Corona si costituisce a Lisbona

23 01 2013

Finisce la fuga del re dei paparazzi

ll fotografo dei vip era scappato da Milano: ha condanne per estorsione. La sua latitanza seguita sui social network. Fin dal primo momento, il Portogallo era stato considerato dagli inquirenti come possibile rifugio. Si è costituito in lacrime ad agenti portoghesi affiancati dagli investigatori italiani da alcuni giorni sulle sue tracce

Continua a leggere l’articolo di Repubblica

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Se a Siri chiedi dov’è scappato Corona ti dice “mi spiace non so dov’è”. aggiornamento ios in vista?

[Eyes on the Railroad]

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Perche’ una pagina bianca

11 06 2010

Editoriale di Ezio Mauro

Una prima pagina bianca, per testimoniare ai lettori e al Paese che ieri è intervenuta per legge una violenza nel circuito democratico attraverso il quale i giornali informano e i cittadini si rendono consapevoli, dunque giudicano e controllano. Una violenza consumata dal governo, che con il voto di fiducia per evitare sorprese ha approvato al Senato la legge sulle intercettazioni telefoniche, che è in realtà una legge sulla libertà: la libertà di cercare le prove dei reati secondo le procedure di tutti i Paesi civili  –  nel dovere dello Stato di garantire la legalità e di rendere giustizia  –  e la libertà dei cittadini di accedere alle informazioni necessarie per conoscere e per sapere, dunque per giudicare.

La violenza di maggioranza è qui: nel voler limitare fino all’ostruzionismo irragionevole l’attività della magistratura nel contrasto al crimine, restringendo la possibilità di usare le intercettazioni per la ricerca delle prove dei reati. E nel voler impedire che i cittadini vengano informati del contenuto delle intercettazioni, impedendo ai giornali la libera valutazione delle notizie, nell’interesse dei lettori. Tutto questo, mentre infuria lo scandalo della Protezione Civile, nato con le risate intercettate ai costruttori legati al “sistema” di governo, felici per le scosse di terremoto che squassavano L’Aquila.

Le piccole modifiche che sono state fatte alla legge (si voleva addirittura tenere il Paese al buio sulle inchieste per quattro anni) non cambiano affatto il carattere illiberale di una norma di salvaguardia della casta di governo, terrorizzata dal rischio che i magistrati indaghino, i giornali raccontino, i cittadini prendano coscienza. Anzi. La proroga dei termini per gli ascolti, di poche ore in poche ore, è proceduralmente più ridicola che macchinosa. E le multe altissime agli editori non sono sanzioni ma inviti espliciti ad espropriare la libertà delle redazioni dei giornali nel decidere ciò che si deve pubblicare.

Ciò che resta, finché potrà durare, è l’atto d’imperio del governo su un diritto fondamentale dei cittadini  –  quello di sapere  –  cui è collegato il dovere dei giornalisti di informare. Se questa legge passerà alla Camera, il governo deciderà attraverso di essa la quantità e la qualità delle notizie “sensibili” che potranno essere stampate dai giornali, e quindi conosciute dai lettori. Attenzione: la legge-bavaglio decide per noi, e decide secondo la volontà del governo ciò che noi dobbiamo sapere, ciò che noi possiamo scrivere.
Con ogni evidenza, tutto questo non è accettabile: non dai giornalisti soltanto, ma dai cittadini, dal sistema democratico. Ecco perché la prima pagina di “Repubblica” è bianca, per testimoniare ciò che sta accadendo. E per dire che non deve accadere, e non accadrà.





Ecco l’autopsia della strage sulla Flotilla: VERGOGNA!

5 06 2010

Oggi, mentre la Rachel Corrie veniva scortata dalle forze navali israeliane verso il porto di Ashdod (i contatti radio e il radar del cargo irlandese sono stati prima oscurati, poi, ignorate le richieste della marina israeliana di cambiare rotta, l’imbarcazione è stata deviata. Senza scontri) … mentre Washington dichiara che “le attuali disposizioni del blocco di Gaza sono insostenibili e vanno cambiate” … mentre Erdogan, il Premier Turco, sta valutando se usare la sua Marina per rompere l’assedio di Gaza (lo scrive Debkafile, un sito considerato vicino all’intelligence israeliana, che cita i servizi segreti turchi) e starebbe addirittura pensando di salire a bordo egli stesso di un futura nave di attivisti filo-palestinesi, convinto che Israele non avrebbe il coraggio di intervenire per bloccarlo … mentre in Svezia i lavoratori portuali hanno deciso di boicottare Israele, impedendo l’ingresso nei porti delle sue navi e delle sue merci … mentre a Sidney, in Australia, migliaia di dimostranti si sono riuniti di fronte al municipio e hanno bruciato una grande bandiera di Israele … mentre, in visita a Cipro, il Papa ha esortato a pregare e a lavorare per raggiungere la pace, la stabilità e la riconciliazione in Medioriente (dichiarando “Nessuno può trascurare la necessità di appoggiare i cristiani in una regione segnata dai problemi”) …

…il quotidiano britannico The Guardian ha pubblicato in esclusiva i risultati dell’autopsia dei nove attivisti turchi uccisi dalle forze armate israeliane nel corso del blitz contro la Freedom Flotilla. Le vittime sono state raggiunte da almeno una trentina di colpi d’arma da fuoco, pallottole da 9 millimetri, sparate in molti casi da distanza ravvicinata. Cinque delle vittime sono state colpite alla testa, scrive il medico legale turco, incaricato di effettuare le autopsie dal ministero della giustizia di Ankara. Ibrahim Bilgen, 60 anni, è stato colpito da 4 proiettili alla tempia, al petto, ai fianchi e alla schiena. Un diciannovenne, Fulkan Dogan, con cittadinanza americana, è stato raggiunto da cinque colpi sparati da meno di 45 centimetri, alla faccia, alla nuca, due volte alle gambe e una alla schiena. Altri due uomini sono stati uccisi da almeno quattro colpi ciascuno e cinque delle vittime hanno ricevuto proiettili nella schiena, ha riportato Yalcin Buyuk, vicepresidente della commissione di medicina legale.

VERGOGNA!

[fonte: Repubblica]





Dobbiaco, scontro etnico

22 05 2010

Nel piccolo e suggestivo paesino all’ombra delle Dolomiti si sta consumando uno scontro etnico che un po’ ci riporta al clima teso e violento di qualche decennio fa… Proprio dove Gustav Mahler compose le sue opere migliori risuona in questo momento soltanto ignoranza

E’ stato eletto pacificamente. E soprattutto democraticamente. Ma non può fare il sindaco. Perché? Come perché? Può un tizio che si chiama Guido Bocher, italiano da cinque generazioni, fare il sindaco di Dobbiaco, l’incantevole borgo a maggioranza tedesca che apre le porte alle Dolomiti e la sua vista sulle Tre Cime di Lavaredo nell’alta val Pusteria? La maggioranza è tedesca, e il rispetto dell’etnia, consacrata nello statuto autonomo, è un dogma a cui il governatore Luis Durnwalder si appella. Dice, senza mai immaginare dove portino le sue parole: “Sono molto scettico e voglio essere pragmatico: è difficile che a Dobbiaco la gente accetti Bocher come sindaco”. Difficile. Non si può. Anche se il candidato appena eletto ha sfidato nelle urne il suo avversario della Volkspartei. E nelle urne la gente di Dobbiaco ha scelto. Hanno messo una croce (il 37 per cento dei consensi, la maggioranza relativa) sul nome di Bocher sia i residenti di lingua italiana, in netta minoranza nel comune, che i tedeschi. Ma il voto non vale. Ed è inutile riferire che Bocher parla benissimo il tedesco, ha ottime relazioni sociali grazie al suo lavoro, funzionario provinciale ora in pensione. Stimato dagli uni e dagli altri. Miracolo! In consiglio comunale il sindaco – è vero – è senza maggioranza (la Volkspartei ha il 55 per cento e dunque i seggi decisivi per rendere ingovernabile il comune). Ma qui il problema non è politico, come sembrerebbe. Al sindaco eletto nemmeno si chiede di avviare le trattative. Si pensa e si dice, lo dice chi guida la Provincia di Bolzano, autonoma e potentissima, che è questione etnica: “E’ difficile che a Dobbiaco la gente lo accetti”. Ecco cosa porta e come conta l’etnia. Ed ecco, perciò, la fine che fa la democrazia.

[Antonello Caporale, Repubblica]

il Lago di Dobbiaco





A Napoli la Radio anti-camorra rischia di chiudere

13 03 2010

Nel quartiere di San Giovanni a Teduccio, uno dei piu’ malfamati e pericolosi di Napoli, da anni il Centro Peppino Impastato toglie i ragazzi dalla strada e li coinvolge nella realizzazione di una radio anti camorra, la Radio Onda Pazza (ispirata dalla Radio Aut di Peppino): ebbene, il centro rischia di chiudere perche’ in ritardo coi pagamenti d’affitto… circa 8.000 euro che la Pubblica Amministrazione non ricopre: una cifra irrisoria, che conferma ancora una volta la capacita’ di questo Paese di bruciare cio’ che di buono i suoi cittadini riescono a creare… Riporto un articolo tratto da Repubblica-Napoli.. guardate anche il VIDEO-REPORTAGE “Pazzi per la radio”

“Lavorano al fianco di figli di detenuti e orfani delle faide di camorra in un quartiere dove la scuola si abbandona presto e il confine tra le prime effusioni amorose e una violenza sessuale è sempre molto labile. Sono i venti volontari del Centro Peppino Impastato di San Giovanni a Teduccio, quartiere a est di Napoli, che dal 2004 si impegnano al fianco di giovani a rischio.

Un lavoro di frontiera, fatto con pochi spiccioli che però in questo periodo non si riescono a recuperare proprio da nessuna parte. Ottomila euro di affitto arretrato, più qualcosa per la gestione mensile delle attività. Questa è la cifra di cui hanno bisogno i ragazzi per portare avanti i loro progetti. Una cifra enorme per i volontari, tutti studenti poco più che ventenni che impiegano il loro tempo libero nel centro; una cifra tutto sommato irrisoria per gli enti pubblici e i privati che a più riprese hanno promesso un aiuto che poi non si è mai visto.

«Qui arrivano ragazzi difficili – spiega Michele Langella, responsabile del centro -. molti sono figli di camorristi, qualcuno ha entrambi i genitori in carcere e altri sono orfani delle faide di camorra». «Spesso vengono ragazze che hanno le loro prime esperienze sessuali – dice Antonella Salvati, una volontaria dell’associazione -. Mi chiedono consigli, ma mi confidano anche i tentativi di violenze che subiscono tutti i giorni. Qui è difficile dire no a un uomo, anche se ha poco più di tredici anni». Sono tante le attività che mettono in campo i volontari del centro Impastato a cominciare dalla mattina con le lezioni per i ragazzi espulsi dalle scuole. L’anno scorso 8 su 8 hanno superato l’esame di terza media e tutti sono stati avviati ai corsi di formazione professionale della Regione Campania.

Nel pomeriggio, spazio al doposcuola e ai vari laboratori: informatica, musica, il progetto Radio onda pazza, la web radio anticamorra che prende il nome dal programma di Peppino Impastato su Radio aut e, soprattutto, il laboratorio di lavorazione del legno. Qui i ragazzi imparano le tecniche di intarsio, ma anche il riciclaggio e la sicurezza sul lavoro. Il legno utilizzato infatti lo recuperano dalla strada o dagli scarti delle falegnamerie e quando è inutilizzabile lo tritano assieme ai giornali e lo riciclano per fare cartapesta. Lavori rigorosamente svolti con mascherine, guanti di protezione e con standard di sicurezza da fare invidia a tante grandi aziende.

Tutto questo potrebbe finire a causa di 8 mila euro di debito. Soldi promessi lo scorso ottobre dalla commissione regionale contro la camorra e la criminalità, ma mai arrivati. Soldi che non hanno trovato i tanti privati ai quali si sono rivolti i ragazzi del centro e soldi che non ha potuto stanziare neanche la presidenza della Repubblica che con una lettera della segreteria ha risposto picche ai giovani di San Giovanni.

«Bisognerebbe guardare bene come vengono distribuiti i soldi alle associazioni di volontariato – accusa Langella – Se si facesse l’1% di quello che si dichiara, San Giovanni sarebbe un paradiso». E adesso a rischio ci sono tanti altri progetti che potrebbero restare solo sulla carta.

«Stavamo lavorando al bando scuole aperte che avrebbe coinvolto circa 50 ragazzi impegnati in minireportage video in giro per il quartiere – spiega Langella -. Poi abbiamo l’assistenza in cinque scuole del quartiere ‘Bronx’, un laboratorio sul ruolo della donna nella camorra, un altro sulla subcultura dei cantanti neomelodici, uno scambio culturale con la Sicilia nell’anniversario della morte di Peppino Impastato. E poi un sogno – conclude Langella – Con 5 mila euro potremmo portare 20 ragazzi in vacanza a luglio, quando anche le scuole sono chiuse. Per una settimana verrebbero strappati alla strada ed eviterebbero le spiagge della zona che sono inquinate, piene di ferri arrugginiti e siringhe».”

[articolo di Beniamino Daniele, Repubblica]





Musica “da camera”…

6 03 2010

L’Orchestra di Santa Cecilia regalera’ alcune tracce del concerto agli spettatori, che potranno essere scaricate da iTunes: gli spettatori potranno riassaporare parte del concerto direttamente da casa…

Questo quello che Repubblica riporta in un articolo di oggi (potete leggerlo qui sotto)… Onestamente non credo che quest’idea potra’ cambiare di molto le cose, svecchiare il pubblico dei concerti e attirare i giovani ad ascoltare la musica classica. Non reputo troppo interessante portarmi a casa un ricordino dello spettacolo, mi pare sia un po’ riduttivo… e’ un po’ come comprare la maglietta di Vasco dopo il suo concerto a San Siro. Semmai bisognerebbe tentare il processo inverso, ovvero far ascoltare i brani del concerto, prima che questo avvenga! Molte orchestre lo fanno da tempo: la London Philharmonic presenta ogni suo concerto sul sito, e offre la possibilita’ di ascoltare gratuitamente il programma. E’ un modo per coinvolgere il pubblico, educarlo, interessarlo! Altre iniziative avvengono su Facebook, YouTube, Twitter…molte compagini orchestrali hanno anche aperto dei blog dove il pubblico puo’ commentare se non addirittura recensire i concerti! Repubblica, nell’articolo che riporto qui sotto, omette poi l’iniziativa piu’ innovativa e interessante in assoluto: i Berliner Philharmoniker, oltre ad essere su Twitter, Facebook e YouTube,  ormai da alcuni anni hanno messo in atto un progetto davvero incredibile, la “Digital Concert Hall”! Tutti i concerti vengono video-registrati e caricati sulla rete, con una qualita’ audio/video eccellente, e spesso con l’aggiunta di approfondimenti sul repertorio o interviste ai musicisti. In questo modo gli appassionati di tutto il mondo, oppure chi a Berlino e’ impossibilitato ad ascoltare il concerto live, oppure chi davvero vuole riassaporare il concerto a cui ha assistito (e non stralci da altre incisioni), possono ascoltare e guardare i concerti pagando un abbonamento annuale decisamente accessibile a tutte le tasche… Per saperne di piu’ cliccate sul sito http://dch.berliner-philharmoniker.de/.

Il dibattito e’ aperto, e sono curioso di leggere le vostre opinioni in merito!

ROMA -“L’emozione del concerto che continua anche a casa”: è così che la Emi ha presentato, insieme all’Accademia Nazionale di Santa Cecilia, l’iniziativa “La Grande Musica in un click”, che permetterà da oggi fino al 25 maggio, agli spettatori dei concerti, di scaricare gratuitamente da iTunes cinque brani selezionati tra quelli ascoltati in sala. Un’iniziativa unica in Italia e tra le prime in Europa, sottolinea la Emi: infatti ci sono solo due precedenti che riguardano un accordo analogo con iTunes, la Royal Albert Hall e la Opera Haus di Dortmund (quattro brani da scaricare gratis offerti agli spettatori dei concerti), mentre il Teatro alla Scala di Milano diede in omaggio agli spettatori per un breve periodo un unico brano, tratto da Le nozze di Figaro del ’56, per annunciare la disponibilità del proprio catalogo su iTunes.

Agli spettatori dei concerti dell’Accademia di Santa Cecilia verrà data in omaggio una card contenente un codice alfanumerico, che dà la possibilità di effettuare gratuitamente su iTunes Store il download di cinque brani selezionati da EMI Classics e collegati al repertorio e agli artisti del concerto della stagione sinfonica al quale si è assistito. “In molti casi si tratta di brani tratti da dischi che abbiamo realizzato con la stessa Accademia di Santa Cecilia – spiega Adele Chiara Nicoletti, marketing manager della Emi Classics – altrimenti si tratta comunque degli stessi brani ascoltati nel corso del concerto, un’iniziativa dedicata al pubblico, soprattutto più giovane, per portare a casa l’emozione del concerto stesso”.

Si comincia, ad esempio, con alcuni brani che, pur se non eseguiti dall’orchestra dell’Accademia di Santa Cecilia come nei concerti del 6, 8 e 9 marzo, si avvalgono comunque della direzione del maestro Antonio Pappano e del violoncello di Han-Na Chang. Alla fine di marzo il Requiem di Verdi scaricabile da iTunes sarà comunque diretto da Claudio Abbado, proprio come nella sala dell’Auditorium Parco della Musica di Roma.

Per il sovrintendente dell’Accademia di Santa Cecilia Bruno Cagli si tratta soprattutto di un’iniziativa per avvicinare i giovani, per svecchiare il pubblico: in questa direzione vanno anche analoghe iniziative su YouTube, a cominciare da quella del Comune di Genova, che sul sito The Genoa Municipality Channel mette gratis in rete i video delle principali opere e dei concerti tenuti al Teatro Carlo Felice, e del Teatro Comunale di Bologna, che ha un analogo canale su YouTube.

Ma quanti tra i giovani utenti di YouTube e di iTunes sono appassionati o disposti ad appassionarsi alla musica classica? Parecchi, sostiene Adele Chiara Nicoletti: “Certo il segmento ‘fisico’ (tradizionale, ndr) per la musica classica è già molto forte, ma a livello digitale è comunque in crescita. Al momento si tratta di un pubblico molto diverso, che tende a scaricare singoli brani famosi perché legati alla pubblicità o a un film: molti che di solito scaricano musica leggera decidono di scaricare per esempio l’Inno alla Gioia di Beethoven o Nessun dorma cantato da Pavarotti. I dati sono  positivi e in crescita”. Fiduciosi anche sul fronte iTunes: “La nostra pagina dedicata alla musica classica è viva e aggiornata, il catalogo ha un vasto repertorio”. Cenerentola nelle statistiche dei consumi musicali, la musica classica risorgerà grazie a social network e digitale? Molti sono pronti a scommetterci: “Negli Stati Uniti iniziative come quella concordata tra noi e l’Accademia di Santa Cecilia sono già molto diffuse – risponde ancora Nicoletti – forse perché il mercato digitale è molto più sviluppato”.





Il Piano Pier-Marshall

4 02 2010

Berlusconi parla al Parlamento Israeliano e incontra Abu Mazen nei Territori: un tutt’uno di contraddizioni e messaggi pericolosi!

Alla Knesset. Sono onorato, il mio Paese e’ onorato di essere qui e di parlare in questo parlamento, che è il simbolo stesso della democrazia“. Peccato che nessuno abbia spiegato al nostro Premier che il tanto democratico Stato d’Israele non abbia ancora una Costituzione riconosciuta, ma di questi tempi questo sembra non essere poi tanto discriminante…Il Premier rincara la dose affermando che Israele rappresenta “il più grande esempio di democrazia e di libertà nel Medio Oriente. Per noi, come hanno detto sia il Papa Giovanni Paolo II che il Rabbino Elio Toaff, il popolo ebraico è un ‘fratello maggiore e noi, liberali di tutto il mondo, vi ringraziamo per il fatto stesso di esistere“.

Arriva pronta e benevola la risposta di Benyamin Netanyahu: “Italia è diventata paese di punta contro l’antisemistismo e il negazionismo. Silvio, tu sei un grande leader coraggioso, Israele ha un grande amico in Europa“. Apprezzamenti davanti ai quali  il Cavaliere rilancia l’auspicio che Israele diventi “membro a pieno titolo dell’Unione Europea“. Tale e’ l’appoggio del presidente del Consiglio ad Israele che arriva addirittura a definire “una reazione giusta” ai missili di Hamas da Gaza, l’attacco israeliano (Operazione Piombo Fuso) che provocò morti, polemiche, e la condanna dell’Onu!  “Israele è davvero il simbolo di questa possibilità di essere liberi e di far vivere la democrazia anche al di fuori dei confini dell’Occidente, ed è proprio per questo che risulta una presenza intollerabile per i fanatici di tutto il mondo“. In questo modo l’Italia riconosce in Israele un faro di democrazia e liberta’ nel mondo incivilizzato, un avamposto di liberalita‘ (e buoni affari?)… Invece, caro Premier, “avamposti” in quelle terre sono da considerarsi le colonie… anche queste un faro di democrazia? di liberta’? o forse di ingiustizia, ineguaglianza, disequita’..?

Il Premier insiste: “Mi sento davvero uno di voi. Mi sono sentito davvero uno di voi il giorno in cui ho visitato Auschwitz – e qui Berlusconi viene interrotto da 12 applausi – Viva Israele, Viva l’Italia, Viva la pace e la libertà!“. Sembra inneggiare ai cori da stadio che i suoi adepti gli dedicano ai comizi… “Uno di noi, Silvio uno di noi, uno di noooooiiii”… Viva Israele, Viva l’Italia, Viva gli slogan cretini, Viva la guerra e il fascismo del nuovo millennio!

Dopo il discorso, il premier si è recato nei Territori per incontrare il leader dell’Anp, Abu Mazen. E proprio da uno dei più stretti consiglieri politici del presidente palestinese Abu Mazen, Nemer Hammad, manda un secco messaggio al premier. “Quella degli israeliani a Gaza fu un’aggressione: c’è un rapporto che si chiama Goldstone sui crimini israeliani e qualunque cosa dica il premier Berlusconi non cambia la realtà“. Per fortuna.

Nei Territori. Nel corso della conferenza stampa con Abu Mazen, Berlusconi è tornato a offrire la disponibilità dell’Italia per la promozione di un “piano Marshall” per i territori occupati: “Non c’è pace senza benessere” afferma Berlusconi (e mi piace pensare che in sovrimpressione scorresse il sito di MediaShopping): beh, non vorrei peccare di arroganza, non e’ certo la mia materia, ma mi sembrerebbe semmai corretto dire che prima del “benessere” servirebbero giustizia, equita’, aiuti politici veri e fermi, w quindi la “pace” stessa! E poi cosa si intende con benessere, avere la televisione?! Comunque, a parte questi “dettagli”, a un giornalista che gli chiede di confermare il giudizio positivo sulla rappresaglia di Gaza, risponde in tono meno netto: “Come è stato giusto piangere le vittime della Shoah così è giusto manifestare dolore  per quanto che è successo a Gaza. Sempre, quando alla pace si sostituisce la guerra, alla ragionevolezza si sostituisce la violenza, viene meno l’umanità ed il rapporto tra gli uomini“. Chissa’ che pensavano alla Knesset in questo momento…

Comprendiamo l’esigenza di un fermo all’espansione degli insediamenti di Israele“, che è una “condizione necessaria per avviare i negoziati in modo proficuo“, ha detto ancora Berlusconi. E qui sono d’accordo! Ma perche’ dirlo ai Palestinesi? forse che non lo sappiano gia’? forse bisogna avere il coraggio e l’onesta’ di dirlo dall’altra parte, o al proprio deputato Fiamma Nirenstein, unico parlamentare nel mondo a possedere una proprieta’ all’interno di una colonia!

Dopo aver dichiarato in apertura di conferenza stampa di aver “fotografato” la situazione, a un giornalista che gli chiedeva che impressione gli avesse fatto il muro costruito da Israele in Cisgiordania ha risposto: “Non me ne sono accorto, stavo prendendo appunti e riordinando le idee sulle cose che dovevo dire al presidente Abu Mazen. So di deluderla, me ne scuso“. Vi assicuro che il muro e’ spropositato, e inevitabilmente ci si passa in mezzo, come ha fatto a non vederlo?! e poi stento a credere che chi fosse in macchina con lui non glielo abbia fatto “notare”. E’ una risposta offensiva, ingiusta, incoerente e connivente… inevitabile apice di una visita di Stato che sa piu’ di propaganda e di viaggio d’affari.

[dichiarazioni tratte da Repubblica]








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