti, alla Camera giace un disegno di legge a firma Buttiglione. Oggetto: «Istituzione della Fondazione nazionale per il sistema delle orchestre giovanili e infantili in Italia». Il punto è qui: adattare il Sistema a un Paese, il nostro, che sarà anche disastrato come educazione musicale ma dove, almeno, i ragazzini a scuola ci vanno. «Appunto. È chiaro che il Sistema non dovrà essere copiato, ma adattato. E magari applicato in primo luogo alle realtà più disagiate che anche in Italia non mancano. Qualche esperimento già c’è, come l’orchestra Sanità del rione di Napoli», dice Cesare Mazzonis, direttore artistico dell’Orchestra sinfonica nazionale della Rai, amico e collaboratore di lungo corso del divino Claudio: «Non mi faccio illusioni, sarà dura. Temo soprattutto le chiacchiere, che tutto si risolva in un convegno. Ed è chiaro che senza la politica non si potrà far nulla. Però le idee di Claudio sono talvolta utopistiche, ma quasi sempre buone». Quindi? «Quindi, ci proviamo».

[articolo di A.Mattioli, La Stampa]





Abbado e la Mozart a Firenze contro lo sfruttamento del lavoro minorile

10 06 2009

 

Claudio Abbado – Orchestra Mozart

Firenze, Teatro del Maggio Musicale Fiorentino 

Concerto per la Giornata Mondiale contro lo sfruttamento del lavoro minorile

 

I bambini crescono in un mondo di contrasti estremi. Molti frequentano scuole piu’ o meno adeguate, godono della sicurezza delle proprie famiglie, si preparano per un domani che li vedrà lavoratori qualificati, assaporano la gioia di affermarsi, posseggono le energie per far fronte alle sfide e crescono con la conoscenza e le abilità necessarie a gestire una società complessa e globalizzata. Altri bambini vivono in un mondo parallelo senza gioco o sogni per un futuro migliore. Bambini venduti come schiavi, costretti a portare armi in guerre e conflitti che non sanno comprendere, forzati a lavorare fin dalla piu’ giovane età in condizioni pericolose, bambini derubati dal diritto di autorealizzarsi, esposti al rischio della propria salute e spesso della vita. Nel mondo lavorano almeno 218 milioni di bambini di età compresa tra i 5 e i 17 anni. Di questi sono circa 126 milioni quelli nella fascia di età tra i 5 e 14 anni impiegati in lavori pericolosi che vivono in situazioni di sfruttamento e abuso. Sono bambini senza infanzia cui viene negato il diritto alla scuola. Lavorano in miniera, in agricoltura, nelle industrie per la lavorazione di prodotti destinati all’esportazione. Sono sfruttati nella prostituzione, per la produzione e il traffico delle droghe o per altre attività illegali. Spesso vengono separati o sottratti alle famiglie e privati d’affetto.

Lo sfruttamento dei minori è unanimamente condannato ma universalmente praticato e politicamente tollerato e richiede una urgente e responsabile presa di coscienza. Porre fine allo sfruttamento del lavoro minorile oggi è possibile perchè le risorse e gli strumenti giuridici necessari per la sua abolizione sono disponibili. L’appello è rivolto a chi ha facoltà di denunciare, informare, educare per rompere il muro di indifferenza che perpetua il fenomeno. La Giornata Mondiale contro lo sfruttamento del lavoro minorile quest’anno evidenzia la condizione delle bambine e celebra il decimo anniversario dell’adozione della Convenzione n. 182 che sollecita urgenti misure per la proibizione e l’eliminazione delle forme peggiori di sfruttamento.

La prestigiosa musica dell’Orchestra Mozart diretta dal Maestro Claudio Abbado è la preziosa e forte espressione di solidarietà che Firenze, dal Teatro del Maggio Musicale Fiorentino, invia a tutti i bimbi cui sono negati i diritti fondamentali e costituisce un universale appello alle istituzioni e alla società civile per una presa di coscienza del problema. L’Organizzazione Internazionale del Lavoro (ILO – visita il sito) esprime alto apprezzamento e il piu’ vivo ringraziamento al Maestro Claudio Abbado, all’Orchestra Mozart e al Dr. Francesco Giambrone per voler celebrare la Giornata Mondiale contro lo sfruttamento del lavoro minorile nel novantesimo anniversario della nascita della Organizzazione.

(da www.orchestramozart.com)

 





Nasce “Musicisti Senza Frontiere”!

1 06 2009

 

 

Alessio Allegrini

(ANSA) – ROMA, 20 maggio – E’ nato ‘Musicisti senza frontiere’, un movimento a difesa dei diritti umani fondato dalle associazioni musicali di varie parti del mondo. Hanno gia’ aderito decine di musicisti appartenenti ad alcune delle maggiori orchestre internazionali. Inoltre e’ stato costituito un comitato d’onore in cui figurano tra gli altri Claudio Abbado, Martha Argherich, Giorgio Battistelli. Lanciato dal movimento un manifesto per la diffusione attraverso la musica dei punti principali dei diritti umani.

 

Claudio Abbado

(GiornaleDellaMusica) – “Musicisti senza frontiere” è un movimento autogestito di musicisti, nato nei mesi scorsi e già presente in molte parti del mondo, dal Giappone al Venezuela e alla Palestina; ora grazie a Alessio Allegrini, primo corno dell’Orchestra di Santa Cecilia, e a Guido Barbieri, critico musicale, è arrivato anche in Italia. Rispetto ai confratelli stranieri il movimento italiano ha la caratteristica di essere formato da musicisti d’estrazione prevalentemente classica, provenienti da alcune delle maggiori orchestre italiane ed europee e tutti animati dall’intenzione di mettere la musica “d’arte” al servizio della “cultura” dei diritti umani. Il sogno è costituire tante Human Rights Orchestra nei vari paesi e poi gruppi, ensembles e orchestre da camera. Recentemente una grande Human Rights Orchestra nippo-italo-palestinese ha già suonato a Osaka. A Cagliari una Human Rights Orchestra in Sardegna ha suonato per il diritto all’istruzione. Sullo stesso tema nel prossimo luglio la prima Human Rights Orchestra in Italy parteciperà a un intero festival a Como e dintorni. Sono in programma un concerto a Lampedusa per i diritti dei migranti, un festival tra le rovine di Gaza, un concerto in Giappone per l’anniversario della bomba su Hiroshima e molto altro.

 

Daniel Barenboim

(ilGiornale.it) – “Musicisti senza frontiere” per la difesa dei diritti umani. E’ un movimento appena nato – presentato il 20 maggio a Palazzo Madama nella sala Caduti di Nassiriya (Roma) – il cui scopo principale è tutto nella sua denominazione. E’ un movimento trasversale, nazionale e internazionale, che vuole coinvolgere il numero più alto possibile di musicisti. Nel comitato d’onore figurano personaggi del calibro di Claudio AbbadoAntonio Abreu,Martha ArgherichDaniel BarenboimGiorgio BattistelliJulian FuferHelene GrimaudDiego Matheuz. Dunque anche la musica, dopo il teatro, scende in campo. In questo caso si tratta di un gruppo di musicisti che he deciso di mettere il potenziale della pr

opria arte a disposizione di regole e diritti riconosciuti dalle Nazioni Unite nel 1948. In un manifesto, di cui è  stata data lettura nel corso dell’incontro, si afferma che “la musica, la poesia, la letteratura, il teatro, le arti visive, la danza, possiedono un formidabile potere in grado di creare la diffusione e la circolazione delle idee”. In particolare, “la musica, grazie alla sua capacità di parlare senza parole, possiede un potere maggiore…”. Presto, per tradurre subito le parole in fatti, nascerà un’orchestra, la “Himan Rughtd Orchestra”, un strumento di intervento nelle campagne per l’affermazione e la difesa dei diritti umani. Non avrà un direttore stabile, né elementi fissi, verrà formata di volta in volta da musicisti volontari. Ogni concerto sarà un’occasione per eseguire pagine musicali “storiche e contemporanee, senza confini come di diritti umani richiedono”. 

Ramzi Aburedwan

Alla giornata di presentazione hanno parteciparto Shizuo Matsumoto, docente alla Ryukoku Universty di Shiga (Giappone), Alessio Allegrini, primo corno della Lucerne Festival Orchestra dell’Orchestra Mozart e dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia, Ramzi Aburedwan, viola e presidente dell’associazione Al Kamandjati di Ramallah, Johanee Jesus Gonzales Seijas, primo contrabbasso dell’orchestra Mozart di Bologna, e Guido Barbieri, critico musicale.

 

Prossimo concerto della Human Rights Orchestra

Colico, Lago di Como: 25 luglio 2009, Festival Musica sull’Acqua

per info e biglietti cliccare qui








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