Berlusconi, gira la ruota!

4 12 2009
Berlusconi perde la sua immunita'

Berlusconi perde la sua immunita'

[Chappatte in "International Herald Tribune"]





Coi piedi e con le mani: le guerre del calcio

28 11 2009

“Il calcio risveglia le peggiori passioni” [Jorge Luis Borges]


E’ sorprendente che finora il calcio abbia provocato solo una guerra, quella del 1969 tra Honduras e El Salvador (ndr: la cosiddetta “Guerra del Calcio”, breve conflitto armato scoppiato il 14 luglio 1969 e terminato 6 giorni dopo, a seguito della partita per la qualificazione ai Mondiali di Mexico ‘70 tra le due nazionali, per saperne di piu’ clicca qui). L’orgoglio nazionalistico si infiamma in tempo di Mondiali di calcio, in modo effimero ma pericoloso, e i risultati aggiungono al fuoco la benzina dell’umiliazione o dell’ingiustizia, reale o immaginaria che sia. Com’e’ successo la settimana scorsa all’ego russo, fragile e aggressivo. Umiliato da uno dei suoi piu’ piccoli ex satelliti dell’era sovietica. La Slovenia, un paese con 2 milioni di persone, si e’ classificata al Mondiale del 2010 a scapito della Russia, che ha 142 milioni di abitanti.

Gli egiziani invece sentono di aver subito un’ingiustizia con la fine del sogno dei Mondiali dopo la sconfitta contro l’Algeria. Non si sa bene perche’ ma in Egitto si sono convinti che c’e’ stata qualche scorrettezza. L’ambasciata algerina al Cairo e’ stata assaltata, i due paese hanno ritirato i loro ambasciatori e il presidente egiziano ha dichiarato che “bisogna colpire in testa chi ci insulta”.

Trapattoni, CT dell'Eire

Irlanda e Francia invece sono state molto amiche, unite dalla religione cattolica e dal comune disprezzo per la perfida Albione. Oggi non piu’. Ecco i fatti: gli Irlandesi di Trapattoni hanno giocato meglio e meritavano di vincere. Ma nell’istante decisivo della partita il capitano francese, Thierry Henry, ha confuso il calcio con la pallacanestro. Ha toccato due volte il pallone con la mano e l’ha passato a Gallas, che ha segnato il gol piu’ facile della sua vita. La Francia ha pareggiato e si e’ classificata per i Mondiali eliminando l’Irlanda. La Fifa ha fatto orecchie da mercante, respingendo la richiesta irlandese di ripetere la partita, percio’ l’unica possibilita’ di vendetta dipende paradossalmente dal fatto che Henry non e’ un farabutto ma una brava persona. Henry ha ammesso pubblicamente la sua “vergogna” e sara’ condannato a un rimorso per la gioia di partecipare ai Mondiali in Sudafrica non cancellera’ mai. Ma c’e’ qualcos’altro di cui dovrebbe rammaricarsi. Il poveretto forse non non se n’e’ reso conto, ma quella sera di fronte all’Irlanda ha perso un’opportunita’ di gloria eterna. Se Henry avesse detto subito all’arbitro “era fallo di mano, annulli il gol”, sarebbe passato alla storia non solo come un grande giocatore, ma come uno sportivo immortale.

[articolo di John Carlin, per El Pais -Spagna]





West Bank: a che punto siamo?

28 11 2009

Attualmente il West Bank e’ diviso in 3 aree:

- Area A, sotto l’autorita’ amministrativa e di sicurezza palestinese

- Area B, sotto l’autorita’ amministrativa palestinese

- Area C, cioe’ il 61% della Cisgiordania, pienamente controllata da Israele

Sono stati gli accordi di Oslo a delimitare le tre zone, divisione che doveva essere temporanea, fino al 30 giugno 1997, quando l’esercito israeliano si sarebbe dovuto ritirare.

Dodici anni dopo, l’Area A occupa il 18%, l’Area B il 21% della Cisgiordania. Nel restante 61% i palestinesi non possono costruire nemmeno una serra (figuriamoci una casa) senza un permesso delle autorita’ israeliane (quasi mai concesso per altro…).

Amira Hass, giornalista israeliana, scrive su Internazionale come la settimana scorsa le autorita’ israeliane abbiano sospeso la costruzione di uno stadio a El Bireh (finanziato anche dalla Fifa e dai governi tedesco e francese), accogliendo una richiesta del coloni israeliani, i quali sostenevano che una piccola parte del progetto sconfinava nell’ Area C…

Ma non sono i coloni a costruire sui territori palestinesi???? arroganza e tracotanza ai livelli massimi!





Werner Herzog

28 11 2009

“Seguite la vostra visione.

Formate cellule pirata segrete ovunque.

E allo stesso tempo, non fatevi spaventare dalla solitudine”

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Werner Herzog, all’anagrafe Werner H. Stipetic, (Monaco di Baviera, 5 settembre 1942), è un regista, sceneggiatore e attore tedesco. È un importante esponente del cosiddetto “nuovo cinema tedesco“. Ha prodotto, scritto e diretto più di 50 pellicole, ha inoltre pubblicato libri ed è stato regista di opere liriche (in tutti i teatri del Mondo, la Scala di Milano, il Festival di Bayreuth in Germania, la Washington Opera, l’Opera Bastille, il Palau di Valencia, il Teatro Municipal di Rio, il Massimo di Palermo...).

herzog con kinsky

Tra i suoi film ricordiamo Anche i nani hanno cominciato da piccoli, Fitzcarraldo, L’enigma di Kaspar Hauser, Nosferatu il principe della notte, Woyzeck, Kinski il mio nemico più caro (che ha minacciato di uccidere qualche anno fa!)… Ha appena presentato 2 film e un corto al Festival del Cinema di Venezia, e ha lanciato a Los Angeles la Werner Herzog’s rogue film school, con lezioni anche inconsuete (come l’arte dello scassinatore, l’aspetto atletico di essere regista, la neutralizzazione della burocrazia, tattiche di guerriglia… andate a controllare sul sito del corso www.roguefilmschool.com).





Cina e Usa si uniscono contro l’effetto serra

26 11 2009

(ANSA) – PECHINO, 26 NOV – La Cina ridurra’ la propria intensita’ carbonica del 40-45% entro il 2020, rispetto ai livelli del 2005. L’intensita’ carbonica equivale all’ammontare di emissioni a effetto serra per unita’ di prodotto interno lordo. Lo ha annunciato l’agenzia cinese Xinhua presentando la decisione come ”un’azione volontaria del governo cinese” ed ”un contributo agli sforzi globali contro i cambiamenti climatici”.

Inoltre su REPUBBLICA si puo’ leggere come l’annuncio di Pechino arrivi dopo che ieri la Casa Bianca aveva anticipato che il presidente Usa Barack Obama si recherà il 9 dicembre a Copenaghen per partecipare al Vertice sul Clima con in tasca una proposta di riduzione delle emissioni di gas effetto serra negli Usa del 17% nel 2020, del 30% nel 2025 e del 42% nel 2030 rispetto ai livelli del 2005.

Qin Gang, il portavoce del ministero degli Esteri a Pechino, ha confermato che il premier Wen guiderà la delegazione cinese al summit, previsto dal 7 al 18 dicembre. La sua presenza, ha aggiunto, “dimostra la grande importanza che il governo cinese dà al cambio climatico e la sua volontà politica di lavorare con la comunità internazionale su questo tema”. Qin ha sottolineato che la Cina si attende dal vertice “un accordo equo e ragionevole” e ha ripetuto che il Paese asiatico che, insieme agli Stati Uniti, è il maggiore produttore mondiale di diossido di carbonio si attende che i negoziati rispettino il principio delle “responsabilità differenziate” tra i Paesi sviluppati e quelli in via di sviluppo.

La settimana prossima, infine, avverrà anche un incontro a Washington tra il primo ministro australiano Kevin Rudd e il presidente Obama per analizzare i temi relativi al summit sul clima di Copenaghen. “Sono stato invitato dal presidente degli Stati Uniti per un incontro lunedì prossimo”, ha detto Rudd in parlamento, aggiungendo di ritenere che sarebbe troppo sperare che dal vertice, in programma dal 7 al 18 dicembre in Danimarca, esca fuori un accordo davvero vincolante.

(fonti: radiolifegate, repubblica, ansa)

acqua passata?

 





Processo Dell’Utri (a titolo informativo…)

26 11 2009

I verbali del processo Dell’Utri. Il pentito Spatuzza: “Anche Schifani incontrava Graviano” e “Via d’Amelio decisa prima di Capaci”. Faccia pensare come la notizia, riportata in questo caso da Repubblica.it (in piccolo e in fondo alla pagina web…), e in generale TUTTA la vicenda, non siano a caratteri cubitali sulle prime pagine di tutti i quotidiani!!!

PALERMO – C’è il nome del presidente del senato, Renato Schifani ma anche un inedito retroscena che rivela come la decisione di uccidere Paolo Borsellino fosse stata presa prima della strage di Capaci, nelle 2000 pagine di verbali giunti dalla Procura di Firenze e depositati al processo d’appello al senatore Marcello Dell’Utri per concorso esterno di associazione mafiosa. Pagine che riscaldano la vigilia dell’attesa deposizione del pentito Gaspare Spatuzza. E’ sempre Spatuzza, dopo avere indicato Berlusconi e Dell’Utri come i “referenti” di Cosa nostra e possibili mandanti delle stragi del ‘93, a ricordare adesso anche di quell’avvocato che nei primi anni ‘90 avrebbe visto più volte incontrare il boss di Brancaccio Filippo Graviano nei capannoni di una azienda di cucine componibili, la Valtrans. Quell’avvocato, allora difensore dell’imprenditore, Pippo Cosenza, è l’attuale presidente del Senato, Renato Schifani. “Preciso che questa persona – dice Spatuzza – contattava sia Cosenza che Filippo Graviano in incontri congiunti. La cosa mi fu confermata da Filippo Graviano. Preciso che anch’io avendo in seguito visto Schifani sui giornali ed in televisione l’ho riconosciuto per la persona che all’epoca vedevo agli incontri di cui ho parlato”.

Indignata la reazione di Schifani che nega decisamente: “Non ho mai avuto rapporti con Filippo Graviano e non l’ho mai assistito professionalmente. Questa è la verità. Sia chiaro: denuncerò in sede giudiziaria, con determinazione e fermezza, chiunque, come il signor Spatuzza, intende infangarmi. Sono indignato e addolorato“. Dura la posizione di Antonio Di Pietro, presidente dell’Italia dei Valori: “Schifani non può semplicemente affermare che Spatuzza è un calunniatore ma deve spiegare nel merito se conosce o ha avuto incontri con Graviano. Senza spiegazioni convincenti – aggiunge – si creerebbe un gravissimo corto circuito istituzionale che imporrebbe le dimissioni di Schifani“.

Ai pm di Firenze Spatuzza racconta anche un episodio che potrebbe fare rivisitare la genesi delle stragi dell’estate del ‘92. Il pentito spiega infatti che la cosca mafiosa di Brancaccio, di cui lui faceva parte, fu incaricata di procurare l’esplosivo per la strage di via D’Amelio già prima che fosse ucciso Giovanni Falcone. “Noi di Brancaccio - racconta il pentito – siamo attivi prima di Capaci, quando siamo andati a prelevare l’esplosivo a Porticello e stavamo rientrando a Palermo c’è stato un problema di posto di blocco dei carabinieri. Questo evento avviene prima di Capaci. Ora se noi di Brancaccio già siamo attivi per via D’Amelio, significa che era già tutto in programma“. Spatuzza offre anche un movente specifico per l’eliminazione di Falcone e Borsellino. “I due magistrati sono stati sotterrati per una questione di carceri” dichiara Spatuzza riferendosi ad un colloquio con il suo capo, Filippo Graviano che avrebbe aggiunto: “Se rimanevano vivi quei due magistrati, altro che 41bis“. E un altro pentito, sempre della cosca di Brancaccio, conferma le accuse rivolte da Spatuzza a Berlusconi e Marcello Dell’Utri. E’ Giovanni Ciaramitaro: “Come politico dietro agli attentati del ‘93 mi indicavano sempre Berlusconi. Il politico era colui che aveva indicato anche i monumenti da colpire perché i fratelli Graviano, essendo palermitani, non li potevano conoscere“.





The Rolling……. Balls!

24 11 2009

BERLUSCONI ROCK STAR DELL’ANNO SECONDO IL MAGAZINE “ROLLING STONE”

ANSA – Berlusconi batte Obama e il Papa. Per l’edizione italiana della rivista “Rolling Stones”, infatti, il presidente del consiglio italiano è più rock del presidente degli Usa e del Pontefice, rispettivamente al secondo e terzo posto. Al premier, eletto rockstar dell’anno all’unanimità,verrà dedicata la copertina del numero in edicola a dicembre, realizzata dal designer americano Shepard Farey.
Per la vita del premier, dice il direttore di Rolling Stone Italia Carlo Antonelli, “la definizione di rock&roll va persino stretta. I Rod Stewart, i Brian Jones, i Keith Richards dei tempi d’oro sono pivellini in confronto. La “Neverland” di Michael Jackson è una mansardina in confronto a Villa Certosa, e via così”. Nonostante il tono ironico, Antonelli assicura però di non voler “dispensare giudizi da destra o da sinistra”…

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Io mi chiedo perche’…

il rock’n roll e’ CONTRO IL SISTEMA

il rock’n roll e’ LIBERTA’ DI ESPRESSIONE

il rock’n roll e’ MOVIMENTO E PLURALISMO

il rock’n roll e’ prima di tutto GIOVANE!

…e Berlusconi con queste cose cosa c’azzecca?!

e poi…

La De Filippi non e’ Rock

Il Grande Fratello non e’ Rock

Pagare le prostitute non e’ Rock

… SOLTANTO FARE LE CORNA E’ ROCK!

ma non mi sembra comunque abbastanza per tale onorificenza!

in quanto a sesso e droga… beh, in effetti, forse ci siamo…

Gran trovata pubblicitaria, MARCHETTA colossale! la si puo’ considerare una “provocazione”…fatto sta che ora tutti parlano del Rolling Stone…  ma leggendo i commenti lasciati dai lettori sul sito del magazine, direi che il rischio di perdere lettori, piu’ che guadagnarne, e’ piuttosto realistico!

…provocazione o ordine dall’alto, purtroppo c’e’ anche chi considera questa nomination sacrosanta! in tanti guardano il Papi come una star, un idolo di masse, un modello comportamentale e di vita da seguire… cambiamo il DISCO???





NO RACISM: storie italiane (I)

19 11 2009

Sembra che il corpo dell’immigrato debba essere condannato all’invisibilità, non solo amministrativa ma anche biologica. “Spostatevi in fondo perché puzzate”. A Bologna la conducente di un autobus ha mandato due pachistani a sedere in fondo alla vettura con questa scusa. È successo il 29 ottobre sull’autobus 91, che da Calderara di Reno porta a Bologna.

L’episodio è stato reso noto da una signora bolognese, che è intervenuta chiedendo il numero di matricola dell’autista. In questo modo è riuscita a dar voce ai due pachistani. Sohail Anjum, uno dei ragazzi coinvolti, ha 27 anni e vive in Italia da più di sei. Come il suo amico Qasim Muhammed, lavora a Roma dove assiste un anziano. Appena possono, i due tornano a Bologna perché hanno vissuto qui in precedenza e hanno ancora amici e parenti.

Sohail è anche il capitano della squadra di cricket che ogni fine settimana si ritrova a giocare al campo sportivo di Calderara. Come molti suoi connazionali, è un appassionato di questo sport. Sulla vicenda ha poco da dire. Di quel giovedì sull’autobus ricorda la sensazione di smarrimento e il desiderio di non fare troppo chiasso per non provocare altri scontri. Gli è chiaro, però, che nel suo paese un fatto simile sarebbe impensabile tra persone considerate alla pari.

Sohail è grato alla donna che si è presa la responsabilità di denunciare il comportamento dell’autista alla stampa e all’Atc, l’azienda bolognese dei trasporti pubblici. La signora, racconta Sohail, li ha invitati a tornare nella parte anteriore del 91, ma loro hanno preferito rimanere indietro. Su questa linea – e non è l’unica a Bologna – si è tacitamente consolidata una separazione: gli italiani stanno davanti, gli immigrati in fondo. Come Sohail e Qasim, molti stranieri si mettono in disparte nel tentativo di evitare sguardi diffidenti e offese, lasciando libero uno spazio che alcuni considerano loro.

La vicenda ha fatto emergere altre testimonianze. Ci sono conducenti che non “vedono” le fermate dove ci sono dei rom ad aspettare e ci sono passeggeri convinti che gli stranieri siano sporchi e non paghino il biglietto. Oppure succedono episodi come quello del ragazzo bengalese che si è sentito urlare dall’autista di tornarsene a casa sua perché era salito dalla porta centrale. Nel 2007 uno studente messicano della Johns Hopkins university è stato picchiato dall’autista dell’autobus su cui viaggiava perché si era fermato sulla porta ad aspettare che un ragazzo disabile salisse con calma. Poche settimane fa l’autista è stato condannato a sei mesi di carcere per lesioni, ingiurie e minacce con l’aggravante della discriminazione razziale.

Gli italiani che cercano di difendere gli stranieri vengono spesso zittiti. E i fatti che escono alla luce sono pochi in confronto a una realtà quotidiana dove i comportamenti razzisti – come sottolinea la Rete provinciale anti-discriminazione – sono considerati normali e non vengono pubblicizzati.

Sohail riconosce il valore del gesto di solidarietà che gli è stato offerto. Gli italiani, dice, di solito “non hanno molto tempo”. Alla domanda su come si trova in Italia, non risponde con entusiasmo. Non sono le difficoltà a scoraggiarlo, ma la nostalgia di casa, dei genitori e di un paese in cui ogni cosa è familiare.

L’Atc ha riconosciuto che la conducente del bus 91 ha avuto un comportamento “non consono alle proprie mansioni” e non vuole più che guidi i suoi autobus. Un sindacalista dell’azienda, invece, ha cercato di spiegare le frasi della donna con la “stanchezza ed eccessiva pressione lavorativa”. Ma sono giustificazioni che offendono tutti i lavoratori, italiani e stranieri.

[di Francisca Rojas, scrittrice nata a Santiago del Cile. Vive a Bologna da tredici anni]





Passeggiata a Berlino, 20 anni dopo

10 11 2009

A mezzanotte di 20 anni fa il muro crolla, in poche ore Berlino diventa una festa: i vecchi che l’hanno visto sorgere, insieme ai giovani che sono nati sotto la sua ombra. in queste ore basta accendere la tv per farsi un’idea di quanto importante sia stata quella notte, per i berliner, e per tutto il mondo. politicamente, socialmente, nei costumi, nel razzismo, nei ritardi economici e strutturali delle comunita’. la Germania da quel giorno e’ davvero cambiata, non ancora compiuta, ma notevolmente sviluppata, le distanze tra Est e Ovest sempre meno ampie.

Un esempio importante, un precedente essenziale. Il mondo e’ pieno di muri di berlino: in Palestina, in Korea, tra Mexico e Usa, e poi soprattutto nelle nostre teste, nella nostra societa’, nelle distanze culturali, razziali, socio/economiche… Queste immagini devono smuovere e muoverci al positivo. Un muro cade e crea progresso umano. Un muro cade se qualcuno ne toglie le basi, ne sgretola le pietre… poco alla volta… ma credo fortemente nell’effetto domino che anche soltanto un individuo puo’ iniziare: quindi… “berliner di tutto il mondo, picconi alla mano!

L’evento-clou della giornata è stato l’abbattimento della catena di pezzi giganti di domino, lunga un chilometro e mezzo, creata sull’antico tracciato del Muro, dipinto da artisti e studenti di tutto il mondo. Davanti ad oltre centomila persone, l’ex leader di Solidarnosc ha fatto cadere il primo dei mille pezzi di domino alti come il muro originario, mentre migliaia di persone hanno formato una catena umana lunga 33 chilometri sull’antica linea che divideva il settore sovietico della città dai settori occidentali di Stati Uniti, Gran Bretagna e Francia.

Vi segnalo assolutamente questo sito, che raccoglie informazioni storiche e fotografiche, e soprattutto testimonianze della gente che ha vissuto e visto cadere il muro e la divisione.

http://www.theironcurtaindiaries.org/





La casa dell’orrore

8 11 2009

La casa di Braunau am Inn, in Austria, dove nel 1889 nacque Adolf Hitler, è in vendita per 2 milioni 200 mila euro. Una notizia che ha messo in allarme gli abitanti della cittadina austriaca i quali temono che possa essere acquistata da qualche estremista o organizzazione di destra e trasformata in meta di pellegrinaggio per simpatizzanti neonazisti.

Al momento l’edificio è utilizzato da un’organizzazione per l’assistenza ai disabili e, in diversi momenti nel corso della sua esistenza, ha ospitato una biblioteca, una banca e un istituto tecnico.

La cifra è troppo alta per il comune di Braunau, ha fatto sapere il bogomastro Gerhard Skiba, che pure acquisterebbe l’immobile molto volentieri, proprio per sventare il rischio di vederlo diventare un punto di riferimento per nostalgici. Anzi, il sindaco (con tanto di petizione firmata dall’intera cittadinanza) avrebbe proposto gia’ mesi fa di trasformare l’immobile in un museo della Shoah!  ansiosi di liberarsi dall’ imbarazzante linea bruna che le fa ombra da oltre mezzo secolo, i concittadini del Fuhrer hanno lanciato la suggestiva idea: trasformare la casa natale di Hitler in un Centro internazionale di studi e di iniziative sull’ Olocausto, il fascismo e i diritti umani. In altre parole, rovesciare l’equazione che vuole simili luoghi fatalmente condannati a essere meta di fanatici…

Un punto importante per Braunau che si scrollerebbe di dosso la maledizione di aver dato i natali a Hitler, portandola a proprio vantaggio, e un’occasione per l’Austria di prendere coscienza e consuetudine con le responsabilita’ avute nei crimini del Nazismo (secondo lo storico austriaco Meislinger l’Austria sarebbe “ancora di fatto impreparata e poco disposta ad accettare la propria parte di responsabilità”). Pensate, la culla del Male con valenza maieutica…benissimo! purche’ non ci si sbarazzi di un’idea semplicemente rimuovendo quattro mura, o cambiandone intonaco e cognome sul citofono…

[fonti: Repubblica e Corriere della Sera]