Quintetto Papageno on the road!

13 09 2014

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Il Quintetto Papageno è prossimo a pubblicare la prima opera discografica!

Sulla rivista Amadeus di Ottobre ci potrete trovare con uno splendido cd e ascoltare nei bellissimi quintetti di Taffanel, Respighi e Nielsen!

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Intanto un piccolo assaggio del disco….. buon ascolto e buona visione!





“El Sistema”, come aiutare? info contatti

2 04 2010

Dopo i vostri numerosi commenti e visite in merito al Sistema musicale/educativo che Claudio Abbado vuole importare in Italia dal Venezuela (circa 1000 utenti hanno letto il post nei due giorni successivi alla trasmissione di Fazio “Che tempo che fa” in cui era ospite il Maestro), grazie all’aiuto dello staff dell’Orchestra Mozart, posso fornirvi alcuni riferimenti utili a prendere contatti e informazioni piu’ dettagliate sul progetto, su come poter aiutare, e poter sposare la causa…

Fondazione ONLUS Scuola di Musica di Fiesole
Via delle Fontanelle, 24
I – 50016 San Domenico di Fiesole (FI)
tel. (+39-055) 5978531 – fax (+39-055) 597007

oppure

Roberto Grossi, responsabile di Federculture

http://www.federculture.it






Un albero per Abbado al S.Orsola di Bologna

4 11 2009

Questa mattina il maestro Claudio Abbado ha ricevuto in regalo un albero. L’originale omaggio è stato fatto al maestro dal Policlinico Sant’Orsola-Malpighi di Bologna, per ringraziarlo della sua attività di direttore artistico dell’Orchestra Mozart, impegnata in progetti musicali dedicati ai bambini

guarda il servizio televisivo

Mancava a Claudio Abbado, in una carriera stracolma di premi e riconoscimenti internazionali, un albero in regalo. A colmare la lacuna ci ha pensato l’ospedale Sant’Orsola di Bologna. Motivo, festeggiare, con qualche mese di ritardo il suo compleanno e ringraziare il maestro in qualita’ di direttore artistico dell’orchestra Mozart, impegnata in alcuni progetti musicali dedicati ai piu’ piccoli all’interno del Dipartimento pediatrico della struttura. D’altronde, ”la musica e’ la migliore terapia per i bambini”, ha sottolineato Abbado subito dopo aver scoperto una targa di fronte al corbezzolo piantato in suo onore in un giardino dell’ospedale. A ricordare l’attivita’ dell’orchestra e’ stato Mattia Petrilli, giovane flautista dell’ensemble: ”I bambini arrivano impauriti e si nascondono dietro alla gonna della mamma, poi quando iniziamo a suonare si dimenticano della loro sofferenza e anche il nostro umore rifiorisce”, ha raccontato il musicista. Parole ”commoventi” anche secondo Abbado e che hanno strappato un applauso sentito ai presenti, tra cui il direttore dell’ospedale Augusto Cavina, il presidente dell’orchestra Fabio Roversi Monaco e i rappresentanti dei genitori dei piccoli pazienti che all’interno del progetto hanno potuto a loro volta divertirsi a suonare e a dirigere l’orchestra. [ANSA]

In una carriera che definire ricca di premi e riconoscimenti internazionali è poco, il maestro Claudio Abbado forse non aveva ancora ricevuto un albero in regalo. 90mila alberi sono anche l’insolito cachet che il maestro Abbado ha chiesto al Comune di Milano per tornare alla Scala. Ed ecco che l’originale e simbolico riconoscimento gli è stato donato questa mattina dal Policlinico Sant’Orsola di Bologna che ha piantato in suo onore un corbezzolo in uno dei giardini della struttura ospedaliera. Un’occasione per festeggiare, seppur con qualche mese di ritardo, il compleanno del maestro, e ringraziarlo per l’attività di direttore artistico dell’orchestra Mozart, impegnata in progetti musicali dedicati ai più piccoli all’interno del Dipartimento pediatrico della struttura. Mattia Petrilli, giovane flautista dell’ensemble, ha ricordato con parole commoventi che ”I bambini arrivano impauriti e si nascondono dietro alla gonna della mamma, poi quando iniziamo a suonare si dimenticano della loro sofferenza”. [Giada Guida per Telesanterno]

L’obiettivo di “Tamino” e’ l’utilizzo della musica a fini terapeutici, per frenare le ansie, le tensioni, le preoccupazioni
dei bambini degenti e dei loro familiari, riempiendo gli spazi vuoti in ospedali con attivita’ ludiche e creative, possibilmente
partecipate. “La migliore medicina e’ la musica – conferma Mattia Petrilli, flautista dell’orchestra Mozart -, prima dei concerti i bambini entrano con la flebo o attaccati alla gonna dei genitori, con aria triste e afflitta. Quando iniziamo a suonare, si crea come una magia. I volti dei bambini si illuminano. Diamo poi loro la possibilita’ di toccare gli strumenti, di provarli. Da quest’anno, poi, li chiamiamo a dirigere l’ensemble davanti ai genitori, agli altri pazienti e agli infermieri. Cosi’ possono esprimersi”. [www.genitori.it]






L’Aquila: ricostruzione sadomaso

25 10 2009

Conservatorio, a L’Aquila buttato il progetto gratuito. Per la ricostruzione si era offerto l’architetto giapponese Ban

Il progetto era pronto. Ed era gratuito. I soldi per realizzarlo c’erano. Berlusconi ha sbandierato il plastico davanti alle telecamere assieme al suo omologo giapponese Taro Aso durante il G8 e alla festa organizzata nella caserma di Coppito. Poi, silenzio. Nessuna spiegazione ufficiale. Tante cose dette poi negate. Stiamo parlando del progetto per la ricostruzione del Conservatorio dell’Aquila dell’architetto giapponese Shigeru Ban, studio a Tokio, New York e Parigi, docente dell’Università Kei, membro del Voluntary Architects Network, famoso nel mondo per le sue ricerche nel campo delle tensostrutture. Progetto, costato all’architetto Ban ben 5 mesi di lavoro, che prevedeva oltre 1000 posti, da realizzare con oltre 500 mila euro messi a disposizione dall’ambasciata giapponese e i restanti 500 mila frutto di fondi raccolti personalmente dall’architetto attraverso fondazioni e gruppi finanziari in Europa e nel mondo. Un progetto definito, anche dal direttore del Conservatorio Bruno Carioti “straordinario, all’avanguardia”. Un progetto, presentato ufficialmente il 7 luglio da Ban assieme al primo ministro giapponese, a Palazzo Chigi, che avrebbe dato all’Aquila una risonanza mondiale, altro che G8. Contrariamente a quanto sostenuto dal capo della Protezione civile, Guido Bertolaso, (“Non abbiamo visto una lira dei soldi promessi”) non avrebbe richiesto l’impiego di soldi pubblici. “Un mistero”, esclama il direttore Carioti. “Ho appreso solo oggi che sono iniziati i lavori per la realizzazione di un prefabbricato abitativo modulare scolastico Msp. Pensate che Ban, all’indomani del sisma del 1995 a Kobe, in alternativa alle tendopoli, ideò una soluzione progettando abitazioni di 16 metri quadri con pareti fatte con tubi di cartone e fondazioni di cassette per bottiglie di birra riempite con sabbia. Inoltre è stato uno dei progettisti delle Torri Gemelle”. Tutto sembrava pronto, l’area espropriata. Ma al dunque è stata bandita una gara e l’appalto assegnato ad una ditta di carpenteria metallica, che avrebbe avuto la meglio grazie a un forte ribasso praticato sul prezzo di partenza, a fronte di bassissime garanzie ambientali e acustiche. A Parigi, nello studio dell’architetto Ban, che ora si trova a Tokio, risponde al telefono il suo più stretto collaboratore, il trentaduenne architetto italiano Alessandro Marcello Boldrini, che si dice esterrefatto per il comportamento del premier, dell’onorevole Bertolaso e del sindaco dell’Aquila. “Ban aveva messo a disposizione la sua equipe, il governo giapponese aveva stanziato i fondi, abbiamo lavorato per mesi, venivamo a L’Aquila e i referenti istituzionali non si facevano trovare. Anche alle richieste dell’ambasciata giapponese in Italia non sono seguite risposte. Mio padre mi ha detto di aver letto sul Fatto Quotidiano che Bertolaso si è lamentato dei soldi promessi non arrivati, ma non è così. Noi avevamo donato tutto. Una occasione perduta. Peccato”. Per L’Italia, ovviamente. E una pessima figura. Che farebbe il paio con quella della Germania, che lamenta di non essere stata messa nella condizione di devolvere la sua donazione. Ma perché ad un progetto di tale rilevanza e per giunta gratuito si è preferito un prefabbricato Msp da pagare che non offre alcuna garanzia, né in termini ambientali né di acustica? Questa è la domanda a cui il dipartimento della Protezione civile ha tentato di rispondere maldestramente, dicendo che gli unici soldi certi sarebbero stati quelli garantiti dal governo giapponese. Ma così non era, come ha confermato il collaboratore dell’architetto Ban, che con lui ha inviato il progetto alle più importanti fondazioni e gruppi finanziari in Europa e nel Mondo che avevano accettato di finanziarlo.

[Da Il Fatto Quotidiano del 23/10/2009]

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Che schifo… siamo alle solite! Uno dei piu’ grandi e innovativi architetti del mondo viene a costruire in Italia gratuitamente… uno spazio per la cultura, per l’istruzione, per la musica… e l’Italia cosa fa? invece di dire grazie e baciarsi i gomiti, COSA FA???!!! appalta a chissa’ quale ditta di carpenteria metallica (mi piacerebbe scoprire a CHI hanno appaltato, per NON stupirmi ancora una volta), per tirar su chissa’ quando e chissa’ come una SICURA bruttura architettonica (scusate la sfiducia, ma mi sembra alquanto realistica)… non ci siamo proprio! Sono andato a suonare a L’Aquila con Claudio Abbado e la Mozart – e come noi tanti altri -, ci siamo battuti in questi mesi in una direzione positiva, di rilancio, spessore, innovazione, arte, onesta’, eco-sostenibilita’… e poi leggo questa notizia… che mi colpisce e ferisce profondamente. Peccato. Ma soprattutto Vergogna!!!

Shigeru Ban, maestro della leggerezza e del riciclaggio ecologico, e’ famoso soprattutto per le sue ricerche nel campo delle tensostrutture, specialmente nella loro realizzazione attraverso materiali economici come il cartone o il bamboo. Ha inoltre progettato particolari edifici residenziali, costruiti con metodi e materiali tradizionali, ma con alcune caratteristiche originali: tubi di cartone usati come pilastri, travi, pareti… per case, chiese, musei. L’uso di carta e cartone, materiali non convenzionali in ambito di design e architettura, lo rendono uno dei giovani architetti più in vista sulla scena internazionale. Il suo nome figurava tra quelli dei progettisti di uno dei due progetti finalisti per la ricostruzione del World Trade Center di New York. L’opera di Shigeru Ban richiama non solo la sperimentazione architettonica, ma anche il valore concreto dei programmi di riciclo di carta e cartone e di tutela dell’ambiente. Divenne popolare in Giappone nel 1995, quando disegnò e realizzò, su larga scala, abitazioni economiche e di rapido montaggio per i terremotati di Kobe, impiegando come materia prima essenziale tubi realizzati con carta riciclata. Per la realizzazione delle sue opere egli avvolge, con dei collanti naturali, della carta riciclata attorno un tubo di alluminio. Una volta seccata la carta, il tubo di alluminio si sfila e le colonne di carta vengono trattate con cera per renderle impermeabili. Con quegli stessi materiali di base, interamente riciclabili, Shigeru Ban realizza anche pezzi di design. Minimalismosperimentazionesostenibilità sono le costanti entro le quali si muove la ricerca di Shigeru Ban, in netta posizione antitetica rispetto alla declinazione hi-tech di molta architettura contemporanea.

Expo di Hannover 2000

Expo di Hannover 2000





Berlusconi risponde a Repubblica e alle finora 180mila firme

1 09 2009

berlusconi“Repubblica è un ‘super partito politico’ di un editore svizzero e con un direttore dichiaratamente evasore fiscale. Per questonon ho risposto alle 10 domande, non perchè non possa rispondere o abbia difficoltà a farlo, ma perchè vengono da un giornale così”. [Silvio Berlusconi]

Silvio si arrampica leggermente sugli specchi… super poteri, come sempre! ma questa volta non da dittatore, ma da Spiderman!

…e poi che ridere! per la prima volta è il querelante ad avvalersi della facoltà di non rispondere!

Intanto la petizione dei tre giuristi sta sbancando! ad ora sono 180mila le firme, alcune note: Gino Strada, Renzo Piano, Roberto Benigni, Jean Daniel, Dario Fo, Arnoldo Foà –che aderisce con convinzione… – Andrea Camilleri, Bernardo Bertolucci, Roberto Saviano, Luis Sepulveda, Nicoletta Braschi, Niccolò Ammanniti, Claudio Bisio, Liliana Cavani, Francesca Archibugi, Paola Cortellesi, gli editori Alessandro e Giuseppe Laterza, Antonio Albanese, Lella Costa, Guido Rossi, Jovanotti, Fiorella Mannoia, Adriano Celentano – che nell’ottobre del 2005, nel corso di una delle puntate del suo show Rockpolitik in onda su RaiUno, mostrò la classifica, redatta dall’istituto di ricerca americano Freedom House, del livello di “Freedom of the Press”, la libertà di stampa presente nei paesi del mondo con l’Italia che compariva allora al 77esimo posto – Claudia Mori, il velista Soldini, Franca Rame, Carlo Verdone, Angela Finocchiaro, Michele Placido, Carla Fracci, Ottavia Piccolo, Licia Maglietta, Carlo Freccero, Enrico Bertolino, Dori Ghezzi, Monica Guerritore, Ferzan Ozpetek, Milva, Marco Bellocchio, Teresa De Sio, Maurizio Nichetti, David Riondino, Franco Battiato, Saverio Costanzo, Carlo Degli Esposti, Massimo Ghini, Ettore Scola, Furio Colombo, Giacomo Marramao, Stefania Sandrelli, Giovanni Soldati, Valerio Mastandrea, Alessandro Gassman, Stefano Accorsi, Paolo Sorrentino, Ornella Vanoni, Elio e le Storie Tese, Aldo Giovanni e Giacomo…

…e anche CLAUDIO ABBADO!!!!!

Aderisce anche Umberto Eco che aggiunge un commento: “quando qualcuno deve intervenire a difesa della libertà di stampa vuole dire che la società e con essa gran parte della stampa, è già malata. Nelle democrazie ‘robuste’ non c’è bisogno di difendere la libertà di stampa, perché a nessuno viene in mente di limitarla“.

Invece Don Luigi Ciotti esprime “solidarietà in particolare ai giornalisti di Repubblica e dell’Avvenire, direttamente minacciati e spiati con metodi piduisti, ma in generale a tutti i giornalisti italiani che con questa denuncia di Silvio Berlusconi hanno ricevuto una sorta di avvertimento: è vietato fare domande; è vietato criticare“.

Chiudo con Maurizio Crozza, che aderendo riflette: “La mia solidarietà va a Silvio Berlusconi. Dove s’è mai visto un giornalista che pone domande irriverenti al capo del governo? Un bravo giornalista non assume iniziative, un bravo giornalista scrive sotto dettatura“.

…dettutura? o forse dittatura…

(fonti: Spinoza, Repubblica)





Abbado e la Mozart a L’Aquila

16 06 2009




Zubin Mehta suona l’allarme

6 06 2009


Zubin Mehta e’ di casa in Italia e non solo perche’ da molti anni dirige l’orchestra del Maggio Musicale Fiorentino. Il nostro paese e’ entrato presto nella biografia di questo signore indiano che da pochi giorni ha compiuto 73 anni. Il suo primo luogo di studio lontano da Mumbai, citta’ d’origine, fu negli anni cinquanta Napoli. Dopo Napoli venne Vienna e quindi  Siena, con la prestigiosa Accademia chigiana, sede dei suoi approfondimenti sulle tecniche della direzione d’orchestra e di due importanti amicizie: quelle con Claudio Abbado e Daniel Barenboim.

Sulla situazione delle istituzioni musicali italianie Mehta e’ informatissimo e da Firenze, dove ha completato con il “Crepuscolo degli dei” la celebre e difficilissima tetralogia wagneriana, fa sapere di essere allarmato per i sacrifici imposti agli enti lirici dai tagli dei finanziamenti pubblici.”E’ il momento meno indicato per ridimensionare l’impegno economico a favore dei teatri e delle orchestre giacche’ il livello artistico delle produzioni italiane e’ in costante, significativa crescita”.

Mehta non e’ nuovo a iniziative di stimolo e di critica nei confronti dei governi. Ha iniziato a guadagnarsi la fama di “direttore di pace” ai tempi delle proteste contro la guerra in Vietnam e non si contano i concerti a sfondo politico nella sua carriera. Ha suonato anche per le vittime dello tsunami in estremo oriente e vorrebbe portare il suo messaggio di dialogo e pacificazione in Kashmir, la tormentata regione al confine fra India, Cina e Pakistan. Il medio oriente e’ tuttavia la sua principale preoccupazione, anche per il forte legame che lo unisce da tempo alla Filarmonica di Israele. Con l’aiuto di una banca arabo-israeliana sta lavorando ad un centro per la diffusione della musica occidentale in quella parte del mondo e coltiva un sogno: poter inserire nell’orchestra israeliana almeno un musicista arabo.

Cosmopolita come pochi altri protagonisti della vita culturale, Zubin Mehta ha dichiarato di sentirsi a casa a Mumbai, a Los Angeles, a Tel Aviv e, infine, a Firenze. La citta’ dell’Arno deve molto al suo impegno, al punto che dal 2006 lo ha nominato direttore a vita dell’Orchestra del Maggio, una delle istituzioni piu’ nobili della vita musicale italiana. Mehta, insomma, puo’ essere considerato uno degli interpreti piu’ attenti della nostra straordinaria tradizione culturale e dunque tanto piu’ credibile appare il suo grido d’allarme sui rischi che il disimpegno pubblico puo’ far correre alle grandi e alle piccole produzioni di enti lirici e fondazioni musicali.

(da articolo21)








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