Israele/Palestina: giornalismo criminale

18 08 2009

Questa foto ha creato ultimamente scalpore: alcuni siti e forum hanno denunciato questa presunta “dimostrazione di atti di pedofilia legalizzata in Palestina“, spacciando per notizia quella che in verita’ e’ soltanto una mera invenzione.

Come denuncia Vittorio Arrigoni (nel suo blog guerrillaradio), testimone oculare della cerimonia, si trattava semplicemente di sposi sulla via dell’altare, accompagnati da giovanissime damigelle, non bambine-spose in pasto ad efferati pedofili palestinesi…

Ennesimo esempio di crimine informativo! vergogna per tutti i seguenti siti e forum! compassione per le decine di idioti che si sono fatti infinocchiare da queste calunnie e bufale clamorose! che rabbia…

http://liberaliperisraele.ilcannocchiale.it/post/2311687.html

http://hurricane_53.ilcannocchiale.it/

http://www.nntp.it/cultura-storia/2021970-pedofili-organici-di-hamas.html

http://forum.gamesvillage.it/showthread.php?t=754317

http://milleeunadonna.blogspot.com/2009/08/foto.html


e non poteva mancare ovviamente la “Causa” su Facebook:

http://apps.facebook.com/causes/329391

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Gaza: Israele peggio dei pirati

5 07 2009

 

dal Manifesto sono dure le accuse che Vittorio Arrigoni muove nei confronti di Israele e del suo esercito, in questo caso rappresentato dalla Marina Militare, che non permette alle navi in missione umanitaria di raggiungere Gaza. Impossibile una ricostruzione senza gli aiuti! e nelle popolazioni palestinesi la poverta’ cresce, portandosi dietro quell’odio che presto esplodera’ ancora e rafforza giorno per giorno Hamas… storia gia’ vista!

 

“C’è un pericolo incombente per i naviganti nel sud del Mediterraneo, se vogliamo una minaccia più subdola dei corsari somali che assaltano i mercantili nel Corno D’africa. Al largo di Gaza, la marina militare israeliana si è macchiata ancora una volta di pirateria, assaltando la “Spirit of Humanity”, una minuscola imbarcazione di legno carica di aiuti umanitari e attivisti diretta in soccorso all’estenuata popolazione palestinese. Erano salpati da Cipro lunedì notte, i miei compagni del Free Gaza Movement, 21 fra giornalisti e attivisti per i diritti umani, rappresentati di 11 differenti paesi, fra di loro anche un premio nobel per la pace, Mairead Maguire, e Cynthia McKinney, candidata per i Verdi alle ultime presidenziali USA. A Circa 70 miglia dalla loro meta designata, la Spirit è stata intercettata da due navi da guerra israeliane, che ne hanno sabotato la strumentazione satellitare minacciando di aprire il fuoco per dissuadere i miei amici dal continuare la navigazione verso Gaza. Allora Derreck, irlandese memore dei suoi avi abili navigatori celtici, ha tirato fuori dal cassetto bussola, mappe e compasso, e hanno continuato a navigare all’antica. A 23 miglia da Gaza, ancora in piene acque internazionale, commandos, corpi speciali della marina israeliana hanno assaltato la Spirit saltando a bordo, impossessandosi del timone, di fatto sequestrando la barca e rapendo passeggeri ed equipaggio per condurli fuori dalla loro rotta verso Ashdod, un porto israeliano. In palese oltraggio ad ogni legge internazionale e marittima, è la terza volta che la marina israeliana attacca una imbarcazione del Free Gaza Movement in acque internazionali mentre sono reiterati gli assalti ai pescherecci palestinesi colpevoli di voler pescare nel loro legittimo mare. Il 29 dicembre la “Dignity” fu speronata più volte, e dovette attraccare a Tiro, in Libano, seriamente danneggiata. Come accaduto per ogni altra missione, anche la “Spirit of Humanity” era stata accuratamente ispezionata dall’autorità portuale cipriota, che aveva certificato l’assenza di armi a bordo. Trasportavano infatti solo aiuti umanitari: tonnellate di medicinali, giocattoli, alberi d’ulivo e materiali per la ricostruzione. Di ricostruzione se ne parlo parecchio a Gaza, da mesi, ma i progetti sono rimasti tali, sulla carta. Israele con la complicità egiziana non permette l’entrata nella Striscia di cemento, ferro e vetro, quei materiali necessari per iniziare a rimettere in piedi parte dei 21 mila edifici distrutti e seriamente danneggiati dall’offensiva “Piombo Fuso”. Mi immagino la scena dell’assalto della Spirit da parte dei commandos israeliani: armati di tutto punto e abituati a fronteggiare feroci guerriglieri si sono trovati dinnanzi delle arzille vecchiette che stringevano fra le braccia pastelli e giocattoli destinati a dei bambini infelici. Mi chiedo quale timore nutra Israele verso una barca in navigazione umanitaria verso una popolazione che a sei mesi di distanza dalla fine dei bombardamenti è ancora vittima della crescente povertà, senza riuscire a ricostruirsi una vita. Un milione e mezzo di palestinesi che secondo la Croce Rossa Internazionale “stanno scivolando nella più profonda disperazione”: I pirati somali assaltano per avidità, per i soldi, la marina israeliana aggredisce e trasgredisce ogni legge internazionale in chiave di punizione collettiva per un popolo colpevole di aver scelto il suo governo tramite elezioni libere e democratiche. Mi faccio portavoce dei miei compagni tutt’ora imprigionati in un carcere a Tel Aviv, promettendo ai palestinesi di Gaza di non abdicare nel tentativo di spezzare l’assedio che strangola Gaza. Per permettere a chi ha visto la propria casa distrutta la speranza di potersela ricostruire, e per quei cuccioli d’uomo che oggi non possono godere l’innocenza dell’infanzia come qualsiasi altro bambino del mondo.”

[Vittorio Arrigoni, Il Manifesto]

 

blog: http://guerrillaradio.iobloggo.com/ 

(Come attivisti per i diritti umani dell’ISM non percepiamo alcuno stipendio, resistiamo a Gaza grazie alla generosità di chi ci sostiene e ritiene determinante la nostra presenza in queste lande insanguinate. Se potete, anche poco, donate: GUERRILLAINGAZA@GMAIL.COM )





La Resistenza

4 05 2009

riporto un appello di Vittorio Arrigoni dal suo blog GuerrillaRadio 

 

Ogni qualvolta in Italia la destra arriva al governo, torna alla carica cercando di far passare una legge che equipari i partigiani della Resistenza con i miliziani della Repubblica di Salò. Ricordando quale era il loro giuramento:

“Davanti a Dio presto questo giuramento: che nella lotta per la mia Patria italiana contro i suoi nemici, saro’ in maniera assoluta obbediente ad Adolf Hitler, comandante dell’Esercito Tedesco e quale valoroso soldato saro’ pronto in ogni momento a dare la vita per questo giuramento”

Invitiamo a firmare la sottoscrizione di Art. 21:

http://www.articolo21.info/14/appello/no-allequiparazione-tra-partigiani-della.htm

 

“Dietro il milite delle Brigate nere più onesto, più in buonafede, più idealista, c’erano i rastrellamenti, le operazioni di sterminio, le camere di tortura, le deportazioni e l’Olocausto; dietro il partigiano più ignaro, più ladro, più spietato, c’era la lotta per una società pacifica e democratica, ragionevolmente giusta,se non proprio giusta in senso assoluto, ché di queste non ce ne sono.”

[Italo Calvino]





Contro Frattini

11 03 2009

L’Italia non parteciperà alla conferenza dell’Onu sul razzismo “Durban II”, prevista a Ginevra dal 20 al 25 aprile, ”in nome della credibilita’ delle Nazioni Unite”: lo ha dichiarato il ministro degli Esteri nel corso di un’audizione davanti alle commissioni Esteri riunite di Camera e Senato. ”Siccome noi crediamo fortissimamente nella dignita’ dell’Onu, non pensiamo che da un documento con l’intestazione Nazioni Unite possa uscire un paragrafo in cui si definisce Israele una minaccia alla pace internazionale o in cui si stabilisce che il diritto di libera espressione non si puo’ estendere alle critiche ad una qualsivoglia confessione religiosa”.

Queste le dichiarazioni del rappresentante della Farnesina, che ha giudicato alcune frasi della bozza di dichiarazione finale “aggressive e antisemite”. Il documento esprime infatti una critica durissima nei confronti della politica israeliana nei territori palestinesi occupati. Nella dichiarazione, pubblicata dal quotidiano israeliano Haaretz, si legge che la condotta tenuta da Tel Aviv costituisce “una violazione dei diritti umani internazionali, un crimine contro l’umanità e una forma contemporanea di apartheid”. In altri stralci del testo viene espressa “profonda preoccupazione per le discriminazioni razziali compiute da Israele contro i palestinesi e i cittadini siriani nel Golan occupato”, mentre Tel Aviv viene accusata di “tortura, blocco economico, gravi restrizioni di movimento e chiusura arbitraria dei territori” oltre che di costituire “una minaccia per la pace internazionale e la sicurezza”. 
Alla decisione italiana dovrebbe aggiungersi anche quella di Danimarca, Francia, Canada e Belgio, mentre Stati Uniti e Olanda hanno già comunicato la loro assenza. 
La conferenza è il seguito di quella che si svolse nel 2001 a Durban, in Sudafrica, quando la richiesta di un risarcimento per la schiavitù negli Stati Uniti e l’equiparazione di sionismo e razzismo provocarono l’abbandono dei lavori da parte di Washington e Tel Aviv. 

Questo “la dice lunga su che valore hanno i diritti umani per l’attuale governo italiano” dice Vittorio Arrigoni sul suo blog guerrillaradio. E aggiunge che questo documento dice semplicemente “le stesse cose che ripetono instancabillmente da anni, i premi Nobel  Desmond Tutu, Nelson Mandela e Jimmy Carter, Wole Soyinka e José Saramago”. 

fonti: Agenzia Asca, PeaceReporter, GuerrillaRadio





il voto di Israele

11 02 2009

 

Dall’agenzia Reuters: <In Israele il ministo degli Esteri Tzipi Livni si è proclamata vincitrice delle elezioni ma il suo rivale di destra di Benjamin Netanyahu ha annunciato che guiderà il governo, dopo elezioni conclusesi con un testa a testa dopo il quale Israele potrebbe andare incontro ad un’instabilità politica che potrebbe durare settimane. “Ho vinto”, si legge nel titolo di prima pagina del principale quotidiano israeliano, Yedioth Ahronoth, vicino alle foto di Livni e di Netanyahu. I risultati quasi definitivi hanno assegnato al Kadima della Livni 28 seggi, con 27 al partito di Netanyahu, il Likud, nel Parlamento di 120 membri. La Livni ha preannunciato che diventerà primo ministro, chiedendo al rivale di entrare a far parte di un “governo di unità”. Netanyahu, sottolineando quella che ha definito “una vasta area” nazionalista in Parlamento, ha detto che potrebbe guidare un governo di coalizione che comprenda i partiti di destra.”Con l’aiuto di Dio, guiderò il prossimo governo”, ha detto Netanyahu, 59 anni, ai sostenitori del Likud dopo gli exit poll che ieri avevano dato un lieve vantaggio ai partiti di destra, abbastanza per una maggioranza parlamentare.>

Qualunque sia il risultato del voto in Israele, ancora molto incerto (il partito della Livni ha ottenuto un seggio in piu’ di Netanyahu, Lieberman 15 seggi, 13 per Barak e il suo partito laburista in picchiata, solamente 3 per Amos Oz e la sua “sinistra pacifista”. Solo il 52% degli Israeliani si e’ presentato alle urne), rimane una campagna elettorale influenzata dalla guerra a Gaza! quasi 1400 vittime, il 90% delle quali sono civili, hanno ribaltato le previsioni di meta’ dicembre, che davano Netanyahu sicuro vincitore sul partito della Livni e del premier uscente Olmert (che lascia perche’ sotto processo per corruzione). La Livni ha anche ottenuto molti voti dalle donne, in risposta al forte maschilismo espresso dal Likud: “Ze gadol alea”, “E’ troppo per lei”, questo uno slogan di Netanyahu in campagna. 

“Dobbiamo proseguire la guerra fino alla sua distruzione. Dobbiamo fare esattamente ciò che fecero gli Stati Uniti d’America con il Giappone durante la Seconda guerra mondiale, così non ci sarà bisogno di occupare Gaza”, questa un’altra dichiarazione di Netanyahu, e nel frattempo i soldati a Gaza impediscono la pesca e la coltivazione, colpiscono i pescherecci, distruggono colture e sistemi di irrigazione, strangolando un’economia che gia’ per l’80% si sostiene grazie agli aiuti umanitari, venendo meno alla “tregua”.

Questi altri slogan comparsi in campagna: “No Arabi No Terrorismo”, “Non c’è pace di fianco agli Arabi”, “La Nazione si fa con il trasferimento (di 1 milione di arabi fuori da Israele)”, “Hebron sempre e per sempre”, “Sradicare le colonie divide la nazione”.

Commenta Vittorio Arrigoni su “Rinascita” di questa settimana: “Olmert, Livni, Barak, Netanyahu, Lieberman, con questi personaggi tranquillamente incriminabili in qualsiasi tribunale per i diritti umani, i governi occidentali imbastiscono cordiali relazioni diplomatiche, mentre con Hamas invece non solo non si parla, ma lo si embarga, e insieme all’unico governo liberamente eletto in Palestina, si puniscono collettivamente un milione e mezzo di palestinesi”.

Netanyahu effettivamente potrebbe formare un governo di centro destra, alleandosi con Avigodr Lieberman, arrivando alla quota di maggioranza (64 seggi su 120). Il partito di Lieberman Israel Beitenu (IB, Israele Casa Nostra), si e’ distinto per gli slogan brutali soprattutto contro gli arabo-israeliani, inoltre nessuna tregua con Hamas, linea dura contro l’Iran, no alla spartizione di Gerusalemme, accordi con i palestinesi solo sulla base di scambi di territori. Scrive a riguardo America Oggi: <Il vero cavallo di battaglia è il test di lealtà obbligatorio per tutti gli arabo-israeliani: quasi un milione e mezzo di persone a cui Lieberman chiede un giuramento di fedeltà “alla natura sionista ed ebraica dello Stato”, pena la revoca della cittadinanza e, magari, l’espulsione da terre laddove abitano da secoli. Lo slogan “Nessuna cittadinanza senza lealtà” gli è valso accuse di populismo e razzismo negli ambienti progressisti e sulla stampa liberal israeliana.>

Ma questa alleanza significherebbe per Netanyahu unirsi anche al partito ultraortodosso, lo Shas, e all’Unione Nazionale, il partito dei coloni, con una limitazione radicale degli argomenti in un prossimo tavolo di negoziazione con i palestinesi.

Scrive Pagliara: <Un tale governo entrerebbe in rotta di collisione con l’amministrazione Usa, desiderosa di vedere Israele proseguire le trattative con la Siria e i palestinesi. Netanyahu ne è perfettamente consapevole. Per questo, in campagna elettorale ha promesso, in caso di vittoria, un governo di larghe intese. Il leader del Likud non ha dimenticato le difficoltà incontrate nel 1996 quando, vinte le elezioni, guidò una coalizione di centro-destra con una piccola e rissosa maggioranza. L’unica strada sembra dunque quella di un esecutivo che veda dentro Likud e Kadima come perni centristi. Il problema è la guida. Sia Netanyahu sia la Livni la rivendicano. Per il presidente Shimon Peres, cui spetta il compito di assegnare l’incarico, è un groviglio difficile da sbrogliare… Poche cose sono così chiare: il Paese vuole una guida forte, il sistema favorisce il potere di ricatto dei piccoli partiti e la pressione per un cambiamento non è mai stata tanto forte. >

  





GAZA EFFECT: Cremonesi vs Arrigoni

2 02 2009

Cremonesi, giornalista del Corriere della Sera, ieri ha pubblicato un articolo su Gaza, in cui accusa i Palestinesi di Gaza e Hamas di aver inscenato un massacro, aver esagerato il numero delle vittime di centinaia e centinaia ecc, di aver agito con astuzia in modo tale da mettere in cattiva luce Israele e farlo accusare di crimini di guerra… 
Di seguito pubblico la risposta di Arrigoni, con tanto di link per andare a leggere l’articolo del Corriere della Sera.

ho trovato inoltre alcuni commenti a favore di questo articolo in cui si dice a proposito di questi fatti: “e’ un po’ com’era successo a Jenin”, con accuse in particolare alla falsita’ del documentario di Bakri “Jenin Jenin” …
Dunque, quello che e’ accaduto a Jenin nel 2002 e’ ancora tutto da verificare, e guarda caso l’inchiesta e’ bloccata, Israele si oppone. Nel documentario Jenin Jenin di Bakri, che in tanti, primo tra tutti il governo israeliano, ma anche giornali italiani, stanno tentando in tutti i modi di boicottare e censurare, viene documentato con efficacia il dopo-assedio, e tra l’altro si fa riferimento all’utilizzo di bambini palestinesi da parte dei soldati israeliani come “scudi umani” come sostiene qui sotto Arrigon. Vi segnalo un articolo in particolare, italiano, a cui ho aggiunto commento anche io (http://www.agenziaradicale.com/index.php?option=com_content&task=view&id=2140&Itemid=50)

Specifico, il mio obiettivo e’ smantellare quel sistema di informazione (che spesso coincide con quello “ufficiale”) che bilaterale non e’ in assoluto, e che riporta notizie incomplete, false, faziose, nascondendo troppo spesso e troppo volentieri la faccia scomoda e brutale della medaglia.
In italia siamo tutti vittime di questa superficialita’ e di questa disinformazione, e quindi il mio tentativo e’ quello di portare alla luce mondi paralleli, fonti diverse, testimonianze fondamentali, per approfondire e per divulgare, non certo per mancare di rispetto o per indottrinare, e soprattutto senza pretese. Sta a voi valutarle e farvi una vostra opinione, ma mi raccomando, occhi aperti!
——

dal blog di Arrigoni:

“Il sangue che imbrattava il pavimento del pronto soccorso, in realtà non era sangue. Ma pummarola. A’ pummarola napuletana”, ci dice un pizzicagnolo travestito da medico dell’ospedale Shifah che non vuole assolutamente essere citato, è a rischio la sua vita. 
“Le vittime negli obitori? non sono corpi umani, sono manichini. Andate a controllare nei negozi del centro. Hamas li ha saccheggiati di manichini e ci ha riempito i cimiteri” Ci dice commosso un commesso che non vuole assolutamente essere citato, è a rischio la sua vita. 
“i corpi dei bambini morti? Non erano bambini. Erano dei nani. Degli aguerrittissimi nani da combattimento reclutati dalle brigate Al Qassam” ci dice un beccamorto che non vuole assolutamente essere citato, è a rischio la sua vita.
“Le donne trovate cadaveri sotto le macerie non erano donne, ma mujeaddin di Hamas che avendo saputo preventivamente dell’attacco erano corsi dal barbiere eppoi a farsi un’operazione a Casablanca” ci dice un visagista che non vuole assolutamente essere citato, è a rischio la sua vita. 
“Il fosforo bianco in realtà non era fosforo, odorava di eucalipto e veniva buono per farci delle inalazioni. A me ha curato il raffreddore” ci dice un farmarcista che non vuole assolutamente essere citato, è a rischio la sua vita. 

Lorenzo Cremonesi, inviato del Corriere della Sera, ha molto da insegnare alle nuove leve del giornalismo,col suo articolo pubblicato il 21 gennaio (http://www.corriere.it/esteri/09_gennaio_21/denuncia_hamas_cremonesi_ac41c6f4-e802-11dd-833f-00144f02aabc.shtml), pure troppo. 
Io che non ho mandanti se non una morbosa ricerca della verità, io che non sono un giornalista prefessionista, non scriverò mai per il corrierone, poco male, mi evito di intrattenere relazioni con redazioni che mi imboccano il pezzo, specie quando il boccone è così indigesto.
Per la casacca che indossato durante tutto il massacro, con ricamata non la scritta PRESS ma 
bensì l’emblema della mezza luna rossa, dico a Cremonesi che le bugie hanno le gambe corte, in questo caso peggio, ce le hanno amputate.
Anche io posso benissimo trovare persone disposte a dirmi che è stato hamas e non l’esercito israeliano ha sterminare più di mille palestinesi, e vi assicuro che ve ne sono, specie fra coloro che mangiavano nel piatto ricco dai corrotti di Fatah e ora sono a dieta. Sta ad un serio ricercatore distinguere una fonte attendibile da un attentato all’informazione.
Nessuna ambulanza durante questi 3 settimane di tragedia è stata utilizzata da ai miliziani di Hamas e ai loro alleati della Jihad islamica. Ne sono assolutamente certo, perchè sulle ambulanze c’eravamo io e i miei compagni dell’ISM.
Su quella ambulanze abbiamo rischiato la pelle, e un nostro amico paramedico, Arafa, ci è rimasto. 14 paramedici sono stati uccisi. I soldati israeliani sparavano alle ambulanze certi di quello che facevano, ovvero uccidere civili. Non abbiamo mai concesso ad un solo membro dell’almukawama, la resistenza palestinese, di salire a bordo di uno dei nostri mezzi. Quelli che ci provavano, venivavano spintonati giù, anche quando (ed è accaduto ) il guerrigliero era il marito di una donna che portavamo di corsa in una clinica a partorire. All’ospedale Al Quds sono tutti di Fatah. lo sanno pure i muri (le pareti infatti sono tapezzate di Arafat. Neanche una icona di Ahmed Yassin), così come allo Shifa. Al Awada di Jabilia invece parteggiano quasi tutti per il Fronte Popolare. E’ una impresa trovare personale medico pro-hamas lungo tutta la Striscia, prova è che quando Fatah chiamò allo sciopero generale, incrociarono le braccia l’80% dei dottori. Se la resistenza avesse utilizzato gli ospedali come postazioni per combattere i medici li avrebbero fatti evaucare subito, rifiutandosi immediatamente di curare i feriti. Un atteggiamento come quello descritto da Cremonesi nel suo pezzo equivarrebbe ad un suicidio politico per Hamas, e Hamas non vuole suicidarsi, non ha fretta di andare in paradiso, è un movimento ben radicato sulla terra, che desidera ampliare i suoi consensi, quantomeno non disperderli. Scudi umani? A Tal el Hawa durante il massacro io c’ero, e nella zona abita il mio migliore amico, Abu Nader. Suo padre e i suoi amici in effetti sono stati usati come scudi umani, ma non da hamas, bensì dai soldati israeliani che giravano casa per casa a caccia di combattenti (lo hanno già fatto in passato, è una prassi: http://guerrillaradio.iobloggo.com/archive.php?eid=1524 ).
Il conto delle vittime è possibe dimunisca di qualche decina di unità, come è possibile che invece aumenti. Nel raccogliere i dati che puoi riportavo nelle mie corrispondenze da questo inferno non aspettavo certo l’imboccata di hamas, come non accetterai mai l’imboccata di un giornale quando impone che si scriva contro il movimento radicale islamista per porre in secondo piano l’aberrante massacro appena accaduto. Le mie fonti erano le stesse utilizzate dai giornalisti palestinesi e dagli attivisti per i diritti umani locali: fonti ospedaliere indipendenti. Se poi i morti saranno anche cento in meno, non mi metterò a stappare bottiglie di champagne ne derubricherò questo massacro come meno efferato. Al momento ci pensa l’esercito israeliano a smentire Lorenzo Cremonesi: un suo portavoce ha infatti dichiarato al Jerusalem Post che le vittime palestinesi dell’offensiva “Piombo Fuso” su Gaza sono circa 1.300. 

5 giornalisti palestinesi sono stati uccisi durante i bombardamenti, diversi i feriti. 
Distrutta la sede della televisione Al Aqsa, il palazzo al centro di Gaza City che ospita Reuters CNN e Al Jazeera più volte attaccato.

Si dice che la verità è la prima a morire durante una guerra.
C’è qualcuno in via Solferino che si cimenta nella profanazione del suo cadavere.
Restiamo umani. Vik








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